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JAM Pedals aggiorna uno dei suoi effetti più longevi con il nuovo Wahcko mk.2. Il celebre wah greco abbandona il Red Fasel per un induttore proprietario ispirato ai TDK degli anni Sessanta e aggiunge Q regolabile, modalità basso, nuova superficie antiscivolo e alimentazione a batteria.

Cambiare uno dei componenti fondamentali di un pedale che funziona da quasi vent’anni non è esattamente una scelta priva di rischi.

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Eppure è proprio ciò che ha fatto JAM Pedals con il nuovo Wahcko mk.2.

Il Wahcko fa parte della gamma dell’azienda greca dal 2008 ed è diventato nel tempo uno dei modelli più riconoscibili del marchio, utilizzato da chitarristi come Nile Rodgers, Bill Frisell, John Scofield, Steve Lukather, Richie Sambora e Greg Koch.

La seconda generazione non stravolge il concetto originale, ma interviene proprio sul suo cuore sonoro.

JAM Pedals Wahcko mk.2: addio Red Fasel

La modifica più importante riguarda l’induttore.

Il precedente Wahcko utilizzava una bobina Red Fasel, una scelta strettamente associata a molti circuiti wah classici.

Sul nuovo mk.2 JAM Pedals passa invece a un induttore proprietario, progettato prendendo come riferimento i vecchi TDK utilizzati su alcuni wah degli anni Sessanta.

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Secondo JAM Pedals, l’ispirazione arriva in particolare dai TDK presenti nei classici circuiti Cry Baby e Vox dell’epoca.

Non si tratta quindi semplicemente di sostituire un componente con una versione aggiornata.

L’azienda ha scelto consapevolmente una diversa interpretazione del carattere vintage del Wahcko.

Perché gli induttori TDK sono importanti?

L’induttore è uno degli elementi che contribuiscono maggiormente al comportamento di un wah tradizionale.

Insieme al resto del circuito determina la risposta del filtro e quindi il modo in cui il classico sweep evolve durante il movimento del pedale.

Gearnews ricorda come gli induttori TDK fossero utilizzati, a partire dalla fine degli anni Sessanta, su alcuni Cry Baby prodotti da Thomas Organ e sulle versioni americane del Vox V846.

Il nuovo Wahcko non tenta quindi di replicare un singolo pedale vintage specifico, ma utilizza quella filosofia come punto di partenza.

Rimane il selettore SWEEP a sei posizioni

Una delle caratteristiche più interessanti del Wahcko originale rimane completamente invariata.

Sul lato del pedale troviamo infatti il selettore rotativo SWEEP a sei posizioni.

Ogni posizione modifica la gamma di frequenze all’interno della quale lavora il wah.

Questo permette di adattare il comportamento del pedale non soltanto alla chitarra, ma anche all’amplificatore, agli altri effetti presenti nella catena e naturalmente al proprio modo di suonare.

È possibile quindi passare da sweep più scuri e profondi a risposte decisamente più brillanti senza intervenire sul resto della strumentazione.

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Ulteriori informazioni

Arriva il controllo interno del Q

Una delle vere novità del Wahcko mk.2 è il nuovo Q trimmer interno.

Il controllo permette di modificare il carattere e soprattutto l’intensità del picco del wah.

In termini pratici, consente di rendere l’effetto più morbido oppure più pronunciato e aggressivo.

Si aggiunge al già presente trimmer interno per l’Input Gain, mantenuto dalla generazione precedente.

Di fabbrica entrambi i trimmer vengono impostati indicativamente a ore 12, lasciando però al musicista la possibilità di adattarli al proprio setup.

Ora il Wahcko funziona anche con il basso

Un’altra importante aggiunta riguarda i bassisti.

All’interno del Wahcko mk.2 troviamo infatti dei DIP switch che permettono di passare dalla modalità Guitar alla nuova modalità Bass.

In questa seconda configurazione lo sweep viene esteso verso frequenze più basse.

L’obiettivo è permettere al pedale di mantenere una risposta utile e musicale anche con strumenti che lavorano maggiormente nel registro grave.

