annuncio

Se nelle analisi “a freddo” Sanremo 2026 sembra filare liscio, guardandolo con l’occhio un po’ più pop (e un po’ più cattivo) le prime due serate hanno comunque lasciato parecchio materiale di cui parlare. Non è stato un Festival esplosivo, ma tra scivoloni tecnici, canzoni che stanno già girando forte e outfit che hanno diviso internet, il feed non è rimasto vuoto. Diciamo che il rumore c’è stato, solo più sparso e meno concentrato rispetto ad altre edizioni.

Gaffe e intoppi: niente disastri, ma qualche momento “ahia”

Partiamo dalle sbavature, perché Sanremo senza piccoli incidenti non è Sanremo. Nella prima serata a far parlare è stata soprattutto una gaffe grafica piuttosto evidente durante un momento celebrativo istituzionale, con una scritta sbagliata che è rimasta in sovrimpressione più del dovuto. Nulla di grave, ma abbastanza per diventare meme nel giro di dieci minuti. Classico caso in cui Twitter (o quello che è diventato Twitter) lavora meglio della regia.

annuncio

Sempre nella prima serata, qualche microfono capriccioso e un paio di attacchi musicali leggermente fuori tempo hanno ricordato che l’Ariston resta un palco complesso, soprattutto quando si incastrano orchestra, diretta tv e cambi scena continui. Non si è mai arrivati al caos, ma quella sensazione di “quasi perfetto” è rimasta lì, sospesa.

La seconda serata è stata più pulita sul piano tecnico, ma ha avuto qualche momento morto di troppo. Alcuni interventi extra-musicali sono sembrati infilati senza un vero motivo narrativo, creando quei silenzi imbarazzati che non fanno scalpore, ma ti fanno guardare l’orologio. Non gaffe clamorose, piuttosto piccoli vuoti di ritmo che, sommati, pesano.

Le canzoni che stanno già spaccando (o almeno ci provano, seriamente)

Sul fronte musicale, qualcosa si è mosso eccome, anche se senza ancora l’effetto valanga. Dopo due serate si iniziano però a vedere chiaramente quali brani stanno uscendo dalla bolla sanremese e quali invece rischiano di restarci intrappolati. Tra i Big, a prendersi più spazio sono soprattutto le canzoni che hanno un’identità immediata e che sembrano pensate per vivere anche dopo il Festival, tra streaming, radio e social.

Una delle più citate online è quella di Ditonellapiaga, che ha portato un pezzo riconoscibile fin dal primo ascolto. Ritornello che entra subito, attitudine pop chiara e una presenza scenica coerente: è una di quelle canzoni che la gente canticchia già mentre scorrono i titoli di coda. Nei commenti ricorre spesso l’idea che “questa fuori da Sanremo funzionerà ancora di più”, ed è esattamente il tipo di segnale che conta.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Sta girando molto anche il brano di Fulminacci, che gioca su un registro più nostalgico e personale. Non è il pezzo più rumoroso del Festival, ma è uno di quelli che crescono ascolto dopo ascolto. Online viene spesso descritto come “uno che resta”, soprattutto tra chi usa Sanremo come modo per scoprire musica nuova da tenere in playlist, non solo come evento tv.

annuncio

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Buona risposta anche per Levante, che ha convinto per coerenza tra canzone, interpretazione e immagine. Non è una hit urlata, ma un brano che sembra avere un pubblico preciso e che sta trovando spazio proprio per questo. Nei commenti si legge spesso che “non è per tutti, ma è riconoscibile”, e oggi è quasi un complimento.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Tra i Big più orientati al pop contemporaneo, stanno funzionando i pezzi che non sembrano forzatamente sanremesi. Quelle canzoni con una produzione aggiornata, senza strafare, che non suonano già vecchie al primo ascolto. Qui il consenso non è sempre unanime, ma la discussione sì, e quando una canzone genera confronto vuol dire che qualcosa sta succedendo.

Le Nuove Proposte: il vero effetto “chi è questo?”

Il segnale forse più interessante di queste prime due serate arriva proprio dalle Nuove Proposte. In mezzo a nomi ancora poco conosciuti, più di una canzone ha attivato subito il classico effetto “ma questa/questo chi è?”, che a Sanremo resta uno dei complimenti migliori per un artista emergente. È successo, in particolare, con Angelica Bove, che ha attirato attenzione fin dal primo ascolto grazie a un brano percepito come sincero e personale, lontano dai cliché sanremesi più abusati.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

La sua esibizione ha acceso una curiosità reale: nei commenti online si parla di identità, di una scrittura che sembra avere qualcosa da dire anche fuori dal contesto televisivo. Subito dopo la diretta, in molti sono andati a cercare il suo nome, gli altri pezzi, il percorso precedente. Ed è esattamente così che Sanremo torna a essere utile: non creando hit istantanee, ma accendendo interesse.

Accanto a lei, ha avuto una risposta positiva anche Nicolò Filippucci, che ha convinto per un approccio più misurato ma molto solido. La sua canzone non punta sull’effetto shock, ma su una credibilità che si costruisce ascolto dopo ascolto. Nei commenti ricorre spesso l’idea che sia “uno da tenere d’occhio”, uno che non sembra spaesato sul palco dell’Ariston e che ha già una direzione chiara, pur restando nel perimetro di un percorso ancora in crescita.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

In entrambi i casi non si parla ancora di hit, ma di identità. Canzoni che sembrano scritte da persone che sanno cosa vogliono dire, anche se non tutto è ancora perfettamente a fuoco. Ed è proprio questo che rende queste Nuove Proposte interessanti: non cercano di essere Big prima del tempo, ma usano Sanremo come trampolino, non come punto d’arrivo.

