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Quando parte Girls Just Want to Have Fun, il collegamento mentale è immediato. Capelli arancioni, vestiti fluorescenti, MTV, anni Ottanta. È impossibile non pensare a Cyndi Lauper, l’artista che ha trasformato quella canzone in uno dei simboli della cultura pop mondiale.

Eppure la storia del brano comincia molto prima del suo debutto e lontano dai riflettori. Il protagonista è Robert Hazard, cantautore di Philadelphia scomparso il 5 agosto 2008, il cui nome è rimasto nell’ombra nonostante abbia scritto una delle canzoni più celebri degli ultimi quarant’anni.

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È uno di quei casi in cui il successo di un’interpretazione è stato così enorme da riscrivere completamente la memoria collettiva.

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Prima di diventare un inno, era solo una demo

La prima versione di Girls Just Want to Have Fun nasce nel 1979.

Hazard la registra come demo, accompagnandosi con un sound decisamente diverso da quello che il pubblico avrebbe imparato ad amare qualche anno più tardi. Più new wave, meno pop, più asciutto negli arrangiamenti.

Ma soprattutto cambia il punto di vista.

La canzone non era stata pensata come un manifesto femminile. Il narratore era un uomo e il testo raccontava una storia completamente diversa. L’idea di fondo c’era già, così come quel ritornello impossibile da dimenticare, ma mancava ancora l’elemento destinato a renderla universale.

Per anni quella registrazione rimase praticamente sconosciuta.

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La cantante che inizialmente disse no

Nel 1983 il produttore Rick Chertoff era alla ricerca del repertorio giusto per il primo album di una cantante ancora poco nota: Cyndi Lauper.

Tra le cassette che gli tornarono in mente c’era proprio quella demo di Robert Hazard.

Il problema era che Lauper non se ne innamorò affatto.

Secondo quanto raccontato negli anni dal produttore, la cantante trovava il testo troppo maschile e poco rappresentativo della propria personalità. Accettò di lavorarci soltanto a una condizione: avrebbe riscritto parte del significato della canzone, trasformandola in qualcosa che parlasse davvero alle donne.

Fu la decisione che cambiò tutto.

Bastò cambiare la prospettiva

La struttura musicale rimase quasi intatta.

Quello che cambiò fu il modo in cui il brano veniva raccontato.

Con poche modifiche al testo, Girls Just Want to Have Fun smise di essere una semplice canzone pop e iniziò a raccontare il desiderio di libertà di una generazione di ragazze che voleva essere vista oltre gli stereotipi.

Non fu un manifesto politico nel senso tradizionale del termine, ma riuscì comunque a diventare un simbolo culturale.

È uno dei rari casi in cui l’interprete non si limita a eseguire una canzone: la riscrive emotivamente, cambiandone il destino.

Anche il videoclip cambiò la storia della musica

Nel 1983 MTV aveva poco più di due anni.

I videoclip stavano diventando importanti quasi quanto le canzoni stesse.

Quello di Girls Just Want to Have Fun, diretto da Edd Griles, fu perfetto per quel momento storico: colori accesi, ironia, danza, personaggi eccentrici e una Cyndi Lauper lontanissima dall’immagine patinata delle pop star dell’epoca.

Nel video compariva anche sua madre, mentre il wrestler “Captain” Lou Albano interpretava il padre severo.

Piccoli dettagli che contribuirono a renderlo uno dei videoclip più trasmessi della prima era MTV.

Un successo che nessuno poteva prevedere

Pubblicata come primo singolo di She’s So Unusual, la canzone arrivò fino al secondo posto della Billboard Hot 100, conquistando classifiche in tutto il mondo.

L’album diventò un fenomeno.

Lauper entrò nella storia come la prima artista femminile ad avere quattro singoli della stessa opera nella Top 5 americana, un risultato che negli anni Ottanta sembrava quasi irraggiungibile.

E tutto era iniziato da quella vecchia demo registrata quattro anni prima.

Robert Hazard vinse… senza diventare famoso

Per molti autori sarebbe stato frustrante.

La canzone che hai scritto diventa una delle più famose di sempre, ma il pubblico finisce per dimenticare il tuo nome.

Hazard, invece, continuò a lavorare come musicista, pubblicando nuovi album e mantenendo sempre il credito ufficiale come autore del brano.

Dal punto di vista economico il successo di Girls Just Want to Have Fun gli garantì royalties per tutta la vita.

Dal punto di vista della notorietà, però, rimase sempre “l’uomo dietro la canzone”.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui la sua storia continua ad affascinare.

La curiosità che quasi nessuno conosce

Molti pensano che Girls Just Want to Have Fun sia nata come una dichiarazione femminista.

In realtà è diventata tale soltanto dopo l’intervento di Cyndi Lauper.

La forza del brano non sta quindi soltanto nella scrittura di Robert Hazard, ma nell’incontro tra due sensibilità completamente diverse.

Uno ha composto una melodia destinata a rimanere nella storia.

L’altra le ha dato un’identità capace di attraversare le generazioni.

È uno degli esempi più riusciti di come una canzone possa rinascere senza perdere la propria anima.

Più di quarant’anni dopo continua a essere ovunque

Film, serie TV, pubblicità, talent show, eventi sportivi, playlist dedicate agli anni Ottanta. Girls Just Want to Have Fun non ha mai davvero smesso di suonare.

Il videoclip ha superato il miliardo di visualizzazioni su YouTube, mentre il ritornello continua a essere riconoscibile anche da chi non era ancora nato quando il singolo arrivò nei negozi.

E forse è proprio questo il paradosso più bello della sua storia.

Ogni volta che quella canzone ricomincia, milioni di persone riconoscono immediatamente la voce di Cyndi Lauper. Pochissime, invece, sanno che tutto ebbe inizio con un musicista di Philadelphia e una demo registrata quasi per caso alla fine degli anni Settanta.

Per Robert Hazard non esiste monumento più grande di questo: aver scritto una canzone capace di sopravvivere al tempo, anche quando il suo nome è rimasto nascosto dietro il ritornello che tutti, almeno una volta, hanno cantato.

Susanna Staiano
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Girls Just Want to Have Fun non era di Cyndi Lauper!
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