Con Filter Ark, KORG arricchisce la propria collezione software con un plugin di filtro standalone che unisce l’eredità dei filtri classici a un approccio decisamente moderno. Il focus è chiaramente sulla versatilità: diversi tipi di filtro, modulazioni estese e la possibilità di utilizzare più filtri simultaneamente sono alla base del concetto. L’idea centrale non è solo rendere utilizzabili singolarmente i classici filtri KORG, ma anche riunirli all’interno di un sistema flessibile e modulare. Una proposta molto interessante: ecco la recensione completa.
KORG Filter Ark – panoramica generale
KORG Filter Ark è un plugin di filtro incluso nella KORG Collection 6, ma disponibile anche come prodotto standalone. Integra modelli di filtri classici derivati da strumenti iconici come MS-20, Polysix, miniKORG 700S e ARP ODYSSEY, affiancati da filtri moderni, tra cui filtri vocali e risonatori basati su physical modelling.
È possibile combinare fino a quattro filtri contemporaneamente, controllandoli tramite LFO, envelope follower con sidechain e step sequencer. Completano il pacchetto un generatore di rumore, la quantizzazione in scala e la possibilità di utilizzare Filter Ark come sorgente sonora autonoma, senza segnale in ingresso. È disponibile anche una versione demo gratuita.
KORG Filter Ark – recensione
Nel lavoro quotidiano in studio, i filtri sono spesso un mezzo per arrivare a un fine: modellano, limitano e talvolta distruggono il suono. Con Filter Ark, KORG fa un passo in più, proponendo un plugin che considera il filtro non solo come effetto, ma come strumento strutturale e sonoro indipendente. Pur facendo parte della KORG Collection 6, il plugin è acquistabile separatamente e punta più sulla diversità timbrica che su una singola specializzazione.

Fin dalla descrizione è chiaro che Filter Ark non vuole emulare un solo filtro leggendario, ma riunire e mettere in relazione più caratteri sonori. I filtri classici KORG incontrano soluzioni moderne, supportate da modulazioni, routing flessibile e dalla possibilità di far funzionare il plugin anche senza segnale audio in ingresso. Il risultato è un vero playground per il sound design.
I Vari tipi di Filtro
I modelli di filtri classici come base sonora
Filter Ark attinge profondamente all’archivio storico KORG. I filtri inclusi si basano sui modelli di KORG MS-20, Polysix, miniKORG 700S e ARP ODYSSEY. Questi nomi rappresentano filosofie sonore molto diverse e costituiscono la base timbrica del plugin.
È interessante notare come Filter Ark non si ponga come una semplice emulazione nostalgica, ma come una cassetta degli attrezzi. I filtri classici sono parte di un sistema più ampio e non l’unico obiettivo del plugin. Non si tratta di plugin separati, ma di modelli di filtro integrati nello stesso ambiente, utilizzabili in parallelo, combinabili e sovrapponibili. Il suono è convincente e fedele allo spirito originale, pur restando chiaramente in ambito digitale.
Filtri moderni e nuovi approcci
Accanto ai modelli storici, Filter Ark integra anche filtri moderni e sviluppi completamente nuovi. Tra questi troviamo filtri vocali e filtri basati su risonatori a physical modelling, che ampliano notevolmente il campo di applicazione rispetto ai classici low-pass, high-pass o band-pass.
Questi filtri non sono legati direttamente a hardware storici, ma rappresentano un’estensione concettuale del plugin. Lo stesso vale per i filtri vocali, progettati come modelli indipendenti e orientati alla manipolazione timbrica e formantica.
Fino a quattro filtri simultanei: design modulare
Una delle caratteristiche chiave di KORG Filter Ark è la possibilità di utilizzare fino a quattro filtri contemporaneamente. Questi possono essere combinati liberamente e gestiti in parallelo, rendendo il plugin più simile a una struttura modulare che a un semplice filtro da insert.
Configurazioni seriali, parallele o ibride sono tutte possibili, permettendo di modellare il suono in modo estremamente dettagliato. Invece di caricare più istanze di plugin una dopo l’altra, Filter Ark concentra tutto in un’unica interfaccia, cambiando anche l’approccio creativo e semplificando il workflow.
Modulazione, routing e movimento sonoro
Le opzioni di modulazione sono uno dei punti di forza del plugin. Sono disponibili un LFO morphabile, un envelope follower con ingresso sidechain e uno step sequencer. Tutte queste sorgenti possono essere assegnate ai parametri dei filtri.
L’envelope follower reagisce al segnale in ingresso o a una sorgente esterna via sidechain, mentre lo step sequencer introduce un controllo ritmico preciso, ideale per sweep di filtro sincronizzati. Il concetto è chiaro: Filter Ark è pensato per creare movimento, non solo per scolpire il suono.
Filter Ark come sorgente sonora
Un aspetto particolarmente interessante è la possibilità di utilizzare Filter Ark come generatore sonoro. Questo è possibile grazie al noise generator integrato e alla quantizzazione in scala applicabile al controllo di cutoff.
Il generatore di rumore fornisce un segnale interno indipendente dall’audio esterno. In combinazione con filtri, modulazioni e step sequencer, può generare strutture ritmiche o melodiche. La quantizzazione permette di ancorare i movimenti del cutoff a scale musicali, trasformando il plugin in una sorta di modulo sonoro autonomo.
Preset, macro e primo approccio
Nonostante la profondità concettuale, KORG Filter Ark è utilizzabile anche senza conoscenze avanzate. Preset e macro consentono di iniziare rapidamente. Le macro programmabili permettono di controllare più parametri contemporaneamente, un grande vantaggio quando si lavora con configurazioni complesse e molte modulazioni attive.

