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La musica microtonale è uno di quei temi che dividono subito: per alcuni è il futuro del suono, per altri sembra semplicemente qualcosa di “stonato”. In realtà, dietro questa percezione c’è una differenza profonda rispetto al sistema temperato che domina pianoforti, chitarre e gran parte della musica occidentale. Ma cosa cambia davvero tra le 12 note a cui siamo abituati e un sistema che introduce intervalli diversi, più piccoli o più precisi? Capirlo significa entrare in un mondo sonoro nuovo, dove armonia, tensione e colore cambiano radicalmente. In questo articolo vediamo cos’è la musica microtonale, perché suona così diversa e dove trova applicazione oggi tra strumenti modificati, sintetizzatori, produzione elettronica e nuove sperimentazioni.

Sistema Temperato e Sistema Microtonale
Sistema Temperato e Sistema Microtonale · Fonte: Franco Amato

Cos’è il sistema temperato nella musica occidentale

Il sistema temperato, o temperamento equabile, è il modello di accordatura su cui si basa la quasi totalità della musica occidentale moderna. La sua caratteristica principale è la divisione dell’ottava in dodici intervalli identici, chiamati semitoni.

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Questa uniformità consente a ogni tonalità di mantenere la stessa struttura interna, rendendo possibile trasporre un brano senza alterarne le relazioni tra le note. È proprio questa proprietà ad aver reso il sistema temperato lo standard dominante.

Dal punto di vista pratico, strumenti come pianoforte e chitarra sono progettati secondo questa logica. Ogni tasto o ogni posizione lungo la tastiera corrisponde a un semitono esattamente uguale agli altri. Questo garantisce coerenza, ma introduce anche una semplificazione: gli intervalli non sono perfettamente “naturali”, bensì leggermente adattati per funzionare in tutte le tonalità.

Storicamente, questa soluzione ha permesso di superare i limiti dei sistemi precedenti, che risultavano perfetti in alcune tonalità ma instabili in altre.

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Cos’è la musica microtonale

La musica microtonale non è semplicemente l’uso di intervalli più piccoli del semitono, ma un insieme di sistemi alternativi di organizzazione delle altezze che superano il modello a 12 note della tradizione occidentale.

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Dal punto di vista teorico, si distinguono tre grandi approcci.

Il primo è quello dei sistemi equabili estesi, in cui l’ottava viene suddivisa in un numero maggiore di parti uguali rispetto ai 12 semitoni standard. Il caso più diffuso è il sistema a 24 divisioni (24-TET), ma esistono anche sistemi a 19, 31 o più suddivisioni, utilizzati per ottenere una maggiore precisione negli intervalli.

Il secondo approccio è quello della intonazione naturale (just intonation), che costruisce le scale a partire da rapporti matematici puri tra frequenze. In questo caso, gli intervalli non sono equidistanti, ma derivano direttamente dalla serie armonica, producendo consonanze molto diverse rispetto al sistema temperato.

Sitar
Sitar · Fonte: Saubhagya Gandharv – Unsplash

Il terzo ambito è rappresentato dalle tradizioni musicali non occidentali, come quelle mediorientali o indiane, in cui l’uso di intervalli intermedi è parte integrante del linguaggio musicale. In questi contesti, la microtonalità non è sperimentazione, ma norma culturale.

Questa distinzione è fondamentale perché evita un errore comune: considerare la microtonalità come un unico sistema, quando in realtà è un insieme di logiche differenti.

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Differenza tra sistema temperato e musica microtonale

La differenza tra sistema temperato e musica microtonale non riguarda solo il numero di note disponibili, ma il modo in cui vengono costruite le relazioni tra i suoni.

Nel sistema temperato, ogni intervallo è il risultato di una divisione matematica uniforme dell’ottava. Questo garantisce coerenza e ripetibilità, ma comporta una leggera approssimazione rispetto agli intervalli naturali.

Nei sistemi microtonali, invece, questa uniformità viene abbandonata o estesa. In alcuni casi si aumenta il numero di divisioni mantenendo l’equidistanza; in altri si costruiscono scale basate su rapporti irregolari. Questo cambia radicalmente il comportamento dell’armonia: gli accordi possono risultare più “puri” oppure più instabili, a seconda del sistema utilizzato.

Dal punto di vista percettivo, la differenza non è solo nella “stranezza” del suono, ma nella densità delle sfumature disponibili. Il sistema temperato semplifica lo spazio sonoro; la microtonalità lo rende più continuo e granulare.

Eastwood Microtonal Guitar
Eastwood Microtonal Guitar · Fonte: Eastwood

Perché la musica occidentale usa il sistema temperato

L’adozione del sistema temperato è il risultato di un compromesso tra precisione matematica e funzionalità musicale.

I sistemi naturali, basati su rapporti armonici puri, offrivano intervalli estremamente consonanti, ma solo in contesti limitati. Quando si tentava di cambiare tonalità, emergevano discrepanze evidenti.

