Un viaggio nella leggenda dei Power Trio – Il primo episodio di PassioneTrio, la nuova serie di PassioneStrumenti
Questo è il primo episodio di PassioneTrio, la nuova serie che PassioneStrumenti dedica ai grandi Power Trio della storia del rock e del blues. Racconteremo come tre musicisti, uniti da un’alchimia irripetibile, siano riusciti a stravolgere le regole e a lasciare un segno indelebile nella musica che amiamo. In ogni puntata, attraverso il video che abbiamo realizzato, i nostri Francesco Di Mauro alla chitarra, Roberto De Rosa al basso e Riccardo Ierardi alla batteria onoreranno la storia dei Power Trio riproducendo fedelmente ogni brano, svelando i dettagli sonori e gli aneddoti che hanno trasformato questi pezzi in vere pietre miliari. Siete pronti a fare un viaggio nel tempo per riscoprire come sono nate queste leggende monumentali della musica?
Purple Haze (1967) – Il Big Bang della Chitarra Rock
Nell’inverno del 1966, Londra era un laboratorio a cielo aperto per ogni tipo di rivoluzione musicale, ma tra tutte le voci che si rincorrevano nei club e nei pub, ce n’era una che risuonava con una forza magnetica: quella di un giovane chitarrista mancino arrivato dall’America, capace di incendiare il palco come nessun altro. Jimi Hendrix era già un fenomeno, eppure, in quel periodo, aveva quasi esaurito il repertorio con cui stupire il pubblico affamato di novità.
La svolta arrivò un giorno di dicembre, quando durante una jam all’Upper Cut Club, Hendrix fece esplodere nell’aria quel riff che sarebbe diventato leggenda. Chas Chandler, il suo scopritore e mentore, non perse tempo: gli suggerì di trasformare quella scintilla in una vera e propria canzone, di non lasciare che quella magia svanisse. Hendrix, da genio quale era, accettò la sfida su due piedi—e poche ore dopo la band era già in studio a fissare quell’energia su nastro.

La creazione di Purple Haze fu un viaggio in territori sonori inesplorati. Tra gennaio e febbraio del 1967, la Jimi Hendrix Experience diede vita a qualcosa che nessuno aveva mai sentito prima. Hendrix, insieme all’inventore e tecnico Roger Mayer, costruì un nuovo lessico per la chitarra elettrica: nacque l’Octavia, un pedale capace di spingere il suono un’ottava più in alto e di saturarlo con una distorsione mai udita. Il risultato? Nell’assolo di Purple Haze, mescolando anche il leggendario Fuzz Face, Hendrix riusciva a evocare atmosfere lisergiche e ultraterrene, come se Ravi Shankar si fosse ritrovato a suonare blues su un pianeta lontano.
Quando Purple Haze finalmente uscì nella primavera del 1967, l’effetto sul mondo della musica fu devastante: chitarristi di ogni angolo del globo, ascoltando quei suoni alieni, iniziarono seriamente a chiedersi se non fosse il caso di cambiare mestiere. Era nata una nuova era, e la Jimi Hendrix Experience, nel pieno della loro alchimia a tre, aveva appena scritto il primo capitolo della leggenda dei Power Trio.
Il contesto storico: Swinging London e la rivoluzione dei Power Trio
Il 1967 non fu solo l’anno della Summer of Love, ma anche il punto di svolta in cui Londra si affermò come la capitale globale della creatività musicale. In una scena dominata da band numerose e arrangiamenti sempre più complessi, la scelta di presentarsi in tre aveva quasi il sapore di una sfida. Eppure, la Jimi Hendrix Experience dimostrò che con una chitarra, un basso e una batteria si poteva creare una tempesta sonora capace di travolgere tutto ciò che era venuto prima.

La forza della Experience stava proprio nell’equilibrio e nel talento dei suoi membri. Mentre Hendrix ridefiniva il ruolo della chitarra con la sua visione fuori dagli schemi, Noel Redding al basso si faceva carico delle fondamenta del groove, spesso sperimentando linee melodiche che andavano ben oltre il semplice accompagnamento. Redding, pur provenendo originariamente dalla chitarra, seppe adattarsi all’anima pulsante del trio, creando un dialogo continuo con il drumming di Mitch Mitchell. Mitchell, dal canto suo, portava nella Experience la lezione del jazz: rapidità di riflessi, libertà d’invenzione e un approccio ritmico che trasformava ogni pezzo in una jam imprevedibile. Insieme, questi tre musicisti riuscivano a costruire un suono denso e stratificato, anche senza l’apporto di tastiere o ritmiche aggiuntive.
La Jimi Hendrix Experience non fu soltanto la band che portò la chitarra verso territori inesplorati: fu anche il gruppo che dimostrò quanto potente, coraggiosa e moderna potesse essere la formula del Power Trio. Il loro impatto si sentì subito e si fece sentire a lungo: dopo di loro, tantissime band -dai Cream ai Rush, passando per i Police-, presero spunto da questa formazione essenziale, ma capace di infinite sfumature.
Un viaggio che continua
Con questa serie, PassioneStrumenti vuole celebrare i grandi Power Trio della storia del rock e del blues: formazioni dove la chimica, la creatività e il coraggio di sperimentare hanno dato vita a opere senza tempo. Grazie alla passione e alla competenza di Francesco Di Mauro, Roberto De Rosa e Riccardo Ierardi, ogni episodio sarà un’occasione per riscoprire la magia di questi capolavori, ascoltarli con orecchie nuove e apprezzare davvero la loro rivoluzionaria semplicità.
Siete pronti a fare un viaggio nel tempo per riscoprire come sono nate queste leggende monumentali della musica?