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Il liuto è uno degli strumenti più importanti della storia della musica europea: un cordofono a pizzico con cassa bombata e manico tastato, protagonista tra Rinascimento e Barocco sia come strumento solista sia come base per l’accompagnamento. Oggi è tornato centrale grazie alla musica antica, alla ricerca filologica e a una scena didattica sempre più viva.

Questa guida è pensata per chi vuole capire davvero che cos’è il liuto: non solo una definizione, ma anche origine, evoluzione, struttura, le principali tipologie (liuto rinascimentale, barocco, arciliuto, tiorba), come funziona accordatura e tecnica, in che repertori viene usato e quali sono le differenze con strumenti simili come chitarra e oud.

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Cos’è il liuto

Il termine liuto indica una famiglia di strumenti a corde pizzicate con caratteristiche ricorrenti:

  • cassa armonica bombata (spesso a doghe), che genera un timbro caldo e ricco di armoniche;
  • tavola armonica in legno tenero (spesso abete), con una rosetta decorativa intagliata o applicata;
  • manico tastato con tasti (storicamente in budello legato) e capotasto;
  • uso di corde singole e soprattutto cori (coppie di corde accordate all’unisono o all’ottava);
  • presenza, in molte varianti, di un’estensione importante nel registro grave tramite corde aggiuntive.

In modo semplice: il liuto è stato per secoli ciò che oggi potrebbe essere una combinazione tra strumento solista e strumento d’accompagnamento. Nella musica europea preclassica è stato “centrale” quanto lo è stato il pianoforte nell’Ottocento o la chitarra nel Novecento, con un repertorio enorme e una funzione sociale ampia: corte, chiesa, salotti, teatro.

Origine e storia del liuto

Capire la storia del liuto serve a capire perché esistono tanti “liuti” diversi e perché le accordature cambiano: lo strumento non è rimasto fermo, ma si è adattato a gusti, repertori e contesti.

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Le origini orientali

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Molti strumenti a pizzico con cassa bombata presenti in Europa hanno legami con tradizioni del Mediterraneo e del Medio Oriente. Il passaggio culturale, in secoli di scambi, conquiste e contatti commerciali, ha favorito la diffusione di strumenti parenti del ʿūd (oud), che condivide l’idea di una cassa bombata e una vocalità “cantabile”. Nel tempo, in Europa si consolida un percorso tecnico diverso: tastiera con tasti, repertorio scritto e prassi esecutiva sempre più codificata.

Il liuto nel Rinascimento

Nel Rinascimento il liuto diventa lo strumento “intellettuale” per eccellenza, ma anche quotidiano: è usato per trascrizioni di polifonia vocale, danze, fantasie, ricercari. Nasce e si diffonde l’uso dell’intavolatura, un sistema di notazione specifico che indica corde e posizioni, più che note su pentagramma.

In questo periodo la forma del liuto e il numero di cori tendono a stabilizzarsi in modelli molto diffusi, ma con differenze locali. Lo strumento è ideale per:

  • musica polifonica adattata (da madrigali o mottetti);
  • danze e suite;
  • brani idiomatici che sfruttano arpeggi, campanelli, risonanze.

Il liuto nel Barocco

Nel Barocco cambia l’estetica: più enfasi su basso continuo, armonia funzionale, contrasti e teatralità. Il liuto si trasforma per rispondere a nuove esigenze:

  • estensione maggiore nel grave;
  • accordature che favoriscono la risonanza e gli accordi (scordature e accordature “a vuoto” più ricche);
  • nascono o si affermano varianti come liuto barocco, arciliuto e tiorba, spesso con manici più lunghi o con parti aggiuntive per corde basse.

Il risultato è che “liuto” nel linguaggio comune può indicare anche strumenti diversi, che però condividono radici e principi costruttivi.

Com’è fatto il liuto

Le parti costruttive del liuto ne definiscono forma, equilibrio e identità sonora.

Cassa armonica, tavola e rosetta

  • Cassa bombata: costruita con doghe (listelli) incollate tra loro. È una delle chiavi del timbro del liuto: la curvatura e il volume interno influenzano la risposta sulle basse e la complessità armonica.
  • Tavola armonica: in genere legno tenero (abete). È la parte che vibra di più; spesso ha catene interne (rinforzi) progettate per sostenere la tensione delle corde e controllare la risposta.
  • Rosetta: decorazione sul foro armonico. Non è solo estetica: può influire (anche se in modo sottile) sulla dispersione dell’aria e sulla rigidità della tavola in quella zona.

Manico, tastiera e tasti

Il liuto ha tastiera e tasti, ma storicamente i tasti erano spesso legati in budello: questo permette micro-regolazioni dell’intonazione in base a temperamenti e prassi dell’epoca. Il manico può essere corto (rinascimentale) o più complesso/lungo (alcune varianti barocche e affini).

