annuncio

Il 2016 è tornato ciclicamente sui social come un archivio emotivo condiviso: notizie rilette anni dopo, screenshot di timeline, momenti che oggi sembrano appartenere a un’altra era digitale. Ma se per molti settori è diventato sinonimo di nostalgia, per la musica il 2016 resta un anno di lutto.

È l’anno in cui la perdita di David Bowie ha segnato uno spartiacque, trasformando il ricordo in una presenza costante: citazioni che riemergono, estetiche replicate, playlist che tornano a circolare. Da allora, Bowie non è più solo memoria, ma linguaggio culturale quotidiano, capace di riattivarsi a ogni anniversario, ristampa o gesto collettivo di celebrazione.

annuncio

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

50 anni di Station to Station

Uscito nel 1976, Station to Station rappresenta uno dei momenti più complessi e affascinanti della carriera di Bowie. È un disco di transizione, sospeso tra il soul plastico di Young Americans e le sperimentazioni elettroniche che esploderanno di lì a poco nella trilogia berlinese.

Musicalmente, Station to Station fonde funk, rock, elettronica minimale e atmosfere kraut, anticipando suoni che diventeranno centrali nella musica alternativa degli anni successivi. È proprio questa tensione creativa, mai completamente risolta, a renderlo uno degli album più studiati e celebrati della musica anni ’70.

Il Thin White Duke: estetica, alienazione e controllo

Con Station to Station nasce ufficialmente il Thin White Duke, forse l’alter ego più enigmatico e discusso di Bowie. Elegante, distaccato, quasi spettrale, il Duca Bianco incarna temi come l’alienazione europea, la disciplina e il controllo emotivo.

Questa figura non è solo un personaggio scenico, ma una chiave di lettura dell’album stesso: testi criptici, atmosfere fredde, ritmi ipnotici. Oggi, il Thin White Duke influenza moda, fotografia e storytelling digitale, diventando uno dei riferimenti visivi più ricorrenti nei contenuti nostalgici online.

David Bowie e il vinile: perché Station to Station è un oggetto da collezione

annuncio

La ristampa di Station to Station per il suo cinquantesimo anniversario non è un’operazione casuale. Il disco è da sempre considerato uno dei vinili da collezione più ambiti di David Bowie, soprattutto nelle prime edizioni originali.

Le nuove versioni celebrative — half-speed mastered LP e picture disc — rispondono a due esigenze precise:

  • qualità audio superiore, pensata per un ascolto immersivo
  • valore estetico, fondamentale per il collezionismo contemporaneo

Nel mercato attuale, il vinile non è solo supporto musicale ma oggetto culturale, e Station to Station incarna perfettamente questa doppia anima.

“Golden Years”: il singolo che ha reso Station to Station universale

All’interno di un album complesso e stratificato come Station to Station, Golden Years rappresenta un punto di equilibrio fondamentale. Pubblicato come singolo tra il 1975 e il 1976, il brano è stato la porta d’accesso ideale all’universo del Thin White Duke, riuscendo a coniugare sperimentazione e immediatezza pop.

Con il suo groove ipnotico, il basso pulsante e una melodia seducente, “Golden Years” ha ottenuto un grande successo commerciale, entrando nelle classifiche internazionali e diventando uno dei brani più riconoscibili dell’album.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Funk, eleganza e inquietudine: il suono di “Golden Years”

Musicalmente, “Golden Years” è uno dei momenti in cui Bowie rielabora il funk e il soul già esplorati in Young Americans, ma li rende più freddi, meccanici e controllati. Il risultato è un brano sensuale ma distaccato, perfettamente coerente con l’estetica del Thin White Duke.

È proprio questa ambiguità a renderlo ancora oggi attualissimo: “Golden Years” suona accessibile, ma nasconde un’inquietudine sottile che riflette il clima emotivo di Station to Station e, in fondo, dello stesso Bowie.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Ulteriori Informazioni:

Susanna Staiano
HOT
or not?

Come valuti questo articolo?

Valutazione: Tuo: | ø:
50 anni di Station to Station
annuncio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *