Sono passati venticinque anni da quando Waldorf lanciò per la prima volta Attack. Era il 2001 e il panorama della produzione musicale era molto diverso da oggi. Ora Waldorf Attack 3 torna in scena: ma questo storico drum e percussion synth è ancora all’altezza dei competitor moderni?
Cos’è Waldorf Attack 3
Fin dalle origini, Attack è stato un drum synthesizer pensato per permettere agli utenti di creare e scolpire suoni di batteria unici, combinando sintesi pura e campionamento. La prima versione arrivò come plugin nel 2001; un anno dopo Waldorf racchiuse il software in un’unità hardware chiamata RackAttack, un’operazione decisamente audace per l’epoca.
Negli anni è arrivato Attack 2, rimasto disponibile a lungo ma ormai superato da numerose soluzioni più moderne. Con Attack 3, Waldorf non si limita a un semplice aggiornamento: il software viene ripensato in profondità, mantenendo però la filosofia originale basata sulla sintesi e sulla creazione sonora personalizzata.

Le novità principali di Waldorf Attack 3
Tra i punti chiave del nuovo Waldorf Attack 3 troviamo un’interfaccia completamente rinnovata, oscillatori perfezionati, filtri aggiornati, nuovi inviluppi avanzati, LFO più completi ed effetti inediti.
Interfaccia ridisegnata e workflow moderno
La GUI è stata interamente riprogettata. Attack 3 ora appare come un vero synth moderno: la vecchia colonna verticale di slot trigger lascia spazio a un layout orizzontale più in linea con gli standard attuali.
Il motore di sintesi è organizzato in modo chiaro e intuitivo, con feedback visivo immediato. L’interfaccia è completamente scalabile, eliminando i problemi di leggibilità su schermi ad alta risoluzione. Sono inoltre presenti browser dedicati per kit, suoni, campioni e mappature MIDI, rendendo la navigazione molto più fluida rispetto al passato.
Oscillatori perfezionati e campionamento evoluto
La sezione oscillatori è stata affinata per garantire maggiore precisione, inclusa una gestione accurata della fase delle forme d’onda sintetiche. Le opzioni di riproduzione dei campioni risultano ora più potenti e flessibili.
È possibile importare campioni utente con supporto completo a velocity mapping, round-robin playback e regolazione del punto di start. Questo consente di combinare sintesi e sampling in modo estremamente dettagliato.

Nuovi filtri, drive e modulazioni avanzate
Il filtro riceve un upgrade significativo con l’introduzione di modalità 24 dB, comb filter positivi e negativi e riduzione del sample rate per ottenere sonorità più gritty e aggressive.
La sezione drive si arricchisce con nuove tipologie come Transistor, Crunch, Overdrive, Diode e Clip, ampliando le possibilità di saturazione e caratterizzazione timbrica.
A completare il quadro troviamo due nuovi inviluppi avanzati, due LFO completi, routing di modulazione espanso e nuovi effetti. Ogni kit può contenere fino a 24 suoni individuali, di cui 12 suonabili polifonicamente come strumenti intonati. Ogni suono dispone di effetti insert dedicati, oltre a una sezione di effetti globali per la modellazione finale del mix.
Conclusioni
Più che un semplice aggiornamento, Waldorf Attack 3 rappresenta una vera rinascita del concetto originale. Il software viene riportato agli standard attuali senza tradire la sua natura orientata alla sintesi pura e alla creazione di drum sound distintivi.
Chi possiede Waldorf Edition o Waldorf Edition LE, che includono Attack 2, può accedere a un interessante prezzo di upgrade tramite il proprio account utente Waldorf.
Per i nuovi utenti è disponibile un’offerta introduttiva fino al 22 febbraio, con uno sconto del 50% sul prezzo pieno di 99 euro IVA inclusa. Un’occasione interessante per riscoprire uno strumento che ha segnato un’epoca, ora rinnovato per le esigenze della produzione contemporanea.
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