
Jackson porta finalmente la signature di Phil Collen in una fascia di prezzo più accessibile con la nuova Pro Series PC1-E. Corpo in mogano, manico in acero caramellizzato, tastiera in ebano, DiMarzio X2N e Sugar Chakra, Sustainer a 18 V e una vistosa finitura Worn Black invecchiata completano una delle signature più particolari della nuova gamma.
Ci sono signature che nascono per un artista e altre che, con il passare degli anni, diventano quasi parte dell’identità di un marchio.
La Jackson PC1 di Phil Collen appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Il chitarrista dei Def Leppard utilizza Jackson dalla metà degli anni Ottanta e la sua PC1 è diventata nel tempo uno dei modelli signature più longevi della casa americana.
Il problema?
Le attuali PC1 Made in USA sono strumenti da fascia decisamente alta, con prezzi che possono avvicinarsi ai 5.000 euro.
Con la nuova Jackson Pro Series Signature Phil Collen PC1-E, il marchio prova quindi a portare gran parte di quella filosofia in una fascia molto più accessibile.
E lo fa aggiungendo anche un’estetica decisamente diversa dal solito.
Jackson Phil Collen PC1-E: arriva la versione Pro Series
Il nome completo è Jackson Pro Series Signature Phil Collen PC1-E. A differenza delle costose versioni USA, la nuova PC1-E viene realizzata in Messico. L’impostazione generale rimane però immediatamente riconoscibile.
Troviamo il classico corpo Dinky, una configurazione pickup HSS, Floyd Rose, Sustainer e numerosi elementi sviluppati nel corso degli anni insieme a Phil Collen.
Non si tratta quindi di una semplice Dinky con il nome del chitarrista sulla paletta.
La PC1-E mantiene alcune delle caratteristiche che hanno reso particolare la PC1 originale, semplificando però costruzione e materiali dove necessario per contenere il prezzo.
Worn Black: una PC1 già vissuta
La novità più evidente è naturalmente la finitura. Jackson propone questa prima versione in Worn Black, con una finitura in nitrocellulosa volutamente distressed. Il corpo presenta quindi graffi, zone consumate e segni che simulano anni di utilizzo.
Un approccio piuttosto distante dalle classiche PC1 con top figurati e finiture trasparenti molto elaborate.
Il contrasto viene accentuato dall’hardware dorato, mentre pickup e alcuni elementi plastici rimangono neri. Il risultato è una Superstrat che sembra essere appena uscita da diversi tour mondiali invece che dalla fabbrica.
Corpo in mogano senza top figurato
Sotto la finitura troviamo un corpo in mogano. Ed è proprio qui che emerge una delle differenze più importanti rispetto a molte PC1 USA.
Le versioni americane Satin Stain utilizzano infatti un corpo in mogano caramellizzato con un sottile top in quilt maple.
Sulla PC1-E Pro Series il top figurato scompare completamente. È una scelta che contribuisce a ridurre il costo dello strumento e, allo stesso tempo, rende perfettamente coerente la finitura Worn Black.
Il corpo mantiene naturalmente le dimensioni compatte e le profonde sagomature tipiche della forma Dinky.
Manico in acero caramellizzato
Per il manico Jackson non ha però scelto una soluzione particolarmente economica. La PC1-E utilizza infatti un manico bolt-on in acero caramellizzato. All’interno troviamo rinforzi in grafite, pensati per aumentare la stabilità della struttura.
La parte posteriore utilizza una finitura oliata, soluzione particolarmente adatta a uno strumento orientato alla velocità e alla tecnica solista.
La regolazione del truss rod avviene attraverso la pratica rotella alla base del manico, evitando quindi di dover rimuovere placche o utilizzare accessi sulla paletta.
Tastiera in ebano e radius compound
Rispetto alle PC1 USA con tastiera in acero fiammato caramellizzato, la nuova Pro Series cambia completamente direzione.
Troviamo infatti una tastiera in ebano. Il radius è compound e passa da 12 a 16 pollici.
