Per anni sembrava una di quelle reunion destinate a esistere soltanto nelle speranze dei fan. Un nome che tornava ciclicamente nelle interviste, qualche dichiarazione ambigua, indizi lasciati qua e là e poi, inevitabilmente, di nuovo il silenzio.
Questa volta, però, è successo davvero.
I Faith No More tornano sul palco.
La band ha annunciato i primi concerti dal vivo dal 2016 e lo farà nel modo meno discreto possibile: quattro enormi show negli stadi di Australia e Nuova Zelanda all’inizio del 2027, insieme ai System of a Down.
Sydney, Melbourne, Brisbane e Wellington saranno le città che assisteranno al ritorno di una delle formazioni più imprevedibili e influenti della storia dell’alternative rock.
E soprattutto c’è lui: Mike Patton.
Una presenza fondamentale, perché immaginare i Faith No More senza la sua voce, la sua teatralità e quella capacità quasi patologica di trasformare ogni canzone in qualcosa di diverso dal previsto sarebbe praticamente impossibile.
Dopo oltre dieci anni, quindi, il conto alla rovescia può cominciare.
Quattro concerti e un messaggio semplicissimo: “It’s been a minute”
Niente lunghi comunicati celebrativi. Niente frasi sul destino, sull’amicizia ritrovata o sulla necessità di tornare alle proprie radici.
Per annunciare il ritorno, i Faith No More hanno scelto poche parole:
“It’s been a minute.”
Un modo decisamente riduttivo per descrivere un’assenza durata più di un decennio.
Il calendario attualmente annunciato prevede quattro appuntamenti:
- 22 gennaio 2027 – Sydney, Accor Stadium
- 27 gennaio 2027 – Melbourne, Marvel Stadium
- 1 febbraio 2027 – Brisbane, Suncorp Stadium
- 7 febbraio 2027 – Wellington, HNRY Stadium
Al loro fianco ci saranno i System of a Down, creando un’accoppiata che sembra costruita appositamente per ricordare quanto il rock alternativo degli anni Novanta e Duemila continui ad avere un peso enorme.
Ma ridurre tutto a un’operazione nostalgia sarebbe un errore.
Perché Faith No More e System of a Down hanno qualcosa in comune che va ben oltre il pubblico generazionale: nessuna delle due band ha mai avuto particolare interesse nel rispettare le regole del genere a cui veniva associata.
Ed è esattamente per questo che, decenni dopo, continuano a sembrare difficili da sostituire.
Perché il ritorno dei Faith No More fa rumore?
C’è una ragione per cui la Faith No More reunion 2027 sta facendo così tanto rumore.
Non stiamo parlando semplicemente di una band famosa degli anni Novanta che decide di rimettersi insieme per qualche concerto.
I Faith No More sono stati una gigantesca anomalia.
Metal, funk, punk, hardcore, pop, progressive, soul, elettronica, lounge music: nella loro discografia questi elementi potevano convivere all’interno dello stesso album e, a volte, persino della stessa canzone.
Quando nel 1989 uscì The Real Thing, il grande pubblico scoprì una band difficilissima da incasellare. E quando Epic esplose su MTV, sembrò improvvisamente possibile immaginare un’altra forma di heavy music.
C’erano chitarre enormi, basso funk, tastiere, rap, melodie pop e un cantante capace di passare da una voce quasi soul a urla completamente fuori controllo.
Quel cantante era Mike Patton.
Aveva poco più di vent’anni.
E il rock alternativo non sarebbe più stato esattamente lo stesso.
Mike Patton, l’anti-frontman diventato un modello
Parlare dei Faith No More senza concentrarsi su Patton è quasi impossibile.
Non soltanto perché è uno dei cantanti tecnicamente più versatili della sua generazione, ma perché ha costruito una carriera facendo praticamente l’opposto di ciò che ci si aspetterebbe da una rockstar.
Nel momento in cui avrebbe potuto trasformarsi in un frontman da classifica, Patton ha iniziato a moltiplicare i progetti.
Mr. Bungle, Fantômas, Tomahawk, Peeping Tom, Mondo Cane, colonne sonore, collaborazioni sperimentali e una quantità quasi assurda di deviazioni artistiche.
La prevedibilità non è mai stata esattamente il suo forte.
Ed è anche ciò che rende questo ritorno interessante.
Un tour dei Faith No More con un Patton semplicemente impegnato a riprodurre fedelmente il passato sarebbe quasi contrario allo spirito stesso della band.
La domanda non è soltanto “come suoneranno?”.
È: che Faith No More troveremo nel 2027?
Dal successo mondiale alla separazione
La storia dei Faith No More, del resto, non è mai stata particolarmente lineare.
Dopo The Real Thing arrivò nel 1992 Angel Dust, probabilmente il disco che più di ogni altro ha definito la loro identità.
Se il successo precedente avrebbe potuto suggerire una formula da replicare, loro fecero esattamente il contrario.
Angel Dust era più oscuro, disturbante, sperimentale e difficile.
Poi arrivarono King for a Day… Fool for a Lifetime nel 1995 e Album of the Year nel 1997.
Nel 1998, la separazione.
Fine della storia.
Almeno apparentemente.
Perché nel 2009 i Faith No More tornarono insieme e iniziarono una nuova fase live, culminata nel 2015 con ** Sol Invictus **, il primo album di materiale originale dopo diciotto anni.
Sembrava l’inizio di una seconda vita.
Non lo fu davvero.
Quel ritorno che non è mai arrivato
Il capitolo più complicato della storia recente dei Faith No More riguarda proprio i concerti che avrebbero dovuto riportarli stabilmente sul palco.