Il temperamento equabile risolve questo problema distribuendo uniformemente queste imperfezioni. In questo modo, nessuna tonalità è perfetta, ma tutte sono utilizzabili. Questo ha avuto un impatto enorme sullo sviluppo dell’armonia, permettendo modulazioni complesse e una maggiore libertà compositiva.

È su questa base che si è costruita gran parte della musica occidentale, dalla classica al pop contemporaneo.

Come funziona la musica microtonale nella pratica

La microtonalità diventa concreta solo quando viene applicata agli strumenti, ed è qui che emergono le differenze più rilevanti rispetto al sistema temperato.

Gli strumenti a intonazione continua, come violino, basso e chitarra fretless o voce, permettono naturalmente di eseguire microtoni, perché non sono vincolati a posizioni fisse. In questi casi, la microtonalità dipende principalmente dal controllo dell’esecutore.

fretless bass
fretless bass · Fonte: Thomann

Gli strumenti a tasti o a tastiera, invece, richiedono modifiche strutturali oppure tecnologie dedicate. Esistono chitarre con tastiere ridisegnate per includere più divisioni dell’ottava, così come pianoforti microtonali progettati con layout alternativi.

Nel contesto contemporaneo, il ruolo centrale è svolto dai sintetizzatori e dai software musicali. Molti strumenti digitali permettono di definire sistemi di accordatura personalizzati (microtuning), rendendo possibile l’utilizzo di scale microtonali senza modifiche fisiche allo strumento.

Anche nelle DAW moderne è possibile importare file di accordatura (come gli standard Scala), che consentono di lavorare con sistemi complessi in modo relativamente accessibile.

Questo passaggio è cruciale: la microtonalità oggi non è più limitata alla ricerca accademica, ma è entrata concretamente nei flussi di produzione musicale.

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Esempi contemporanei ed il fenomeno Angine de la Poitrine

Il rinnovato interesse per la microtonalità è legato anche alla diffusione di strumenti digitali e a una crescente apertura verso linguaggi musicali non convenzionali.

In questo contesto si inserisce l’attenzione mediatica verso progetti come Angine de la Poitrine, che hanno contribuito a portare il tema al di fuori degli ambienti accademici o sperimentali.

La microtonalità viene oggi utilizzata per esplorare nuove identità sonore e per superare i limiti dell’armonia tradizionale. Tuttavia, la sua ricezione da parte del pubblico è spesso ambivalente: ciò che non rientra nel sistema temperato viene talvolta percepito come errore, quando in realtà segue logiche diverse.

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Quando usare sistema temperato e quando microtonale

La scelta tra sistema temperato e microtonale non è solo stilistica, ma operativa.

Il sistema temperato è progettato per garantire compatibilità. È la scelta più efficace quando si lavora con strumenti standard, quando è necessario muoversi tra diverse tonalità o quando il linguaggio musicale deve essere immediatamente riconoscibile.

La microtonalità, invece, viene utilizzata quando si vuole intervenire direttamente sulla qualità degli intervalli. In ambito compositivo, permette di costruire armonie non disponibili nel sistema a 12 toni. Nella produzione elettronica, consente di creare tensioni, battimenti e colori timbrici che non possono essere ottenuti con l’accordatura standard.

Il Moog Subharmonicon lavora anche con intervalli microtonali
Il Moog Subharmonicon lavora anche con intervalli microtonali · Fonte: Thomann

In ambito cinematografico o sperimentale, viene spesso impiegata per generare sensazioni di instabilità, ambiguità o alterità sonora, proprio perché sfugge alle aspettative dell’ascoltatore abituato al sistema temperato.

Errori comuni quando si parla di microtonalità

Quando si affronta questo tema, è frequente incorrere in alcune semplificazioni errate. La più diffusa è l’idea che la musica microtonale sia semplicemente “stonata”. In realtà, si tratta di un sistema coerente, basato su regole diverse da quelle del temperamento equabile.

Un altro errore è considerarla casuale o priva di struttura. Al contrario, molti sistemi microtonali sono altamente rigorosi e fondati su principi matematici precisi.

Infine, si tende a pensare che sia inutilizzabile nella musica contemporanea. L’evoluzione delle tecnologie digitali ha lavorato invece per rendere la microtonalità sempre più accessibile, soprattutto in ambito di produzione e sound design.

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Conclusione

Comprendere la differenza tra sistema temperato e musica microtonale significa acquisire una visione più ampia del linguaggio musicale.

Da un lato, il temperamento equabile rappresenta una soluzione efficiente e universalmente condivisa. Dall’altro, la microtonalità apre a un territorio più complesso, ma anche più ricco di possibilità.

Questa distinzione è oggi particolarmente rilevante, perché consente di interpretare con maggiore consapevolezza le evoluzioni contemporanee della musica e di orientarsi tra standard consolidati e nuove sperimentazioni.

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Franco Amato
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Musica microtonale: il suono che va oltre le 12 note che conosci
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