Corde, cori e ponticello

Molti liuti usano cori: coppie di corde. Questo aumenta:

  • volume percepito
  • ricchezza di armoniche
  • “corposità” del suono

Il ponticello incollato sulla tavola trasferisce vibrazione alla cassa. La scelta di materiali (corde in nylon/fluorocarbonio, o imitazioni di budello) influenza attacco, sustain e brillantezza.

ParteA cosa serveImpatto sul suono
Cassa bombatarisuonatore principalecalore, profondità, complessità armonica
Tavola armonicasuperficie vibranteproiezione, attacco, dinamica
Rosettaforo/decoro sulla tavolalieve influenza su risposta e rigidità
Tastiera e tastiintonazione e diteggiaturaprecisione, possibilità di temperamenti
Ponticellotrasferimento vibrazionesustain, chiarezza, volume
Corde/corisorgente sonoratimbro, brillantezza, “spessore”

Tipi di liuto

Nella pratica esistono varianti storiche precise del liuto.

Liuto rinascimentale

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È la forma che molti immaginano: cassa bombata, manico relativamente contenuto, repertorio legato a danze, intavolature e trascrizioni polifoniche. In genere:

  • numero di cori medio (variabile a seconda dei modelli storici);
  • timbro trasparente e definito;
  • perfetto per repertorio rinascimentale e primo Seicento.

Liuto barocco

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Nel Barocco lo strumento evolve verso accordature e assetti pensati per armonia e basso continuo, spesso con maggiore estensione grave e accordature che favoriscono accordi e risonanze.

Arciliuto

L’arciliuto si colloca tra esigenze solistiche e continuo: spesso mantiene una tastiera usabile per il registro medio-acuto, aggiungendo estensione nel grave con corde “libere” (senza tasti) o con un assetto specifico.

Quando si usa: continuo, ensemble, repertorio che richiede basse più presenti.

Tiorba

La tiorba è spesso riconoscibile dal manico molto lungo e dalla vocazione per il basso continuo e l’accompagnamento. Ha un ruolo fondamentale nella musica barocca d’insieme.

Liuto moderno

Esistono strumenti contemporanei ispirati ai modelli storici, costruiti con criteri filologici o con adattamenti moderni (materiali, assetti, settaggi). “Liuto moderno” può significare:

  • riproduzione fedele
  • versione didattica
  • ibridi pensati per praticità (senza tradire troppo l’estetica sonora)
TipoPeriodo di riferimentoUso tipico
Liuto rinascimentaleRinascimentosolista, danze, intavolature, trascrizioni
Liuto baroccoBaroccosolista e armonico, continuo selettivo
Arciliutotardo Rinascimento/Baroccocontinuo e repertorio misto
TiorbaBaroccobasso continuo, accompagnamento
Liuto modernooggididattica, concerti, progetti filologici

Accordatura e tecnica esecutiva

Dopo aver capito cos’è e come è fatto la domanda successiva che sorge spontanea è: come si suona e come si accorda un liuto?

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Accordature storiche

Non esiste “una” accordatura universale del liuto valida per ogni epoca e ogni variante. Le accordature cambiano per:

  • repertorio
  • scuola nazionale/periodo
  • numero di cori
  • ruolo (solista vs continuo)

Nei liuti rinascimentali è comune un’impostazione che favorisce diteggiature e contrappunto; nei modelli barocchi, spesso si cercano corde a vuoto e risonanze che rendano gli accordi più “naturali”.

Tecnica della mano destra

La mano destra nel liuto lavora su:

  • controllo dell’attacco (pizzicato più morbido o più incisivo)
  • alternanza e articolazione (importante per linee polifoniche)
  • arpeggi e pattern di accompagnamento (soprattutto nel continuo)
  • equilibrio tra cori e corde singole

La scelta tra un suono più “cantabile” o più “percussivo” dipende dal repertorio e dalla prassi di riferimento.

Lettura e intavolatura

Molto repertorio per liuto è scritto in intavolatura, che:

  • indica corde e posizioni (dove mettere le dita)
  • può essere più immediata per lo strumentista
  • rende visibile la logica idiomatica (voicing, campanelli, posizioni)

Oggi molti esecutori padroneggiano sia intavolatura sia notazione moderna, ma per una comprensione storica vera, l’intavolatura è un passaggio chiave.

Il liuto nella musica

Il suo impiego varia in base al contesto, alla funzione musicale e all’organico strumentale.

Ruolo solista

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Il liuto è stato strumento solista di grande prestigio. Nel solismo emergono:

  • polifonia implicita (melodia + voci interne)
  • controllo delle risonanze
  • uso espressivo delle corde a vuoto
  • articolazione simile al canto

Ruolo d’accompagnamento e basso continuo

Nel Barocco il liuto e soprattutto le sue varianti (arciliuto, tiorba) diventano strumenti di fondazione armonica. In un ensemble, il loro contributo può essere:

  • ritmico (impulso, chiarezza dell’attacco)
  • armonico (voicing, colori)
  • timbrico (contrasto con archi e fiati)

Contesti musicali tipici

  • Musica rinascimentale: danze, fantasie, ricercari, trascrizioni vocali
  • Musica barocca: suite, sonate con continuo, opera e teatro musicale
  • Musica antica oggi: concerti, registrazioni filologiche, didattica e festival

Differenze tra liuto e altri strumenti

Il liuto viene spesso paragonato ad altri strumenti a pizzico (ad esempio le chitarre) per forma o funzione. In realtà, differenze costruttive, accordatura e contesto musicale ne definiscono un’identità ben distinta.

