La serata duetti Sanremo 2026 ha confermato il ruolo centrale della notte delle cover all’interno del Festival: non semplice momento celebrativo, ma banco di prova artistico per concorrenti e ospiti.
Quest’anno la serata duetti ha mostrato una forte polarizzazione tra operazioni nostalgiche e riletture colte, premiando equilibrio, consapevolezza stilistica e solidità esecutiva.
Serata Duetti Sanremo 2026: identità e direzione artistica
La serata cover Sanremo 2026 ha evidenziato una direzione precisa: meno provocazione, più costruzione musicale.

Tradizione vs reinterpretazione
Gli Artisti involontariamente si sono divisi in due gruppi, quindi due approcci che si sono contrapposti: riproposizione del brano originale e rilettura personale con nuova identità sonora. L’equilibrio tra rispetto e reinterpretazione è stato il vero discrimine qualitativo. Le performance più convincenti non hanno denaturato il brano, ma ne hanno rivelato sfumature inattese.
Il peso della nostalgia
La nostalgia, come ogni volta, ha avuto un ruolo dominante. Molte scelte hanno attinto agli anni ’70 e ’80, periodo ormai stabilmente canonizzato nel repertorio sanremese. Tuttavia, la nostalgia da sola non basta: quando non sostenuta da una visione musicale coerente, si è trasformata in semplice operazione televisiva.
Standard internazionali e apertura musicale
Un elemento interessante è stato il ricorso, anche quest’anno, a standard anglosassoni. Questa scelta segnala una continuità progressiva all’apertura culturale della serata duetti, sempre meno confinata al repertorio italiano.
Alcuni duetti che hanno definito la serata
Le cinque esibizioni che analizzeremo rappresentano modelli diversi di approccio alla cover.
Sayf con Alex Britti & Mario Biondi – Hit the Road Jack
Il brano reso celebre da Ray Charles è uno standard rhythm and blues dal forte impatto ritmico.
L’arrangiamento ha virato verso una dimensione blues elegante. La presenza di Britti insieme alla tromba di Sayf ha garantito una forte identità strumentale, mentre il timbro profondo di Biondi ha aggiunto densità soul.
La criticità è emersa nell’equilibrio: le forti personalità si sono talvolta oscurate a vicenda, creando una dinamica più da featuring confuso che da vero “duetto” paritario.
Nel complesso, un’operazione tecnicamente valida ma leggermente sbilanciata.
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto
“Occhi di gatto” è un brano simbolo dell’immaginario pop anni ’80.
La scelta di affiancare un gruppo punk-rock a Cristina D’Avena ha generato un cortocircuito interessante: da un lato nostalgia pura, dall’altro energia alternativa.
La band non ha solo reinterpretato la sigla del cartone animato, ma ha anche inserito una citazione esplicita di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin all’interno dell’arrangiamento, creando un mash-up sonoro che ha sorpreso il pubblico e la critica.
Il risultato è stato uno dei momenti più identitari della serata: coerente con il percorso artistico delle Bambole di Pezza e capace di parlare a pubblici diversi.
Dargen D’Amico con Pupo & Fabrizio Bosso – Su di noi
“Su di noi” è una ballad fortemente riconoscibile.
L’elemento strumentale distintivo dell’esibizione è stato sicuramente l’inserimento della tromba di Bosso, che ha trasformato l’atmosfera del brano, creando un contrasto dall’aria sofisticata.
Dargen D’Amico ha utilizzato un forte fraseggio parlato, cercando una rilettura contemporanea che ha messo al centro della loro interpretazione il tema della Guerra. Il rischio di eccessiva cerebralità era presente, ma il tutto ha mantenuto coerenza interna ed ha permesso al cantante in gara di porgere al pubblico l’ennesima domanda.
Qui la nostalgia è stata principalmente filtrata attraverso una lente colta e critica e contrapposta alla difficile realtà di oggi.
Fulminacci con Francesca Fagnani – Parole parole
Originariamente interpretata da Mina e Alberto Lupo, “Parole Parole” è un brano teatrale basato sull’alternanza tra canto e recitazione.
La presenza di Francesca Fagnani ha accentuato e modernizzato la dimensione dialogica. L’interpretazione è stata centrata in pieno: ruoli invertiti e stesso forte impatto dell’originale.
Fulminacci ha mantenuto un registro controllato, evitando caricature. La performance ha funzionato sia sul piano concettuale che su quello emotivo, risultando elegante e travolgente più che da “Bestia”.
Ditonellapiaga con TonyPitony – The Lady Is a Tramp (vincitori)
Standard scritto da Rodgers & Hart, “The Lady Is a Tramp” appartiene al repertorio jazz classico.
La scelta di un brano internazionale ha spostato l’attenzione sull’interpretazione pura. Swing, dinamica e presenza scenica sono stati gli elementi chiave.
L’arrangiamento curato da Carolina Bubbico ha rispettato la struttura tradizionale, esaltando l’orchestra, ma con energia contemporanea. La chimica tra i due interpreti è risultata naturale, senza sovrapposizioni.
Tony ha mantenuto le “promesse” e Ditonellapiaga ha saputo tener testa alla prorompente figura del fenomeno siciliano.
Chi ha vinto la serata duetti Sanremo 2026?
La serata duetti Sanremo 2026 è stata vinta da Ditonellapiaga con TonyPitony con la cover di “The Lady Is a Tramp”.
La vittoria evidenzia un criterio preciso: la qualità dell’interpretazione conta più dell’effetto nostalgia o dell’operazione spettacolare.
Cosa rivela la serata cover 2026 sull’evoluzione del Festival
L’edizione 2026 conferma che la serata duetti non è più semplice celebrazione del passato.
Emergono tre tendenze:
- Maggiore attenzione agli arrangiamenti
- Apertura verso standard internazionali
- Apertura ad Artisti che non sono musicisti e/o cantanti.
Il Festival sembra privilegiare operazioni musicalmente solide rispetto a scelte esclusivamente televisive.
Conclusioni
La serata duetti Sanremo 2026 ha mostrato un livello medio qualitativo elevato, con una chiara distinzione tra operazioni nostalgiche e riletture critiche e consapevoli.
Le cinque esibizioni analizzate rappresentano modelli diversi di approccio alla cover, ma la vittoria ha premiato equilibrio, tecnica e Show.
In prospettiva, la serata cover continua a essere uno degli strumenti più efficaci per misurare la maturità artistica dei concorrenti, nonché uno dei momenti Cult non solo di Sanremo, ma del panorama della musica italiana.
Ulteriori Informazioni:
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