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Ci sono linee di basso che funzionano. E poi ci sono linee di basso che cambiano le regole del gioco.
La bass line di Good Times dei Chic appartiene senza discussioni alla seconda categoria.

È uno di quei giri che, dopo pochi secondi, ti costringono a muovere la testa. Se non succede… probabilmente c’è qualcosa che non va.
Pubblicata nel 1979, Good Times diventa immediatamente un manifesto del groove disco-funk e una pietra miliare per chiunque suoni il basso elettrico.

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Bernard Edwards: il basso come architettura del groove

Al basso troviamo Bernard Edwards, una delle figure più importanti e influenti nella storia dello strumento.

Edwards non era interessato a riempire spazi o a mostrare tecnica.

Il suo obiettivo era costruire fondamenta solide, sulle quali tutto il resto potesse danzare: batteria, chitarre, archi e voce.

In Good Times, il basso non accompagna il brano. È il brano!

Due accordi, un universo di groove

Dal punto di vista armonico, Good Times è sorprendentemente semplice.

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L’intero brano ruota attorno a due soli accordi:

Mi minore 7 (Em7)
La 7 (A7)

La linea di basso è costruita quasi interamente sulla scala dorica di Mi, una scelta che contribuisce a quel sapore funk elegante, sospeso tra maggiore e minore.

Ma la semplicità è solo apparente.

Perché qui non vince chi suona di più, ma chi sa esattamente cosa togliere.

Il vero segreto: durata, staccato e controllo

Il cuore pulsante di questa bass line non è la velocità, né la complessità. È il controllo della durata delle note.

Bernard Edwards lavora chirurgicamente su:

  • staccati precisi
  • note mai lasciate “scappare”
  • interplay costante tra mano sinistra e mano destra

La mano sinistra smorza. La mano destra interrompe la vibrazione.

È questo dialogo continuo che fa camminare il groove. Non la quantità di note, ma come finiscono.

Il suono: pochi elementi, identità totale

Per Good Times, Bernard Edwards avrebbe utilizzato un Precision Bass con corde flatwound.
Una scelta tutt’altro che casuale.

Il risultato è un suono:

  • rotondo
  • secco
  • percussivo
  • privo di fronzoli

Niente brillantezza estrema. Niente effetti invadenti. Solo attacco, corpo e silenzio tra le note.

Un suono che lascia spazio alla batteria e, allo stesso tempo, comanda il groove.

Una linea che ha generato altre linee

L’impatto culturale di Good Times è enorme. Questa linea di basso non si è limitata a influenzare altri musicisti: ha generato nuova musica.

È la base di Rapper’s Delight, uno dei primi grandi successi della storia dell’hip hop. Ha ispirato il feel e l’approccio di Another One Bites the Dust dei Queen.

E, in generale, è diventata un vocabolario condiviso, presente ovunque anche quando non ce ne rendiamo conto.

Perché Good Times è ancora una lezione fondamentale

Studiare questa linea di basso oggi significa capire alcuni principi chiave:

  • come far funzionare un groove con pochissimi elementi
  • come usare lo spazio come parte del ritmo
  • come il basso possa essere centrale senza essere invadente

Good Times insegna che il basso non deve sempre urlare per farsi sentire. A volte basta parlare nel momento giusto… e poi tacere.

Scarica la TAB della linea di basso di Good Times

Per aiutarti a studiare questa linea nel modo corretto, su Passione Strumenti puoi scaricare gratuitamente il PDF con la partitura completa e le tablature della bass line di Good Times.

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Roberto De Rosa
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Good Times: la linea di basso che ha fatto ballare il mondo
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