Liuto e chitarra

Somiglianze:

  • strumenti a pizzico con manico tastato
  • possibilità di armonia e melodia
  • uso solista e accompagnamento

Differenze principali:

  • cassa: bombata nel liuto, generalmente piatta (o meno bombata) nella chitarra
  • corde: cori nel liuto; singole nella chitarra moderna
  • accordatura: più standardizzata nella chitarra; storicamente variabile nel liuto
  • timbro: il liuto tende a una risposta più delicata, complessa e “aerea”; la chitarra moderna ha spesso più proiezione e sustain
  • notazione: il liuto usa molto intavolatura storica; la chitarra usa notazione moderna e tablature contemporanee

Liuto e oud

Somiglianze:

  • radici e famiglia di strumenti affini
  • cassa bombata
  • ruolo storico e culturale forte

Differenze principali:

  • l’oud tradizionalmente è senza tasti: questo consente microtoni e flessibilità tipica di molte musiche mediorientali
  • il liuto europeo ha tasti e una prassi che privilegia sistemi d’intonazione e temperamenti europei storici
  • repertorio e funzione cambiano radicalmente per contesto culturale

Liuto e mandolino

Il mandolino è uno strumento a pizzico con corde in cori, ma:

  • scala, costruzione e funzione sono diverse
  • il mandolino ha spesso un attacco più brillante e incisivo
  • il liuto ha una complessità armonica e un uso polifonico storicamente più centrale

Riassumendo:

StrumentoTastiCassaCordeContesto tipico
Liutobombataspesso corimusica rinascimentale/barocca
Chitarrapiù piattasingoledal classico al pop/rock
Oudnobombatacorimusiche mediorientali e mediterranee
Mandolinovariabilecoritradizioni popolari e classiche

Errori comuni sul liuto

Si tratta di uno strumento spesso circondato da idee semplificate o imprecise. Chiarire alcuni errori comuni aiuta a comprenderne meglio natura, storia e reale utilizzo musicale.

“Il liuto è una chitarra antica”

No: sono strumenti parenti nella grande famiglia dei cordofoni a pizzico, ma con costruzione, corde, accordature e repertorio molto diversi. Ridurlo a “chitarra antica” porta fuori strada su tecnica e suono.

“Esiste un solo liuto”

In realtà “liuto” è spesso un termine ombrello. Se non distingui tra rinascimentale, barocco, arciliuto e tiorba, rischi di confondere repertori e prassi.

“È uno strumento morto”

Non lo è: il liuto è vivo nella musica antica, nella didattica, nei conservatori e nei circuiti concertistici specializzati. Inoltre, la cultura della ricostruzione storica e delle prassi esecutive lo mantiene attuale.

“Accordatura fissa e standard”

L’opposto: l’accordatura nel liuto è spesso storicamente dipendente e legata a scuola, periodo, repertorio e strumento specifico.

Il liuto oggi

Oggi il liuto è inserito in un ecosistema articolato che coinvolge esecutori specializzati, liutai impegnati nella costruzione di copie filologiche, attività di ricerca con edizioni critiche e una produzione discografica dedicata. Questo insieme di pratiche contribuisce a mantenere vivo lo strumento e a rinnovarne la presenza nel panorama musicale contemporaneo.

Dove lo incontri

Il liuto è oggi presente soprattutto negli ensemble di musica antica, nelle registrazioni filologiche dedicate al repertorio rinascimentale e barocco e nei percorsi formativi di conservatori e corsi specializzati. È inoltre protagonista di festival e rassegne dedicate alla musica storica, dove trova un contesto ideale di valorizzazione.

Perché sta tornando interessante

Perché risponde a una domanda forte: timbri identitari, repertori meno inflazionati, e una fruizione “dettagliata” della musica. In un’epoca in cui tutto è compresso e standardizzato, il liuto riporta al centro articolazione, dinamica fine e colore.

Conclusioni

Il liuto è molto più di un simbolo della musica antica: è uno strumento complesso, in continua trasformazione storica, con una struttura unica (cassa bombata, rosetta, cori) e un ruolo enorme tra Rinascimento e Barocco. Capirlo significa distinguere tipologie e contesti (liuto rinascimentale, barocco, arciliuto, tiorba), conoscere i principi di accordatura e tecnica, e leggere correttamente le differenze con chitarra e oud.

Francesco Di Mauro
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Liuto: cos’è, storia, tipi e come si suona
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