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La scala minore dorica è uno dei modi più utilizzati nella musica moderna, soprattutto quando si lavora su accordi min7. Se nel precedente esercizio abbiamo visto la sua struttura, in questa lezione approfondiamo dove, quando e come usarla, perché funziona così bene e quali sono le sue caratteristiche più delicate da controllare.
È fondamentale imparare non solo la diteggiatura, ma la funzione del modo dorico nel linguaggio armonico: la sua forza nasce infatti dal ruolo di II grado della scala maggiore.

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Ulteriori informazioni

Ripasso rapido della struttura

Formula intervallare:
1 – 2 – ♭3 – 4 – 5 – 6 – ♭7

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La nota che cambia davvero il colore è la 6ª maggiore, che rende il modo dorico: meno cupo della minore naturale (che ha ♭6), più aperto e moderno, perfetto per groove su accordi min7.

Esempio:
D dorico → Re – Mi – Fa – Sol – La – Si – Do

Su quali accordi funziona meglio il modo dorico

✔️ Accordi min7 statici

Situazioni modali, vamp prolungati, groove su un solo accordo.
Esempio: Dm7 → Dm7 → Dm7

✔️ Accordi min7 di II grado nelle progressioni II–V–I

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È il contesto più comune in assoluto.
Es.: Dm7 → G7 → Cmaj7
Su Dm7, il dorico è sempre la scelta migliore.

✔️ Accordi min7 su cui vuoi un colore “moderno” o “jazzistico”

La 6ª maggiore apre l’armonia e rende le linee melodiche più cantabili.

Quando NON usare il dorico

❌ Accordi minori armonici o melodici

Se l’accordo contiene una 6ª minore (ad esempio Am7(♭13)) il dorico non è più coerente.

❌ Accordi minori con funzione tonale

Se l’accordo sta funzionando come tonica minore, la scelta più naturale non è il dorico, ma l’eolico o l’armonica.

Esempio:
Su Am7 come VI grado in Do maggiore → può andare
Su Am7 come tonica di La minore → dorico funziona meno, meglio eolico.

❌ Progressioni che richiedono un colore scuro o drammatico

Il dorico è “positivo”, “luminoso”, quasi ottimista. Se cerchi un colore malinconico, eolico funziona meglio.

La funzione del II grado come sottodominante

Ecco il punto chiave teorico della lezione: il modo dorico rappresenta perfettamente la funzione di sottodominante.

📌 Cosa significa “sottodominante”?

La sottodominante è il grado che: prepara la dominante, allontana dalla tonica senza tensioni eccessive, crea movimento senza instabilità.

È per questo che il II grado (Dm7 in tonalità di Do) è: stabile ma non “fermo”, aperto ma non spinto, melodico ma non drammatico.

📌 Perché il modo dorico è perfetto per la sottodominante?

Per la sua sesta maggiore: la ♭6 della scala eolica creerebbe un suono più scuro, la 6 naturale invece illumina la scala e rende il movimento II–V–I più naturale, più “respirato”.

Esempio:
D dorico → note chiare, aperte
La 6ª maggiore (Si) è la nota che “invita” al passaggio verso G7
G7 poi risolve magnificamente su Cmaj7

Il dorico descrive la funzione armonica senza forzarla.

Come utilizzare il modo dorico in modo musicale

✔️ 1. Evidenzia la 6ª maggiore

Su Dm7, studia fraseggi che includano Si in punti melodici forti.

✔️ 2. Alterna terza minore e sesta maggiore

Combinazione potente per colori modali.

✔️ 3. Lavora su cellule melodiche

1 → 2 → ♭3 → 6
oppure
5 → 6 → ♭7 → 1

✔️ 4. Evita di abusare della 4ª

La 4ª è stabile ma può appiattire il fraseggio se troppo insistita.

✔️ 5. Lavora sulle triadi interne

Il modo dorico contiene le triadi:
Dm (1–♭3–5)
C (♭7–2–4)
F (♭3–♭6–1, ma attenzione alla ♭6 → suonala come passaggio)

Usare triadi dà pulizia e struttura.

In sintesi

Il modo dorico è considerato la scala madre degli accordi min7 e trova la sua applicazione più naturale come modo della sottodominante. È particolarmente efficace nei contesti modali, nei groove prolungati e nell’improvvisazione moderna, dove la sua apertura timbrica emerge con chiarezza. È importante distinguere sempre tra uso modale e tonale, perché dal contesto armonico dipende la sua reale coerenza. A definire il colore caratteristico della scala è soprattutto la 6ª maggiore, la nota che più di ogni altra contribuisce alla sua identità sonora.

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Luca Angelici
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Modo Dorico Ex.3 | The Daily Bass Routine
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