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Quando si parla di John Paul Jones studio equipment, non si fa riferimento soltanto a una collezione di strumenti o macchine audio, ma a decenni di storia della musica registrata. A partire da dicembre 2025 è iniziata un’operazione davvero unica: la messa in vendita di una selezione di apparecchiature provenienti dallo studio personale di John Paul Jones, figura centrale e profondamente influente nella storia della musica moderna.

Un’asta che fa notizia nel mondo del recording

La vendita è articolata in una serie di aste a tempo, che hanno avuto inizio il 19 dicembre 2025, mentre la chiusura è prevista per il 18 gennaio 2026 alle ore 18:00 GMT. Non si tratta di un evento isolato: nuove apparecchiature verranno aggiunte progressivamente nelle settimane successive, comprese alcune opzioni Buy It Now, rendendo l’iniziativa particolarmente interessante per chi segue il mercato del gear professionale.

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L’obiettivo è chiaro: dare nuova vita a strumenti che hanno lavorato per anni in un contesto di altissimo livello, mettendoli ora nelle mani di musicisti, producer e studi pronti a sfruttarne ancora il potenziale.

Chi è John Paul Jones: molto più dei Led Zeppelin

Per comprendere il peso di questa notizia è impossibile non ripercorrere, almeno in parte, la carriera di John Paul Jones. Prima ancora di entrare nella leggenda con i Led Zeppelin, Jones era già uno dei session man e arrangiatori più richiesti nella Londra degli anni Sessanta.

Nel 1968, quando Jimmy Page gli propose di entrare in una nuova band insieme a Robert Plant e John Bonham, Jones era sommerso dal lavoro: fino a 40 arrangiamenti al mese, oltre alle sessioni quotidiane. L’idea di unirsi a un gruppo rock sembrava quasi una scelta “rilassante”. Il resto, come si dice, è storia.

Dalla produzione allo studio personale

Dopo l’esperienza con i Led Zeppelin, John Paul Jones ha continuato a lavorare come producer, compositore e musicista, costruendo nel tempo uno studio personale altamente attrezzato. Uno spazio pensato non come museo, ma come ambiente operativo, dove ogni apparecchiatura aveva uno scopo preciso.

Negli anni più recenti Jones ha dimostrato ancora una volta la sua versatilità entrando nei Them Crooked Vultures, insieme a Dave Grohl e Josh Homme. Parallelamente ha continuato a scrivere, registrare e suonare, pur riducendo progressivamente la necessità di un setup da studio così esteso.

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Perché John Paul Jones vende il suo gear

La decisione di mettere in vendita parte della sua strumentazione nasce da una scelta pratica e, allo stesso tempo, filosofica. Jones non ha più bisogno di così tante apparecchiature, molte delle quali acquistate nuove e mantenute nel corso degli anni.

Il musicista ha espresso il desiderio che questi strumenti continuino a essere utilizzati, anziché restare inutilizzati. Proprio per questo, il gear viene proposto senza una formale “provenance da collezione”, con un messaggio molto chiaro: non sono cimeli, ma strumenti di lavoro, pronti a tornare in studio.

Nessun legame diretto con i Led Zeppelin

Un aspetto importante, sottolineato esplicitamente, riguarda la provenienza del materiale. Gli strumenti e le apparecchiature in vendita non hanno alcun collegamento diretto con i Led Zeppelin e non provengono da sessioni storiche della band.

Si tratta esclusivamente di attrezzatura dello studio privato di John Paul Jones, utilizzata in contesti successivi e professionali. Una precisazione fondamentale per evitare equivoci e per riportare l’attenzione sull’aspetto più interessante: la qualità e l’affidabilità del gear.

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Un’occasione unica per studi e producer

Per studi di registrazione, producer e appassionati di tecnologia audio, questa vendita rappresenta un’opportunità rara. Non capita spesso di accedere a strumentazione selezionata e utilizzata da un musicista con una conoscenza così profonda dell’arrangiamento, della produzione e del suono.

Anche senza il valore “mitologico” da memorabilia, il peso culturale e professionale di queste apparecchiature resta enorme. È facile immaginare che molti degli oggetti in asta finiscano in studi dove continueranno a generare musica, esattamente come Jones desidera.

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Susanna Staiano
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John Paul Jones mette all’asta il suo studio
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