Esattamente vent’anni fa, Steve Jobs salì sul palco del Macworld di San Francisco per presentare il MacBook Pro, ridefinendo il concetto stesso di portatile professionale. Con il suo iconico “One More Thing”, Jobs non si limitò a sorprendere i fan più fedeli di Apple: annunciò un cambio di paradigma destinato a trasformare l’intera linea notebook dell’azienda. Il nuovo modello non nasceva solo per sostituire il PowerBook, ma per inaugurare una nuova era grazie al passaggio ai processori Intel Core. Da quel momento, il MacBook Pro è diventato un punto di riferimento per i computer portatili ad alte prestazioni. Buon compleanno, MacBook Pro!
Apple MacBook Pro: 20 anni di innovazione ed evoluzione
Il primo MacBook Pro arrivò inizialmente in un’unica configurazione da 15 pollici, unendo l’elegante design in alluminio del PowerBook a tecnologie allora all’avanguardia. Pochi mesi dopo debuttò anche la versione da 17 pollici, pensata per offrire ancora più spazio di lavoro ai professionisti creativi. Dal punto di vista tecnico, il portatile era nettamente avanti rispetto alla concorrenza: processore Core Duo, RAM DDR2 e un ampio display widescreen da 15,4 pollici rappresentavano un equilibrio perfetto tra prestazioni e design, nel classico stile Apple. I rapidi aggiornamenti successivi al lancio dimostrarono quanto l’azienda fosse determinata a migliorare costantemente la potenza dei suoi notebook. Il MacBook Pro incarnava una nuova visione, in cui potenza, precisione e design non erano più elementi separati.
Nel corso degli ultimi due decenni, il MacBook Pro si è reinventato più volte. È arrivato il design unibody in alluminio, capace di combinare solidità ed eleganza, seguiti dai display Retina ad alta risoluzione e dal connettore magnetico MagSafe. A ogni generazione sono cresciute le prestazioni, così come l’ambizione di essere uno strumento essenziale per creativi, sviluppatori e musicisti. Non tutte le innovazioni, però, sono state accolte con entusiasmo. La Touch Bar, pensata come barra di controllo rivoluzionaria, ha diviso gli utenti, mentre la tastiera butterfly ha generato problemi diffusi, programmi di riparazione e persino cause legali. Nonostante ciò, il concetto di base è rimasto invariato: un notebook professionale capace di offrire massime prestazioni in mobilità.
20 anni di MacBook Pro e lo sguardo al futuro
Il passaggio ad Apple Silicon nel 2020 ha segnato l’inizio di una nuova fase. Il MacBook Pro da 13 pollici è stato tra i primi dispositivi a montare il chip M1, dimostrando in modo impressionante quanto Apple fosse in grado di integrare hardware e software. I nuovi processori non hanno portato solo maggiore velocità ed efficienza energetica, ma hanno anche reso l’azienda indipendente dai cicli di sviluppo di Intel. Il MacBook Pro è così diventato una piattaforma completamente sotto il controllo di Apple.
Il futuro del MacBook Pro appare di nuovo ricco di promesse. Secondo indiscrezioni, una nuova generazione con display OLED, funzionalità touchscreen e un design ancora più sottile sarebbe già in fase di sviluppo. Si parla anche di una possibile zona di visualizzazione dinamica, simile alla Dynamic Island di iPhone. Se queste voci si rivelassero fondate, Apple potrebbe ridefinire ancora una volta il concetto di laptop, proprio come fece vent’anni fa su quel palco di San Francisco. Il MacBook Pro resta così non solo un capitolo fondamentale della storia tecnologica, ma anche un simbolo di evoluzione continua in termini di funzioni, prestazioni e stile.
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- 20 anni di MacBook Pro: come il portatile Apple è diventato un’icona - 13. Gennaio 2026