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Durante il suo ritorno dal vivo all’Hollywood Bowl, Miley Cyrus ha ricordato la madrina Dolly Parton, scomparsa lo scorso agosto. Tra lacrime, ricordi e una toccante interpretazione di Jolene, la cantante ha celebrato il legame con una delle figure più importanti della sua vita.

Il 16 ottobre 2026, sul palco dell’Hollywood Bowl di Los Angeles, Miley Cyrus si è fermata per raccontare un ricordo. Non uno qualsiasi, ma quello dell’unica volta in cui aveva assistito a un concerto di Dolly Parton, la sua madrina, proprio in quello stesso anfiteatro.

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A quasi due mesi dalla scomparsa della leggenda del country, morta il 25 agosto all’età di 80 anni, Cyrus ha scelto di renderle omaggio durante il suo primo grande concerto dopo quasi quattro anni lontana dai palchi.

Un momento che ha rapidamente assunto un significato diverso dal resto dello spettacolo. Visibilmente commossa, Miley ha ricordato la donna che l’aveva accompagnata fin dall’infanzia, prima di interpretare Jolene, uno dei brani più celebri del repertorio di Parton.

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«Io e Dolly siamo eterne»: il ricordo che ha commosso l’Hollywood Bowl

Prima di cantare, Miley Cyrus ha raccontato al pubblico un episodio risalente agli anni di Hannah Montana.

Quando Dolly Parton si esibì all’Hollywood Bowl, Miley decise di assistere al concerto tra gli spettatori, senza salire sul palco. Voleva vivere quell’esperienza semplicemente come una fan, lontana dall’attenzione che già allora accompagnava ogni sua apparizione pubblica.

Parton, però, aveva altri piani.

Durante lo spettacolo, la cantante aveva eseguito The Best of Both Worlds, la sigla di Hannah Montana, annunciando orgogliosamente la presenza della figlioccia tra il pubblico.

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Un gesto che all’epoca aveva messo in imbarazzo Miley, ma che oggi rappresenta uno dei suoi ricordi più preziosi.

Ripensando a quella serata, Cyrus ha spiegato di sentire la presenza di Dolly ancora più intensamente dopo la sua scomparsa.

«Io e Dolly siamo eterne. Niente in questa vita potrà mai separarci», ha dichiarato, prima di lasciarsi andare alle lacrime.

Poco dopo, la musica ha preso il posto delle parole.

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Perché Miley Cyrus ha scelto proprio Jolene

Per ricordare Dolly Parton, Miley Cyrus ha scelto Jolene, il classico country pubblicato nel 1973 e incluso nell’omonimo album del 1974.

È una scelta tutt’altro che casuale.

Jolene è probabilmente una delle canzoni che meglio rappresentano il talento compositivo di Parton. Costruita attorno a un riconoscibilissimo motivo di chitarra acustica e a una progressione armonica essenziale, riesce a creare una tensione emotiva straordinaria senza ricorrere a una produzione particolarmente complessa.

Il testo racconta la supplica di una donna a una rivale sentimentale, ma è soprattutto l’interpretazione vocale a rendere il brano immediatamente riconoscibile: fragile e determinata allo stesso tempo.

Nel corso degli anni, Jolene è diventata un punto di riferimento ben oltre i confini del country, attraversando generazioni e generi musicali differenti.

Miley Cyrus aveva già reinterpretato la canzone in passato, contribuendo a farla conoscere anche a un pubblico più giovane. La sua celebre esibizione nelle Backyard Sessions del 2012 rimane una delle testimonianze più significative della sua vicinanza alle radici country.

All’Hollywood Bowl, tuttavia, Jolene non era semplicemente una cover.

Era il modo più naturale per rendere omaggio a una persona con cui Miley aveva condiviso molto più della musica.

Dolly Parton non era soltanto la madrina di Miley Cyrus

Il rapporto tra Miley Cyrus e Dolly Parton è sempre stato qualcosa di più di un legame familiare simbolico.

Amica di lunga data di Billy Ray Cyrus, padre di Miley, Parton aveva accompagnato la cantante fin dall’infanzia, diventando una presenza fondamentale nella sua crescita personale e artistica.

Per milioni di spettatori, il loro rapporto era diventato familiare anche grazie a Hannah Montana, dove Dolly interpretava Aunt Dolly, la zia della protagonista.

Ma il loro legame si è sviluppato soprattutto attraverso la musica.

Nel corso degli anni, le due artiste hanno condiviso più volte il palco, esibendosi insieme in brani come Jolene e I Will Always Love You, dimostrando quanto il country abbia continuato a rappresentare un punto di incontro tra due generazioni apparentemente distanti.

Dolly Parton apparteneva alla tradizione del country americano, mentre Miley Cyrus ha costruito la propria identità attraversando pop, rock, psichedelia e sonorità più sperimentali.

Eppure, dietro queste differenze stilistiche, esiste un elemento comune: la centralità della voce come strumento narrativo.

Entrambe hanno fatto della propria personalità vocale un tratto distintivo, privilegiando interpretazioni capaci di comunicare emozioni immediate, anche quando accompagnate da arrangiamenti essenziali.

Dalle radici country alla libertà artistica: l’eredità di Dolly Parton

L’influenza di Dolly Parton sulla carriera di Miley Cyrus non si limita alle canzoni che hanno interpretato insieme.

Parton è stata una delle prime artiste country a dimostrare come fosse possibile costruire una carriera trasversale senza rinunciare alla propria identità musicale.

Cantautrice, interprete e imprenditrice, ha attraversato decenni di trasformazioni dell’industria discografica mantenendo un controllo creativo straordinario sul proprio repertorio.

Una lezione che, in forme differenti, sembra riflettersi anche nel percorso di Miley.

Dall’immagine Disney degli esordi alle provocazioni di Bangerz, fino alla maturità artistica raggiunta con Plastic Hearts ed Endless Summer Vacation, Cyrus ha spesso scelto di reinventarsi, senza permettere che una singola fase della propria carriera definisse tutte le successive.

Nel messaggio pubblicato dopo la morte della madrina, Miley aveva raccontato che una delle loro ultime conversazioni aveva riguardato proprio la musica e la metamorfosi.

Due parole che descrivono bene il percorso di entrambe.

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Un omaggio che va oltre la nostalgia

Il tributo dell’Hollywood Bowl è arrivato in un momento importante per Miley Cyrus, tornata a esibirsi in un grande concerto dopo un lungo periodo di distanza dalle performance dal vivo.

La serata, legata alla nuova fase discografica della cantante, avrebbe potuto rappresentare soltanto la celebrazione del suo ritorno.

Invece, per alcuni minuti, il centro dello spettacolo è diventata un’altra artista.

Non attraverso un elaborato tributo scenografico, ma con una canzone che Miley conosce da gran parte della propria vita.

Jolene è tornata così a essere ciò che era all’origine: una composizione capace di affidare a una voce e a pochi elementi musicali un’emozione difficile da esprimere altrimenti.

E forse è proprio qui che si riconosce l’eredità più importante di Dolly Parton.

Non soltanto nei dischi venduti, nei riconoscimenti o nelle canzoni entrate nella storia, ma nella capacità della sua musica di continuare a vivere attraverso le interpretazioni di chi è venuto dopo di lei.

All’Hollywood Bowl, Miley Cyrus non ha cercato di imitare Dolly Parton. Ha cantato una delle sue canzoni portandoci dentro la propria storia.

Ed è stato probabilmente il modo più autentico per ricordarla.

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Susanna Staiano
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Miley Cyrus scoppia in lacrime sul palco
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