Non si tratta quindi di un Wahcko Bass separato: lo stesso pedale può essere configurato internamente per entrambi gli strumenti.

Cambia anche la superficie sotto il piede

L’aggiornamento non riguarda soltanto il circuito.

JAM Pedals ha modificato anche la superficie superiore della pedana.

Il precedente elemento in plexiglass lascia spazio a una nuova superficie personalizzata in gomma antiscivolo.

È una modifica decisamente meno spettacolare rispetto al nuovo induttore, ma probabilmente una delle più apprezzabili nell’utilizzo dal vivo.

Il pedale mantiene inoltre la possibilità di regolare la resistenza del rocker.

Con la chiave a brugola da 4 mm inclusa è possibile decidere se avere un movimento più leggero oppure una pedaliera più resistente sotto il piede.

Torna l’alimentazione a batteria

Sul vecchio Wahcko attualmente presente a catalogo Thomann il funzionamento con batteria non è supportato.

Sul nuovo mk.2, invece, JAM Pedals reintroduce la possibilità di utilizzare una normale batteria da 9 V.

Naturalmente rimane anche l’alimentazione esterna tramite 9 V DC, con connettore standard center negative.

Il consumo dichiarato è particolarmente contenuto: 10 mA.

Una piccola modifica che può risultare comoda per chi vuole utilizzare il wah senza necessariamente inserirlo nell’alimentazione principale della pedalboard.

True bypass e controlli essenziali

Nonostante le possibilità di personalizzazione siano aumentate, l’interfaccia esterna rimane estremamente semplice.

Il controllo principale visibile è il selettore SWEEP a sei posizioni. Le regolazioni più specifiche rimangono invece all’interno: Q Control, Input Gain e switch Guitar/Bass.

L’attivazione utilizza il classico footswitch sotto la punta del rocker e il circuito rimane true bypass. Un LED segnala quando l’effetto è attivo.

Le dimensioni rimangono importanti

Il Wahcko mk.2 non cerca di diventare un mini wah.

Le dimensioni dichiarate sono infatti: 125 × 257 × 70 mm. Il peso è di circa 1,7 kg.

Rimane quindi un pedale importante anche fisicamente, pensato più per offrire una sensazione tradizionale sotto il piede che per occupare il minimo spazio possibile sulla pedalboard.

Come gli altri prodotti del marchio, anche il nuovo Wahcko viene realizzato a mano in Grecia.

  • JAM Pedals Wahcko MK2
  • JAM Pedals Wahcko MK2

Quasi vent’anni di Wahcko

JAM Pedals non presenta il mk.2 come una reinvenzione completa.

Il punto sembra essere piuttosto quello di aggiornare il Wahcko senza eliminare gli elementi che hanno contribuito alla sua identità.

Restano quindi il selettore a sei posizioni, il Gain regolabile internamente, il true bypass e la possibilità di modificare fisicamente la tensione del rocker.

Cambiano invece alcuni elementi mirati: induttore, Q, compatibilità con il basso, superficie del pedale e alimentazione a batteria.

È un aggiornamento decisamente più sostanzioso di quanto il semplice nome “mk.2” potrebbe lasciare immaginare.

Prezzo e disponibilità del JAM Pedals Wahcko mk.2

Il nuovo JAM Pedals Wahcko mk.2 viene proposto a 379 euro.

Il prezzo coincide sia sul sito ufficiale JAM Pedals sia sul catalogo Thomann.

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Al momento il prodotto risulta disponibile o in arrivo a brevissimo termine a seconda del mercato europeo.

Per confronto, il precedente Wahcko rimane ancora a catalogo e su Thomann Italia viene attualmente proposto a 344 euro.

La differenza economica non è quindi enorme.

Con il mk.2, però, JAM Pedals aggiunge una quantità significativa di possibilità di regolazione e soprattutto cambia completamente uno degli elementi fondamentali del circuito.

Per chi cerca un wah boutique fortemente ispirato ai circuiti vintage ma con una flessibilità decisamente moderna, il nuovo Wahcko mk.2 sembra voler ampliare ancora di più una formula che JAM Pedals porta avanti dal 2008.

Francesco Di Mauro
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JAM Pedals Wahcko MK2
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