
Avete presente SubPac? Ora immaginate qualcosa di ancora più estremo e decisamente non adatto all’ufficio. Groove Thing, il discusso sex toy musicale che ha letteralmente fatto esplodere Kickstarter, è stato mostrato al NAMM all’interno del Music Innovation Hub, attirando curiosità e reazioni forti. Non è solo un oggetto per il piacere: l’idea alla base è trasformare la musica in una sensazione fisica interna, andando oltre l’ascolto tradizionale.
Vibrazioni e musica: un legame profondo
Le vibrazioni sono da sempre parte integrante della musica. Chiunque abbia passato del tempo vicino ai subwoofer di un club o di un rave sa bene quanto il suono colpisca il corpo tanto quanto la mente. Anche molti musicisti e compositori hanno esplorato questo territorio: Maryanne Amacher, ad esempio, ha creato opere capaci di far vibrare direttamente l’interno dell’orecchio, mentre altri sperimentano con frequenze bassissime per dare vita a esperienze più somatiche che semplicemente sonore.
Cos’è Groove Thing

Ed è qui che entra in gioco Groove Thing. A metà strada tra sex toy e nuova frontiera dell’esperienza musicale, è un dispositivo progettato per stimolare aree molto intime del corpo sfruttando la musica stessa. Dopo una campagna Kickstarter di enorme successo lo scorso anno, il progetto si è finalmente mostrato al pubblico del NAMM, facendo pensare a un possibile arrivo nei negozi.
Il “primo music player interno” al mondo
L’azienda lo definisce senza mezzi termini come il primo music player interno al mondo. Il sistema è composto da uno speaker Bluetooth che integra i controlli di risonanza, i quali vengono trasmessi in modalità wireless a un resonator puck. A questo disco si collega una delle forme di risonanza, ed è proprio questa parte che può essere inserita nel corpo, oppure utilizzata esternamente, a seconda delle preferenze.

Sono disponibili tre forme diverse per uomini e donne, con altre varianti previste in futuro. Esiste inoltre un adattatore opzionale che consente di collegare anche dispositivi personali già in possesso dell’utente.
Sentire la musica, letteralmente
Secondo Groove Thing, le vibrazioni offerte vanno ben oltre quelle dei normali dispositivi. Il sistema “riproduce davvero la musica come sensazione fisica”, con una fedeltà tale da permettere di percepire la differenza tra note alte e basse, tra il pizzicato di una chitarra e il rombo del basso. A quanto pare, si avvertono persino i cambi di tonalità.
A questo punto, esercitarsi con le scale musicali potrebbe assumere un significato completamente nuovo…
Dal Kickstarter al NAMM: verso la vendita retail?
Al momento Groove Thing è esposto al NAMM presso lo stand del Music Innovation Hub, insieme ad altre realtà innovative come il produttore di controller MIDI Dog Paw. Finora il prodotto è stato disponibile esclusivamente tramite Kickstarter, e pare sia ancora acquistabile direttamente dal sito ufficiale.
La presenza al NAMM, però, lascia intuire l’intenzione di ampliare la distribuzione e puntare al mercato retail tradizionale.
Il nuovo SubPac o qualcosa di diverso?
La domanda sorge spontanea: Groove Thing sarà il prossimo SubPac? Forse in futuro testeremo i mix non solo in auto o in cuffia, ma anche… nel corpo. Oppure no. In ogni caso, l’idea apre scenari decisamente fuori dagli schemi nel modo di vivere la musica.
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