Una curvatura più pronunciata nella zona dei primi tasti facilita accordi e parti ritmiche, mentre salendo verso il registro superiore la tastiera diventa progressivamente più piatta.
È una soluzione ormai classica sulle Jackson orientate allo shred. La scala è di 25,5 pollici, equivalenti a circa 648 mm.
Ventiquattro tasti Jumbo e un solo sharkfin
La PC1-E monta 24 tasti Jumbo. Dal punto di vista estetico Jackson ha scelto una tastiera estremamente pulita. Non troviamo infatti la tradizionale serie completa di sharkfin.
L’unico intarsio è un Pearloid Sharkfin posizionato al dodicesimo tasto. Sul bordo della tastiera sono inoltre presenti riferimenti laterali Luminlay, utili soprattutto su palchi poco illuminati.
Il capotasto è naturalmente locking e appartiene alla Floyd Rose 1000 Series. La larghezza dichiarata è di 42,86 mm.
DiMarzio X2N al ponte
L’elettronica è probabilmente una delle sezioni più interessanti dell’intero strumento. Al ponte troviamo un DiMarzio X2N DP102.
È uno degli humbucker high-output più riconoscibili del catalogo DiMarzio e rappresenta perfettamente il lato più aggressivo del sound di Collen.
Il pickup utilizza due grosse blade al posto dei tradizionali poli separati ed è progettato per offrire un livello di uscita estremamente elevato.
Per una PC1 orientata a riff rock, lead compressi e amplificatori ad alto gain, è una scelta piuttosto coerente.
Sugar Chakra in posizione centrale
La posizione centrale ospita invece un DiMarzio Sugar Chakra DP427BK. È un pickup sviluppato insieme a Phil Collen e racchiuso nel formato compatto di un single coil. Il suo compito è offrire una risposta differente dal potentissimo X2N al ponte.
Collen ha sempre utilizzato la posizione centrale delle PC1 anche per ottenere timbriche più pulite e funky, sfruttando quindi la configurazione HSS come qualcosa di molto più versatile rispetto alla classica Superstrat esclusivamente high-gain.
Il PC1 Sustainer Driver al manico
La terza posizione è quella che rende immediatamente riconoscibile una PC1. Al manico troviamo infatti il PC1 Sustainer Driver. Non si tratta semplicemente di un normale pickup.
È parte di un sistema attivo che permette di mantenere la vibrazione della corda praticamente senza limiti, creando sustain lunghissimi e feedback controllato anche a volumi relativamente contenuti.
È una caratteristica presente da anni sugli strumenti signature di Collen e rimane anche sulla più economica Pro Series.
Sustainer Jackson a 18 Volt
Sulla nuova PC1-E il Sustainer utilizza un sistema attivo Jackson a 18 V.
I controlli dedicati comprendono un selettore di accensione e spegnimento e un secondo switch con tre modalità: Fundamental, Harmonic e Blend.
La modalità Fundamental enfatizza la nota fondamentale. Harmonic porta invece il sustain verso le armoniche superiori. Blend permette di ottenere un comportamento intermedio.
Troviamo inoltre un controllo Intensity, che regola l’azione del sistema.
Coil split sull’X2N
Jackson ha aggiunto anche un’altra possibilità sonora.
Il controllo Volume è infatti push/pull e permette di effettuare il coil split del DiMarzio X2N al ponte. Questo amplia ulteriormente la gamma timbrica della chitarra.
Oltre al Volume troviamo un controllo Tone e il già citato Intensity dedicato al Sustainer. La selezione dei pickup avviene tramite un tradizionale blade switch a cinque posizioni.
Nonostante l’immagine fortemente hard rock, quindi, la PC1-E non è progettata per offrire un unico suono.
Floyd Rose 1000 Series
Naturalmente non poteva mancare il Floyd Rose. La nuova signature utilizza un Floyd Rose 1000 Series Double-Locking Tremolo installato in configurazione recessed.
