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Il tema del Queen tour USA è tornato al centro dell’attenzione dopo alcune dichiarazioni forti e dirette di Brian May, storico chitarrista dei Queen. In un momento in cui molte band storiche stanno riscoprendo il mercato live americano, le parole di May hanno colpito fan e addetti ai lavori: “L’America è un posto pericoloso al momento… tutti ci pensano due volte prima di andarci”.
Un’affermazione che va ben oltre la semplice logistica di un tour e che apre una riflessione più ampia su sicurezza, clima sociale e futuro dei grandi concerti negli Stati Uniti.

Le parole di Brian May: una scelta tutt’altro che casuale

Brian May non è nuovo a prese di posizione meditate e mai banali. Le sue parole non sono state pronunciate con superficialità, ma come risultato di una valutazione attenta del contesto attuale. Quando parla di “America pericolosa”, il riferimento non è a un singolo episodio, ma a un clima generale fatto di tensioni sociali, violenza armata e instabilità che, inevitabilmente, influiscono anche sull’organizzazione di tour internazionali.

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Per una band come i Queen, il cui pubblico è trasversale e composto da famiglie, giovani e fan storici, la sicurezza degli spettatori, dello staff e degli artisti diventa una priorità assoluta. May sottolinea come oggi “tutti stiano pensando due volte” prima di pianificare un tour negli Stati Uniti, segno che il problema non riguarda solo i Queen, ma l’intera industria live.

Gli Stati Uniti e il problema della sicurezza nei grandi eventi

Il discorso si inserisce in una questione più ampia che riguarda i grandi eventi live negli Stati Uniti. Negli ultimi anni, la sicurezza ai concerti è diventata un tema centrale, con misure sempre più rigide, costi assicurativi in aumento e una crescente preoccupazione da parte degli artisti internazionali.

Per una band iconica come i Queen, ogni concerto è un evento mediatico globale. Qualsiasi problema, anche minimo, avrebbe un impatto enorme non solo sull’immagine del gruppo, ma sull’intero tour. È comprensibile quindi che la band preferisca concentrarsi su mercati percepiti come più stabili, come Europa, Giappone o Australia.

Adam Lambert e il futuro dei Queen dal vivo

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Dal 2011 i Queen portano avanti la loro attività live con Adam Lambert, una collaborazione che ha raccolto consensi e successo in tutto il mondo. Anche in questo contesto, la scelta di non tornare negli Stati Uniti assume un significato particolare, considerando che Lambert è americano.

Questo dimostra come la decisione non sia legata a questioni artistiche o di pubblico, ma esclusivamente a una valutazione pratica e umana. I Queen continuano a riempire arene e stadi in Europa e in altre parti del mondo, segno che la band non ha alcuna intenzione di fermarsi, ma solo di scegliere con attenzione dove farlo.

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Una band storica in un mondo che cambia

Il rock è sempre stato sinonimo di libertà, viaggio e condivisione. Tuttavia, il mondo in cui i Queen hanno costruito la loro leggenda è molto diverso da quello attuale. Le parole di Brian May riflettono una realtà in cui anche la musica deve fare i conti con fattori esterni sempre più complessi.

Non si tratta di una chiusura definitiva verso gli Stati Uniti, ma di una pausa di riflessione. May non ha escluso un ritorno futuro, ma ha chiarito che, allo stato attuale, la situazione non offre le garanzie necessarie per affrontare un tour di quella portata.

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Susanna Staiano
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Queen tour USA: perché Brian May dice no agli Stati Uniti
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