I flop musicali

Accanto ai pezzi che stanno iniziando a circolare davvero, le prime due serate del Festival di Sanremo 2026 hanno messo in evidenza anche un gruppo piuttosto ampio di canzoni che, pur essendo formalmente impeccabili, stanno facendo fatica a uscire dal perimetro dell’Ariston. Sono quei brani che ascolti senza fastidio, magari apprezzi sul momento, ma che non ti tornano in mente il giorno dopo. Ed è proprio questo il problema: Sanremo vive di memoria collettiva, non di correttezza.

Un esempio molto citato in questo senso è Mara Sattei. La sua canzone è stata definita da molti come “bella, ma anonima”: produzione curata, interpretazione pulita, ma zero guizzi. Nei commenti online ricorre spesso l’idea che il pezzo non abbia un momento davvero riconoscibile, né un verso capace di diventare frase condivisa. È uno di quei brani che finiscono per sembrare un esercizio di stile più che una presa di posizione artistica.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Discorso simile per Arisa, che paga paradossalmente proprio la sua solidità. La voce c’è, l’orchestra pure, ma la canzone viene percepita come troppo prevedibile. In molti hanno parlato di una ballata che “suona come Arisa”, ma senza aggiungere nulla al suo percorso. Il risultato è un’esibizione che non sbaglia niente, ma che non accende nemmeno una scintilla emotiva.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Tra i brani più discussi in chiave flop c’è anche quello firmato da Nayt. Qui la critica non è tanto sulla scrittura, quanto sulla messa a fuoco: la canzone sembra restare sospesa tra introspezione rap e ballata pop, senza scegliere davvero da che parte stare. Nei commenti si legge spesso che “le intenzioni sono buone, ma il pezzo non decolla”, e che manca quel passaggio capace di rendere il brano davvero necessario.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Più tiepida del previsto anche la reazione al progetto condiviso di LDA e Aka 7even. L’energia sul palco non manca, il pubblico reagisce, ma la canzone viene percepita come “carina e nulla più”. Molti la definiscono una di quelle tracce che funzionano durante l’esibizione, ma che difficilmente entrano in rotazione spontanea nelle playlist personali.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Infine, ha diviso parecchio anche Dargen D’Amico. Non tanto per un vero flop, quanto per una sensazione di déjà-vu. Online si legge spesso che il pezzo “sembra un Dargen minore”, meno incisivo rispetto alle sue prove passate. Funziona, sì, ma non sorprende, e da un artista che ha abituato a spostare l’asticella ci si aspettava qualcosa di più spigoloso.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Le Nuove Proposte: il vero effetto “chi è questo?”

Il segnale forse più interessante arriva però dalle Nuove Proposte. In mezzo a nomi ancora poco noti, una o due canzoni hanno attivato subito il classico effetto “ma questo/a chi è?”. Ed è uno dei complimenti migliori che Sanremo possa fare a un artista emergente.

Qui non parliamo ancora di hit, ma di identità. Canzoni che sembrano scritte da qualcuno che sa cosa vuole dire, anche se non è ancora perfettamente a fuoco. Nei commenti online si nota curiosità vera: gente che va a cercare i profili, gli altri brani, le esibizioni passate. Ed è esattamente così che Sanremo torna a essere utile, soprattutto per chi non guarda il Festival solo per nostalgia.

I look sanremesi

Sul piano visivo, Sanremo 2026 si è mosso chiaramente su due binari distinti. Da una parte c’è stato il grande blocco dell’eleganza sicura, quella che non sbaglia mai ma che difficilmente resta impressa. Diversi Big hanno scelto abiti impeccabili, sartorialmente perfetti, ma anche estremamente prevedibili. Completi scuri, linee pulite, zero rischio. Look che funzionano benissimo nella foto ufficiale del Festival, ma che non generano meme, discussioni o reinterpretazioni il giorno dopo.

Il bello deve ancora arrivare

Tirando le somme, dopo due serate Sanremo 2026 è partito bene, ma senza ancora lasciare il segno definitivo. Ci sono canzoni che stanno iniziando a girare, qualche look che ha acceso la conversazione e diversi pezzi che, invece, sembrano già essersi persi per strada. Non è un Festival che ha fatto casino, ma nemmeno uno che ha già scritto la sua narrazione.

Ora gli occhi sono tutti puntati sulla terza serata e soprattutto sulla serata dei duetti, che da sempre è il momento in cui succedono le cose imprevedibili. È lì che arrivano le scelte azzardate, le collaborazioni strane, le cover che ribaltano il giudizio su una canzone. È lì che Sanremo smette di essere solo ordinato e può diventare divertente, sorprendente, perfino caotico.

Per ora il Festival si è messo comodo, ha sistemato le basi e ha preso le misure. Adesso però deve iniziare a giocare. Perché se è vero che Sanremo funziona anche quando va sul sicuro, è altrettanto vero che le edizioni che ricordiamo davvero sono quelle che, a un certo punto, hanno deciso di esagerare.

Ulteriori Informazioni:

Susanna Staiano
HOT
or not?

Come valuti questo articolo?

Valutazione: Tuo: | ø:
Sanremo 2026: top e flop delle prime due serate
annuncio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *