
Con Polyend Drums, il produttore presenta una delle drum machine più ambiziose viste a Superbooth 26. Sintesi analogica e digitale, campioni, sequencer evoluto e funzioni live avanzate: sulla carta sembra avere davvero tutto per competere con la potente TR-1000.
Polyend Drums
La nuova Polyend Drums è senza dubbio una delle drum machine più interessanti presentate a Superbooth 26. Il modello più avanzato apparso dopo il debutto della Roland TR-1000 dello scorso anno combina praticamente ogni approccio moderno alla produzione ritmica: sintesi analogica, motori digitali, sample e un sequencer progettato espressamente per la performance dal vivo.
Drums offre 8 tracce, ognuna assegnabile a una sorgente sonora analogica, digitale oppure a uno strumento basato su sample. Sono presenti quattro voci analogiche basate su moderni chip SSI. Ogni voce mette a disposizione due VCO analogici, una sorgente noise e un oscillatore digitale aggiuntivo per creare suoni ibridi oppure FM. Ogni voce analogica include inoltre filtro multimodo e VCA dedicato.
Sintesi digitale, sample e modulazione avanzata
Oltre alla sezione analogica, Polyend Drums integra diversi metodi di sintesi digitale e strumenti sample-based. Ogni traccia dispone anche di un proprio LFO dedicato alla modulazione. La libreria inclusa comprende oltre 40 strumenti, ciascuno con diverse “sub-mode mutations” per espandere ulteriormente la palette sonora.
Secondo Polyend, Drums utilizza il sequencer più avanzato mai sviluppato dall’azienda. Include tutte le funzioni ormai essenziali in una moderna groovebox da performance: probability, micro timing, parameter locks, pattern chaining, differenti modalità di playback e persino strumenti generativi.
Un singolo progetto può contenere fino a 64 pattern, 64 kit e 48 song, più che sufficienti per costruire un intero live set senza limiti pratici.
Pensata per la performance live
L’intera progettazione di Polyend Drums ruota chiaramente attorno all’utilizzo dal vivo. È possibile cambiare pattern e kit in tempo reale senza fermare il sequencer, mentre tutti i parametri principali rimangono sempre immediatamente accessibili.
Particolarmente interessante è il nuovo X0Y fader, che permette di effettuare morphing continui tra diverse versioni di un kit o di un pattern. Una funzione che potrebbe rivelarsi estremamente creativa durante le performance.
Non manca inoltre una sezione effetti completa con insert, send e master effects.
Connessioni e I/O
Sul pannello connessioni troviamo un’uscita stereo insieme a otto uscite individuali, oltre a un ingresso stereo utile per processare strumenti esterni attraverso gli effetti interni, anche se apparentemente non utilizzabile per registrare sample.
Completano la dotazione MIDI In/Out/Thru e porta USB-C.
Prezzo e disponibilità
È già possibile prenotare Polyend Drums sul sito del produttore versando un deposito rimborsabile di 500 dollari. Il prezzo finale sarà di 2.699 euro, perfettamente in linea con quello della TR-1000.
Al momento, Polyend non ha ancora comunicato una data ufficiale di spedizione.
- IK Multimedia ToneX One+ aggiorna il mini pedal con controllo wireless - 7. Maggio 2026
- Majella Compax porta la sintesi West Coast in formato compatto - 7. Maggio 2026
- Make Noise Plexiphon ridefinisce lo spazio sonoro nel mondo Eurorack - 7. Maggio 2026