Invece di intervenire su ogni singolo parametro, è possibile ottenere ampie variazioni sonore con pochi controlli, rendendo il plugin accessibile anche in contesti creativi rapidi.
Uso pratico in studio
Drum processing e movimento ritmico
Nel trattamento delle batterie, Filter Ark può essere utilizzato come classico plugin insert per modellare e modulare segnali audio esistenti. I diversi modelli di filtro consentono di tagliare, enfatizzare o ristrutturare il sound in modo preciso. La possibilità di combinare più filtri permette di creare curve complesse all’interno di una sola istanza.
Le sorgenti di modulazione aggiungono dinamica e movimento. L’envelope follower può reagire direttamente al segnale di batteria o essere controllato via sidechain esterno, aprendo possibilità sonore che vanno dal sottile all’estremo.
Arpeggi di synth come materiale strutturale
Con segnali continui e tonali, come arpeggi di synth, Filter Ark diventa uno strumento di strutturazione sonora. Utilizzando più filtri in parallelo, è possibile trattare diverse bande di frequenza o applicare caratteri differenti simultaneamente, creando evoluzioni sonore complesse all’interno di un singolo percorso di segnale.
L’uso combinato di LFO, envelope follower e step sequencer garantisce un cambiamento costante nel tempo, dando nuova vita ai suoni statici.
Voci tra effetto e sorgente sonora
Filter Ark si dimostra molto efficace anche come effetto creativo sulle voci, sia parlate sia cantate. I filtri vocali sono pensati per strutture formantiche e permettono di trasformare, astrarre o riorganizzare timbricamente il segnale vocale.
In aggiunta, il generatore di rumore integrato consente di usare il plugin anche senza input, creando materiale sonoro che può essere combinato o affiancato alle tracce vocali in modo ritmico o testurale.

Applicazioni tipiche nella musica elettronica
Filter Ark si presta in modo naturale a numerosi contesti di produzione elettronica: dal drum processing ritmico, ai movimenti di filtro sequenziati, fino alla manipolazione di linee di synth e arpeggi. I filtri vocali permettono inoltre di lavorare su voci e texture formantiche, ampliando ulteriormente il campo creativo.
Conclusioni
KORG Filter Ark è un plugin di filtro che unisce con grande efficacia modelli classici KORG e concetti moderni, supportati da modulazioni estese e da un’architettura modulare flessibile. La possibilità di combinare più filtri in parallelo e di utilizzare il plugin come sorgente sonora è parte centrale del suo fascino, ed è realizzata in modo estremamente convincente.
Dopo le prime sessioni in studio, Filter Ark si dimostra ampio dal punto di vista concettuale, estremamente versatile e sonicamente solido. I modelli di filtro suonano differenti tra loro ma sempre di alto livello, con un impatto minimo sulla CPU. È destinato a diventare uno strumento di riferimento all’interno della DAW.
Prezzo e specifiche
KORG Filter Ark è incluso nella KORG Collection 6 ed è disponibile anche come plugin standalone a un prezzo introduttivo di 49,81 € (sconto del 50%). È compatibile con Windows 10 o superiore e macOS 11 o superiore, nei formati VST, VST3, AAX e AU a 64 bit. È necessario il KORG Software Pass per installazione e autorizzazione. È disponibile una versione demo gratuita.
FAQ – KORG Filter Ark
Cos’è Filter Ark?
È un plugin di filtro estremamente completo incluso nella KORG Collection 6.
Quali modelli di filtro sono inclusi?
Filtri derivati da MS-20, Polysix, miniKORG 700S, ARP Odyssey, oltre a modelli moderni.
Quanti filtri si possono usare insieme?
Fino a quattro filtri simultaneamente.
Sono presenti opzioni di modulazione?
Sì: LFO, envelope follower con sidechain e step sequencer.
Può essere usato come sorgente sonora?
Sì, grazie al generatore di rumore e alla quantizzazione in scala.
Ulteriori Informazioni:
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