a cura di Edoardo Morena | 4,4 / 5,0 | Tempo di lettura approssimativo: 9 minuti
Quante chitarre servono davvero e perché più non è sempre meglio

Quante chitarre servono davvero e perché più non è sempre meglio  ·  Fonte: UnSplash / Mohrez Labaf

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Nel corso degli anni ho posseduto circa 40 chitarre. Oggi me ne rimangono 10, divise equamente tra quelle che suono regolarmente e quelle appartenenti alla mia piccola “collezione”. Come la maggior parte dei chitarristi, fino a poco tempo fa avrei risposto alla domanda “Quante chitarre servono?” con un sonoro “Una in più rispetto a quelle che ho già”. Ma è davvero meglio averne tante? O il numero di strumenti posseduti potrebbe iniziare a interferire con la vostra abilità nell’essere un buon chitarrista?

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Da dove nasce la domanda “Quante chitarre servono?”

Le chitarre sono la mia passione più grande. Non solo le apprezzo come strumenti musicali e mezzi di espressione creativa, ma anche come oggetti: l’armonia tra legno, l’elettronica decisamente semplice e la precisione estrema mi affascina. Tuttavia, osservando la chitarra con con meno romanticismo, riconosco che è principalmente uno strumento per fare musica. Una sera, seduto nel mio piccolo studio, osservo l’ambiente intorno a me e sento nascere una (piccola) crisi esistenziale.

Cosa vi aspetta in questo articolo

Troppe? O non abbastanza?

Quante chitarre sono troppe al punto da incontrare un blocco creativo?
Quante chitarre sono troppe al punto da incontrare un blocco creativo?

Sono tutte lì: doverosamente in piedi sugli stand, nelle custodie, appese al muro. Ce ne sono anche una (o due) in salotto e in sala prove, anche lì mi servono.

Il vantaggio puramente pratico di avere molte chitarre diverse è abbastanza ovvio. Ogni volta che a casa mia si accende la scintilla creativa (raramente), c’è sempre uno strumento a portata di mano e posso iniziare a lavorare alla mia idea.

Eppure, raggiungo rapidamente i miei limiti: da un lato, questo può essere dovuto alle mie abilità musicali. Dall’altro lato, c’è sempre il pensiero: “Sì, sì, ma andrebbe suonata su di una Les Paul”. Poi, il pensiero si allontana dall’idea e si rivolge alle infinite possibilità. E di solito è là che finisce la mia creatività, perché è anche chiaro che manca quella chitarra che devo assolutamente (urgentemente, urgentemente, oh mio Dio!) avere.

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In poche parole, la mia drastica riduzione del numero di chitarre in mio possesso è dovuta proprio a questo circolo vizioso. Ho affrontato la questione del numero di chitarre che ha senso possedere da una prospettiva diversa e ho adottato un approccio più analitico.

Di quante chitarre ho davvero bisogno – la situazione attuale

All’inizio della mia scrematura, ho voluto dividere gli strumenti in due categorie: quelle per suonare e quelle da collezione. Naturalmente ci possono essere delle sovrapposizioni, ma fondamentalmente le ho divise in chitarre che suono (regolarmente) e chitarre che voglio possedere per motivi affettivi.

Per dirvi qualcosa su ciò che possiedo: Due Les Paul (’87 e ’79), una Ibanez economica (la mia prima chitarra elettrica), una Explorer e una Firebird sono le chitarre che vorrei tenere, possedere e lasciare in eredità a un certo punto. Non è un vero e proprio investimento, ma sta andando in quella direzione.

Le chitarre che suono sono due Les Paul (’87 e ’93), una Epiphone Semi-Hollow, una vecchia Squier Telecaster (Giapponese!) e una Takamine acustica. Sì, sono consapevole dell’assenza di una Strat. Da parte mia, sono generalmente troppo pigro per i tremolo e non sono mai riuscito a fare amicizia con la Strat classica.

Quali chitarre sono importanti e perché

Il rack: quante chitarre servono davvero?
Il rack: quante chitarre servono davvero?

Naturalmente, l’intero processo decisionale non è stato così semplice come l’ho fatto credere. Mentre sapevo già da subito cosa doveva rimanere nella mia collezione (perché troppo affezionato alle singole chitarre), ho adottato un approccio più analitico quando si è trattato di scegliere quelle da suonare.

Naturalmente, è possibile suonare qualsiasi genere musicale con la stessa chitarra. Tuttavia, non è sempre così funzionale, a dire il vero. Di questo parleremo più avanti. La mia line-up è basata su un’analisi musicale:

  • Una chitarra per il proprio genere preferito: Per me, di solito è in direzione Metal/Punk/Rock, ecc. Quindi: Humbucker.
  • Un’alternativa per il vostro genere preferito in un’accordatura diversa: Ho entrambe le mie Les Paul accordate rispettivamente in standard e in E bemolle.
  • Uno strumento con le possibilità sonora più ampia possibile: Telecaster – funziona sempre.
  • Un suono completamente diverso: Per me, una chitarra semi-hollow. Volendo, sarebbe andata bene anche una chitarra baritonale, ecc.
  • Una chitarra acustica: Anche se sono un chitarrista elettrico, scrivere su un’acustica è più facile e veloce. Inoltre, non disdegno mai le parti acustiche nelle canzoni

Perché una sola chitarra non è sufficiente e quante chitarre servono davvero?

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Naturalmente, si può anche adottare un approccio minimalista e limitarsi a suonare una sola chitarra molto versatile. Questo ha funzionato abbastanza bene per Brian May, con alcune eccezioni.

Tuttavia, vedo tre grandi svantaggi. In primo luogo, la necessità di accordature diverse è innegabile. Quando poi si aggiunge un tremolo alla questione, la cosa può diventare fastidiosa.

In secondo luogo, ho scoperto che chitarre diverse danno vita a canzoni fondamentalmente diverse. Di tanto in tanto, un cambio da una chitarra ad un’altra può tornare utile, basta non finire nel loop e non esagerare. Tuttavia è innegabile, alcune chitarre hanno nelle loro corde canzoni diverse rispetto ad altre.

Infine, le differenze timbriche sono ottime per aggiungere layer polifonici o variazioni semplici a un brano. Naturalmente è possibile farlo con gli effetti giusti, ma è molto meno stressante quando si tratta di apportare delle modifiche rapide.

Quante chitarre dovrei avere?

Les Paul - un coltellino svizzero anche per Justin Hawkins
Les Paul – un coltellino svizzero anche per Justin Hawkins

Ora ho esposto il mio pensiero. Tuttavia, voi cosa ne ricavate? Prima di tutto, ovviamente, uno spunto di riflessione. Spero di avervi dato qualche idea per la vostra collezione attuale. Di quante chitarre avete davvero bisogno? Alzo le mani, sto per dare una mia personalissima opinione:

  1. 5 chitarre sono il punto di equilibrio tra la diversità e il blocco creativo.
  2. Concentratevi sul vostro genere musicale preferito e date priorità a due chitarre nelle due accordature più comuni.
  3. Investite in un’ottima chitarra tuttofare (ad esempio, una Fender Telecaster, Stratocaster o Gibson SG).
  4. Possedere almeno uno strumento con un design diverso (ad esempio, una semi-hollow invece di una solid body o viceversa)
  5. Una chitarra acustica (con corde in acciaio con un buon pickup, ad esempio una Takamine, una Martin, una Gibson, ecc.) deve assolutamente essere presente nel rack di ogni musicista che si rispetti.

Tutti questi consigli si applicano al chitarrista hobbista, ma appassionato, che alterna piccoli live a prove e sessioni di registrazione. Se siete regolarmente in tournée in tutto il mondo, potrebbero valere altre regole.

10 chitarre iconiche che funzionano sempre

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Se siete ancora alla ricerca di strumenti adatti al vostro piccolo home studio, ecco alcuni suggerimenti. La maggior parte di questi modelli sono vecchi di decenni e sono ancora nell’eterna top 10 delle chitarre per una buona ragione:

Gibson SG: introdotta nel 1961 come successore della Les Paul, la Gibson SG, grazie al suo design leggero e sottile e al doppio cutaway, è perfetta per quasi tutto. I due humbucker forniscono una potenza sufficiente per affrontare il rock e il metal. È ottima anche per il blues e il jazz: un perfetto coltellino svizzero.

Gibson Les Paul: La mia preferita in assoluto. Design iconico, due humbucker con un’elettronica semplice a 3 fasi. Allo stesso tempo, è così versatile che nessun genere può farne a meno.

Fender Stratocaster (Strat): Tre single coil, una leva per il tremolo e due cutaway profondi rendono la Strat la leggenda che conosciamo. I pickup brillanti e nitidi si adattano particolarmente bene al sound classico del blues, del rock o del country. A seconda dei pickup, è possibile fare anche di più!

Fender Telecaster (Tele): Prima chitarra elettrica solid body prodotta in serie, la Telecaster fu introdotta nel 1950. I suoi due pickup single coil la rendono perfetta per la musica country e rock. Pensate a Keith Richards, Bruce Springsteen o Jimmy Page.

Gibson ES-335: Una chitarra semi-hollow dal suono caldo e risonante. La sua forma iconica e il suo timbro versatile l’hanno resa la preferita di artisti come B.B. King e Johnny Marr (The Smiths). È perfetta anche come alternativa a una solid body per il double tracking.

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Gibson Explorer: Introdotta nel 1958 come chitarra jazz, l’Explorer è nota per il suo design futuristico e spigoloso. Con due humbucker, ha un suono veramente potente ed è popolare tra i chitarristi hard rock e metal come James Hetfield dei Metallica.

Fender Jaguar: La lunghezza della scala ridotta e un sistema di circuiti unico offrono un’ampia gamma tonale. Era particolarmente popolare nella scena indie e alternative rock degli anni ’90, suonata da artisti del calibro di Kurt Cobain e (di nuovo) Johnny Marr.

Ibanez RG: la chitarra da shredder per eccellenza, il suo profilo del manico super sottile la rende ideale per gli stili esecutivi veloci e tecnici. Grazie ai suoi pickup high-output, è spesso suonata da chitarristi metal e shred (ad esempio Paul Gilbert).

Gretsch White Falcon: Cercate qualcosa di più stravagante? La White Falcon è un’elegante chitarra a hollow-body di grandi dimensioni con hardware placcato oro e un suono pieno e caldo. È il simbolo del rockabilly ed è stata suonata da artisti del calibro di Chet Atkins e Neil Young.

Chitarra acustica dreadnought: Anche se siete chitarristi elettrici, una chitarra acustica non può mancare nel vostro rig. Sia che si tratti di provare idee veloci, scrivere canzoni o semplicemente rilassarsi sul divano. Una dreadnought con pickup è un must assoluto: adatta ai concerti acustici, con un corpo di dimensioni comode e un suono maturo. I pickup multipli la rendono perfetta per l’utilizzo dal vivo o in studio.

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Di quante chitarre ho bisogno – di quante chitarre hai bisogno?

Considerazioni personali, budget, legami emotivi e considerazioni pratiche sono tutti elementi utili per rispondere a questa domanda. Costi, manutenzione, cura, spazio necessario, riparazioni: tutti questi fattori depongono a favore di un approccio minimalista. Quali strumenti finiscono nel vostro rack dipende dalle esigenze personali (musicali), dalle preferenze (emotive) e dal vostro approccio (musicista o collezionista).

E ora, la domanda da un milione: quali chitarre fanno per voi? Quante chitarre possiedi? E perché? Aspettiamo con ansia i vostri commenti!

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Quante chitarre servono davvero e perché più non è sempre meglio

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5 risposte a “Quante chitarre servono davvero e perché averne tante non è sempre la soluzione migliore!”

    Elvio dice:
    0

    Non avete citato la Rickenbacker …
    Ho avuto una SG, ma la trovo sbilanciata, troppo. Ora Strato, Tele e Rick 330JG. Acusticamente Ovation ed una vecchissima Eko 12 corde distrutta e ricostruita mille volte. Come vi sembra per Rock, Country , Blues e simili?
    Ciao, buon lavoro.

      Francesco Di Mauro dice:
      0

      Ciao Elvio, innanzitutto grazie per il tuo commento. Si, effettivamente anche io ho avuto una SG ed era decisamente sbilanciata!

      Per quanto riguarda le tue chitarre, sono davvero ottime; poi la cosa più importante è che ti ispirino a suonare e ti facciano stare bene!

      Un forte saluto,
      Francesco.

    Paolo dice:
    0

    ciao, io ho 4 chitarre elettriche, ho iniziato con una Ibanez Giò 170 sx per poi prendere una Harley Benton SG 450 stile LES Paul che a dire di molti non era all’ altezza. Sbagliato,suona egregiamente e il suono arriva molto vicino alla Gibson. Di contro è il peso. Poi per smania di grandezza,sono passato alla Fender Messicana Stratocaster,tutta in acero e il suono non è male….. perché dico non è male? Perché tutto sommato si paga il marchio ma alla fine ciò che fa la differenza sono gli effetti.
    Successivamente per evitare di rovinare la Strato, ho preso una Harley Benton Strato standard modificata con pickup Vintera 60 della Fender e con poca spesa, ho superato di gran lunga la Stratocaster messicana.
    In sostanza, la qualità delle chitarre,che siamo cinesi,americane o giapponesi, sono quasi tutte buone anche perché non venderebbero se non fossero di buona qualità.
    Buona musica a tutti.

    Alex dice:
    0

    Salve! Una domanda manca in questo articolo. Meglio 20 chitarre di media fascia oppure 5/6 chitarre di alta fascia? Alex

      Francesco Di Mauro dice:
      0

      Ciao Alex, innanzitutto grazie per il tuo commento!
      La questione in realtà è molto soggettiva. Ovviamente ogni strumento ha le sue caratteristiche e le sue sfumature sonore, di conseguenza ne deriva che più strumenti si possiedono, più suoni a disposizione si hanno.
      Per quanto riguarda la questione fascia media o fascia alta, dipende molto anche da cosa si cerca in uno strumento. Ad oggi gli strumenti di fascia media hanno raggiunto una qualità davvero elevata e con i giusti accorgimenti riescono tranquillamente a competere con strumenti più blasonati. Ti faccio un esempio: una tele di fascia media ben settata e mantenuta può darti le stesse sfumature sonore di una tele di fascia alta. Poi ovviamente se andiamo a vedere il dettaglio, probabilmente la tele custom shop avrà quel qualcosa in più in termini di suono e fascino, ma la vera domanda è: ci serve davvero una chitarra da 7/8k euro?

      Francesco

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