Il sistema permette quindi sia di abbassare sia di aumentare l’intonazione attraverso la leva.
Non è l’Original Floyd Rose utilizzato sulle costose PC1 USA, ma rimane una soluzione di livello decisamente superiore rispetto ai tremoli licensed più economici.
Ad affiancarlo troviamo meccaniche Jackson Sealed Die-Cast Locking.
Può sembrare quasi ridondante utilizzare locking tuner con un capotasto Floyd Rose bloccato, ma semplificano soprattutto le operazioni di sostituzione e gestione delle corde.
Corde molto più leggere rispetto alla PC1 USA
Un altro elemento interessante riguarda il setup di fabbrica. La PC1-E monta corde .009–.042.
Le versioni USA della PC1 vengono invece generalmente proposte con scalature decisamente più pesanti.
Anche Phil Collen è noto per utilizzare corde piuttosto importanti su molti dei propri strumenti.
La Pro Series sembra quindi essere configurata in maniera più immediatamente accessibile per il chitarrista medio, senza cercare di replicare necessariamente ogni dettaglio del setup personale dell’artista.
La PC1 di Phil Collen nasce negli anni Ottanta
Il rapporto tra Phil Collen e Jackson inizia nel 1986.
Il chitarrista dei Def Leppard aveva scoperto le chitarre costruite da Grover Jackson durante le sessioni di Hysteria e iniziò presto a collaborare direttamente con l’azienda.
Nel corso del tempo nacquero diversi strumenti custom. La PC1 divenne poi una sorta di Superstrat ibrida pensata per unire caratteristiche provenienti da mondi differenti.
Corpo in mogano, feeling da Strat, pickup ad alto output, Floyd Rose e Sustainer convivevano nello stesso strumento.
Collen ha continuato a utilizzare e modificare le PC1 per decenni, cambiando pickup, spessori dei manici e componenti hardware in base alle proprie esigenze.
PC1-E contro PC1 USA
Ed è inevitabile confrontare la nuova Pro Series con il modello americano. La PC1 USA rimane uno strumento decisamente più ricercato.
Utilizza legni più elaborati, componentistica differente, Floyd Rose Original e viene prodotta negli Stati Uniti. Il prezzo, però, riflette chiaramente questo posizionamento.
Su Thomann, una Jackson PC-1 Phil Collen USA viene attualmente proposta intorno ai 4.899 euro.
La nuova PC1-E costa meno della metà.
Naturalmente non si tratta dello stesso strumento costruito in un Paese differente. Cambiano legni, ponte, tastiera, finitura e diversi dettagli.
Ma per la prima volta la formula PC1 arriva in una fascia nella quale potrebbe diventare realmente accessibile a un pubblico molto più ampio.
Custodia Jackson inclusa
Nonostante il posizionamento Pro Series, Jackson include anche una Foam Core Case dedicata.
Non è quindi necessario acquistare separatamente una custodia per uno strumento che, tra Floyd Rose e sistema Sustainer, presenta una componentistica piuttosto complessa.
La produzione è Made in Mexico.
Prezzo e disponibilità della Jackson Phil Collen PC1-E
La nuova Jackson Pro Series Signature Phil Collen PC1-E Worn Black è già comparsa nel catalogo Thomann.
Il prezzo è di 1.829 euro.
Non è certamente una signature economica.
Rispetto ai quasi 5.000 euro necessari per entrare nel mondo delle PC1 USA, però, la nuova Pro Series rappresenta un cambio di prospettiva piuttosto importante.
E soprattutto non rinuncia agli elementi che rendono immediatamente riconoscibile la chitarra di Phil Collen: configurazione HSS, Sustainer, Floyd Rose e una versatilità sonora decisamente superiore a quella suggerita dal look da Superstrat anni Ottanta.
La finitura Worn Black dividerà probabilmente il pubblico.
Ma una PC1 a meno della metà del prezzo della versione americana era probabilmente ciò che molti fan di Jackson e Def Leppard aspettavano da parecchio tempo.
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