
Al Superbooth 2026, Roland Future Design Lab e la società giapponese Neutone hanno presentato Project LYDIA Phase 2, una nuova versione del loro pedale sperimentale basato sul cosiddetto neural sampling. Dietro il nome tecnico si nasconde un’idea sorprendentemente affascinante: usare l’intelligenza artificiale per trasferire il carattere sonoro di uno strumento su un altro in tempo reale.
Roland Project LYDIA Phase 2: tutto quello che c’è da sapere
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Roland Future Design Lab, divisione di ricerca della Roland Corporation dedicata al futuro degli strumenti musicali, e Neutone, azienda di Tokyo specializzata in tecnologie audio neurali.
L’obiettivo comune è sviluppare uno strumento capace di analizzare un suono, creare un modello AI basato su quel timbro e trasferirne poi il carattere sonoro su altri segnali audio in tempo reale. Chi pensa a convoluzione, resintesi, processing spettrale o vocoder si trova nella giusta area concettuale, ma il funzionamento di Project LYDIA va oltre questi approcci tradizionali.
Secondo Roland e Neutone, si tratta di una metodologia completamente nuova basata su reti neurali, definita semplicemente neural sampling.

Cos’è il neural sampling?
Neutone lavora già da tempo su questa tecnologia e propone il plugin Morpho, che rende il neural sampling disponibile in formato software. Project LYDIA Phase 2 porta invece questo concetto dentro un vero hardware da pedaliera.
La nuova versione utilizza un Raspberry Pi 5 ed è dotata di ingressi e uscite dedicate, eliminando la necessità di utilizzare un’interfaccia audio esterna. Una soluzione pratica che rende il sistema molto più immediato da integrare in setup live o studio.
Rispetto alla prima versione, il miglioramento più importante riguarda l’integrazione MIDI. Il pedale può ora inserirsi molto più facilmente all’interno di configurazioni esistenti, supportando sia l’automazione DAW sia controller MIDI esterni.
Cosa può fare dal punto di vista sonoro?
Dal punto di vista teorico, i limiti sembrano davvero minimi. È possibile addestrare il modello AI sul suono di una tromba, di un violino, di un trapano elettrico o persino del canto degli uccelli, trasferendo poi quel carattere sonoro in tempo reale su una chitarra, un sintetizzatore, una drum machine o persino sulla voce umana.
Il video mostrato da Roland dimostra chiaramente quanto questo approccio possa portare verso territori sonori completamente nuovi.
Roland sa bene che molti musicisti guardano con sospetto qualsiasi tecnologia legata all’intelligenza artificiale. Per questo motivo il team ha chiarito immediatamente il proprio intento: Project LYDIA non nasce per sostituire la creatività o le capacità musicali, ma per funzionare come un’estensione creativa a disposizione dei musicisti.
Anche la scelta del formato stompbox non è casuale. Utilizzare un pedale tradizionale rende la tecnologia più immediata, fisica e intuitiva da sperimentare sul palco o in studio.
“Durante le prime demo con sviluppatori audio professionisti e grazie alla risposta incredibile ricevuta dai musicisti di tutto il mondo, è diventato chiaro che Project LYDIA crea una connessione profonda”, ha dichiarato Paul McCabe, responsabile del Roland Future Design Lab di Los Angeles.
Quando arriverà Project LYDIA?
Al momento non esistono ancora informazioni ufficiali su prezzo o disponibilità. Il modello mostrato a Superbooth 2026 è ancora un prototipo e viene esposto presso gli stand B023 e B026.
Nel mese di giugno il pedale sarà presente anche all’Audio Developers Conference Tokyo. Non è ancora chiaro se Roland trasformerà il progetto in un prodotto commerciale entro quest’anno, ma l’interesse attorno a questa tecnologia è già molto alto.
Considerazioni finali
Project LYDIA Phase 2 è senza dubbio uno dei concept più interessanti visti a Superbooth 2026. Invece di concentrarsi su simulazioni di amplificatori o effetti convenzionali, Roland e Neutone stanno esplorando un modo completamente nuovo di collegare e trasformare i suoni.
Resta da capire se il neural sampling riuscirà davvero ad arrivare sul mercato consumer in forma definitiva, ma questo prototipo riesce già a stimolare la curiosità di musicisti e sound designer in modo molto concreto.
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