La potenza rimane importante, ma non è la vera novità. Con la serie Mackie Thrashv2, il produttore aggiorna la sua gamma di casse amplificate più essenziale introducendo Bluetooth, quattro modalità di voicing e un sistema capace di intervenire contro il feedback microfonico.
La serie comprende Mackie Thrash12v2 e Mackie Thrash15v2, equipaggiate rispettivamente con woofer da 12 e 15 pollici. Entrambe utilizzano un amplificatore in Classe D da 1300 W e un driver a compressione custom da un pollice, ma puntano soprattutto a semplificare prove, concerti, piccoli eventi e configurazioni con amp modeler.
Mackie Thrashv2: cosa cambia davvero?
Mackie conserva la filosofia originale della serie Thrash: costruzione robusta, controlli immediati e una dotazione ridotta all’essenziale. La seconda generazione aggiunge però alcune funzioni che fino a poco tempo fa erano più comuni sui diffusori dotati di DSP evoluto.
Le principali caratteristiche annunciate sono:
- amplificatore in Classe D da 1300 W;
- woofer da 12 o 15 pollici;
- driver a compressione custom da un pollice;
- quattro modalità Flat, DJ, Live e Wedge;
- Feedback Eliminator;
- Bluetooth utilizzabile con un massimo di due casse;
- ingresso combo per segnali microfonici e di linea;
- uscita Thru capace di trasportare anche l’audio Bluetooth.
È un’impostazione più semplice rispetto a quella delle nuove Thumpv4, che offrono un mixer interno più completo e funzioni digitali aggiuntive. Abbiamo approfondito queste differenze nella nostra recensione delle Mackie Thump12v4 e Thump15v4, provate sia con chitarra e voce sia con basi musicali.
Thrash12v2 e Thrash15v2: 12 o 15 pollici?
La Thrash12v2 rappresenta sulla carta la soluzione più agile per voce, piccole band, sale prova e utilizzo come monitor da palco. Il woofer da 12 pollici dovrebbe favorire un cabinet più facile da trasportare, anche se Mackie non ha ancora comunicato peso e dimensioni ufficiali.
La Thrash15v2 utilizza invece un woofer da 15 pollici. Questo formato tende generalmente a offrire maggiore presenza sulle basse frequenze ed è quindi più interessante per basi, DJ set e configurazioni utilizzate senza subwoofer a livelli moderati.
Il diametro del woofer, però, non basta per stabilire quale modello suoni meglio. Nel comunicato mancano ancora risposta in frequenza e pressione sonora massima: senza questi dati non è possibile quantificare le differenze tra le due versioni o stabilire se siano più performanti della generazione precedente.
Quattro modalità e un tasto contro il feedback
Le nuove Mackie Thrashv2 permettono di scegliere tra quattro modalità di voicing. Flat offre il punto di partenza più neutro, DJ è destinata alla riproduzione musicale, Live a voce e strumenti, mentre Wedge adatta il diffusore all’utilizzo orizzontale come monitor da palco.
Mackie non ha ancora pubblicato le curve di equalizzazione applicate. Le modalità servono quindi a velocizzare la configurazione, ma non sostituiscono l’intervento di un mixer quando è necessario correggere in modo preciso il comportamento del sistema.
Ancora più interessante è il Feedback Eliminator, attivabile attraverso un comando dedicato. Il sistema interviene sulle frequenze che iniziano a innescare, offrendo una rete di sicurezza utile soprattutto quando non è presente un fonico.
Non può comunque compensare un microfono posizionato male o livelli regolati in modo errato. Per evitare fischi, distorsione e rumore rimane fondamentale impostare correttamente il gain del microfono.
Bluetooth su due casse e uscita Thru
Uno smartphone può inviare musica tramite Bluetooth a un massimo di due Thrashv2. La funzione è utile per basi, playlist e musica durante le pause, mentre per microfoni e strumenti rimane preferibile un collegamento cablato, più stabile e privo della latenza tipica delle connessioni wireless.
Sul pannello troviamo un solo ingresso combo per segnali microfonici e di linea. Chi deve collegare contemporaneamente più microfoni o strumenti avrà quindi bisogno di un mixer esterno. Il Bluetooth aggiunge una sorgente per la riproduzione musicale, ma non sostituisce un secondo ingresso fisico durante un live.
PA, monitor da palco o cassa per amp modeler
Le Mackie Thrashv2 possono lavorare verticalmente come diffusori PA, orizzontalmente come monitor oppure su uno stativo attraverso l’attacco integrato con vite di serraggio. Sono compatibili con il treppiede Mackie T100 e con il palo SPM400 per l’installazione sopra un subwoofer; accessori e borse vengono venduti separatamente.
C’è anche la possibilità di utilizzare le Thrashv2 come sistema full-range, flat-response per pedaliere digitali e amp modeler. In questo caso la modalità Flat dovrebbe essere la scelta iniziale più coerente.
Prezzo, disponibilità e pubblico ideale
Le Mackie Thrash12v2 e Thrash15v2 dovrebbero iniziare ad essere disponibili dal lancio del 1° settembre 2026.
La nuova serie sembra rivolta soprattutto a band, sale prova, piccoli locali e musicisti che possiedono già un mixer oppure devono collegare una sola sorgente. Bluetooth, voicing e Feedback Eliminator rendono il setup più rapido, ma l’unico ingresso fisico distingue chiaramente Thrashv2 dalle gamme Mackie più complete.
Il vero giudizio dipenderà quindi dallo street price. Se il posizionamento rimarrà accessibile, le Thrashv2 potrebbero diventare una soluzione interessante per chi cerca potenza e immediatezza senza pagare per funzioni che non utilizzerebbe.
Voi preferireste la compattezza della Thrash12v2 o il woofer da 15 pollici della Thrash15v2? Fatecelo sapere nei commenti e continuate a seguire Passione Strumenti per tutte le novità dedicate al mondo dell’audio live.
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