La regina del pop apre una cerimonia che guarda alla propria storia, mentre Taylor Swift viene premiata per il lavoro dietro la macchina da presa. Ma in un’epoca in cui i videoclip vivono soprattutto online, gli MTV Video Music Awards possono ancora creare un momento pop condiviso?
Il ritorno di Madonna riporta i VMAs alle origini
Domenica 27 settembre Los Angeles torna a ospitare gli MTV Video Music Awards. Al Peacock Theater, con Snoop Dogg alla conduzione, Madonna aprirà la cerimonia: sarà la sua prima esibizione sul palco dei VMAs dal 2003, più di vent’anni fa. Il suo ritorno ha un peso particolare perché Madonna non è soltanto una delle artiste più celebrate dalla manifestazione: è anche una delle figure che ne hanno contribuito a definire il linguaggio.
Basta ripercorrere alcuni momenti della sua storia con lo show per capire perché questa esibizione sia così attesa. Nel 1984 Madonna cantò Like a Virgin in abito da sposa, trasformando una performance in uno dei primi scandali pop degli MTV Awards. Nel 1990 portò Vogue sul palco con una messinscena ispirata alla corte settecentesca. Nel 2003, insieme a Britney Spears e Christina Aguilera, aprì la cerimonia con un’esibizione rimasta famosa anche per il bacio tra Madonna e Spears.
È una storia fatta di musica, televisione e immagini. I VMAs si sono costruiti proprio sulla possibilità che un’esibizione dal vivo diventasse un evento da commentare il giorno dopo: una sorpresa, un gesto provocatorio, un momento destinato a circolare ben oltre la durata della diretta. Il ritorno di Madonna riattiva quella memoria, ma porta con sé anche una domanda: quanta parte dell’attenzione di quest’anno è legata a ciò che accadrà stasera e quanta, invece, al ricordo di ciò che è già successo?
Taylor Swift e il videoclip come opera d’autore
Un altro dei momenti centrali della serata riguarda Taylor Swift. La cantante riceverà il primo Artist Director Honors, un nuovo riconoscimento rivolto agli artisti che hanno contribuito alla narrazione visiva dei propri videoclip. Per Swift, il premio mette in luce un aspetto della sua carriera che va oltre la musica registrata e il palco: il controllo creativo sulle immagini con cui presenta le proprie canzoni.
Swift presenterà anche il video di Patient Zero, diretto da lei e con Colin Farrell e Dakota Johnson. L’anteprima mondiale riporta al centro una funzione che i VMAs hanno avuto fin dall’inizio: dare a un videoclip un palcoscenico televisivo e trasformarne la première in un appuntamento.
Oggi, però, la distribuzione dei video è cambiata. Un videoclip può debuttare su una piattaforma digitale, essere rilanciato sui social e venire tagliato in decine di clip condivisibili. L’evento non dipende più da un unico canale né da un unico momento. Per questo il premio a Swift è interessante: riconosce che il video musicale non è soltanto un contenuto promozionale, ma può essere anche un’opera firmata dall’artista, con una propria voce visiva.
Tra celebrazione, tributi e nuove generazioni
La cerimonia cercherà di tenere insieme epoche e pubblici diversi. I Nirvana riceveranno il Video Vanguard Award, mentre la serata prevede omaggi a Dolly Parton e George Michael. Sul palco sono attesi anche Lisa, RAYE, Shaboozey con Gunna, Sienna Spiro e il progetto elettronico francese GENER8ION insieme a Yung Lean.
Questa combinazione è una scelta quasi obbligata per una manifestazione che vuole restare riconoscibile senza trasformarsi in una celebrazione riservata ai fan di lunga data. Da una parte ci sono artisti che hanno segnato la storia della musica pop e dei videoclip; dall’altra, performer che rappresentano generi, scene e pubblici differenti. Il rischio è che gli omaggi occupino tutto lo spazio e che le nuove voci finiscano per sembrare semplici ospiti in una serata nostalgica. La possibilità, invece, è che il contrasto tra generazioni dia al programma una prospettiva più ampia.
Il premio ai Nirvana porta con sé anche una domanda sul significato dei riconoscimenti alla carriera. Un tributo può essere una celebrazione sincera dell’impatto di una band, ma serve anche a MTV per ribadire il legame fra la propria storia e quella degli artisti che hanno contribuito a costruirla. In una serata che punta sul ritorno di Madonna, questa dimensione è particolarmente evidente: i VMAs guardano indietro per ricordare perché sono nati, mentre cercano di dimostrare di poter ancora parlare al pubblico di oggi.
La vera sfida è creare un momento comune
I Video Music Awards sono nati per celebrare i videoclip, quando la televisione musicale poteva trasformare una nuova uscita in un appuntamento condiviso. Adesso il consumo della musica è molto più frammentato: le canzoni, i video e le performance circolano in streaming, sui social e attraverso formati diversi. Non esiste più un solo schermo davanti al quale il pubblico si ritrova nello stesso momento.
Per questo la presenza di una star come Madonna può attirare l’attenzione, ma non basta da sola a dimostrare che i VMAs siano ancora centrali. Una grande esibizione può dominare le conversazioni per una notte; ciò che conta è anche la capacità dello show di lasciare spazio agli artisti che stanno creando il pop adesso, senza usarli soltanto per completare una scaletta costruita sulla nostalgia.
L’edizione 2026 sembra provare a mettere in scena proprio questo dialogo: Madonna rappresenta la memoria e la capacità di trasformare un’esibizione in un’immagine; Taylor Swift porta al centro la regia come parte dell’identità artistica; gli altri performer allargano lo sguardo a scene e generi diversi. Se la cerimonia riuscirà a farli convivere, i VMAs potranno ricordare il proprio passato senza restarne prigionieri.
Il verdetto arriverà durante la notte. In Italia la diretta comincia all’1:30 di lunedì 28 settembre; MTV Italia trasmetterà la cerimonia in differita lunedì sera.
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