Dopo gli ultimi show del 2016, la band rimase sostanzialmente inattiva.
Un nuovo ritorno era stato programmato negli anni successivi, ma i piani furono cancellati.
Mike Patton spiegò pubblicamente di non essere nelle condizioni necessarie per affrontare il tour, parlando delle difficoltà personali che stava attraversando.
Da quel momento il futuro dei Faith No More tornò a essere una gigantesca incognita.
Nessuno scioglimento definitivo.
Ma nemmeno vere garanzie.
E quando una band come questa entra in una zona grigia per così tanto tempo, inevitabilmente si comincia a pensare che forse sia finita senza che nessuno abbia avuto voglia di pronunciare ufficialmente la parola “fine”.
Fino al 2026.
Prima gli indizi, poi la conferma
Negli ultimi mesi qualcosa aveva iniziato a muoversi.
La band aveva pubblicato riferimenti al 2027 e il bassista Billy Gould aveva lasciato intendere che il ritorno sul palco fosse finalmente concreto.
Poi sono arrivati gli indizi nelle città australiane.
Murales, proiezioni, simboli comparsi a Sydney, Melbourne e Brisbane hanno iniziato ad alimentare le teorie dei fan.
Il 27 luglio la conferma.
Faith No More e System of a Down insieme nel 2027.
Non un festival.
Non una comparsata celebrativa.
Stadi.
Una scelta che rende immediatamente evidente la dimensione dell’operazione.
Faith No More e System of a Down: l’accoppiata ha perfettamente senso
A prima vista potrebbe sembrare semplicemente un grande double bill rock.
In realtà, l’abbinamento è quasi perfetto.
I System of a Down appartengono alla generazione successiva, ma condividono con i Faith No More la stessa allergia alle classificazioni.
Ascoltare Toxicity significa attraversare metal, punk, folk armeno, melodie assurde, improvvisi cambi di tempo e una teatralità vocale completamente fuori dagli standard.
Una libertà compositiva che, per certi versi, deve qualcosa al terreno preparato anni prima da gruppi come Faith No More e Mr. Bungle.
Entrambe le band sono riuscite in qualcosa di rarissimo: diventare enormi senza diventare normali.
E oggi questa caratteristica sembra ancora più preziosa.
Non chiamatela semplicemente nostalgia
Il mercato live contemporaneo è pieno di reunion.
Band sciolte da decenni tornano insieme, album storici vengono suonati integralmente, tour celebrativi riempiono arene e festival.
La nostalgia è diventata una delle industrie più redditizie della musica.
Ma i Faith No More rappresentano un caso leggermente diverso.
Perché la loro influenza non appartiene soltanto al passato.
La libertà con cui oggi rock, metal, hip hop, elettronica e pop vengono mescolati sembra assolutamente normale. Negli anni in cui i Faith No More costruivano la propria identità, lo era molto meno.
Il loro DNA è rintracciabile in decine di band arrivate dopo.
E forse proprio per questo canzoni come Epic, Midlife Crisis, Falling to Pieces, Evidence, Ashes to Ashes o We Care a Lot continuano a funzionare senza sembrare semplicemente reperti da museo.
Sono strane ancora oggi.
Ed essere ancora strani dopo quarant’anni è un risultato niente male.
E adesso arriva la domanda inevitabile: arriveranno anche in Europa?
Per il momento, bisogna essere chiari: le uniche date confermate sono quelle in Australia e Nuova Zelanda.
Ma è praticamente inevitabile che l’annuncio alimenti una domanda.
Davvero i Faith No More rimetteranno in moto la macchina soltanto per quattro concerti?
Possibile, certo.
Con questa band dare qualcosa per scontato non è mai stata una buona idea.
Ma quattro show negli stadi sembrano anche un test perfetto per capire quale possa essere il futuro del gruppo.
Se tutto funzionerà, la prospettiva di nuove date nel resto del mondo diventerà inevitabilmente ancora più interessante.
E per i fan europei comincia già l’attesa.
Il rock aveva ancora bisogno dei Faith No More?
Probabilmente sì, ma non perché manchino band capaci di suonare forte.
Mancano band capaci di essere difficili da prevedere.
I Faith No More sono diventati importanti proprio perché non hanno mai dato l’impressione di voler occupare comodamente il posto che il mercato aveva preparato per loro. Quando trovavano una formula funzionante, spesso sembravano essere i primi a volerla distruggere.
Ed è questo che rende il loro ritorno più interessante della solita reunion.
Nel 2027 Mike Patton avrà più di sessant’anni. Billy Gould e Mike Bordin saranno molto lontani dai ragazzi che costruirono quelle canzoni con un’intensità quasi fisica. Lo stesso Gould ha riconosciuto quanto il repertorio dei Faith No More richieda ancora oggi un impegno enorme sul palco.
Forse è proprio questo il punto.
Non sappiamo per quanto tempo potranno ancora farlo.
Non sappiamo se arriverà un nuovo album.
Non sappiamo se dopo Australia e Nuova Zelanda verranno annunciati Stati Uniti, Europa o altri territori.
E non sappiamo nemmeno se questa sarà l’apertura di un nuovo capitolo o semplicemente una breve, violentissima parentesi.
Ma dopo undici anni di silenzio live, finalmente c’è qualcosa di concreto.
I Faith No More sono tornati.
E conoscendoli, la parte più interessante potrebbe essere proprio scoprire cosa hanno intenzione di fare adesso.
Ulteriori Informazioni:
- Faith No More: Mike Patton torna sul palco dopo 11 anni - 28. Luglio 2026
- Little Richard inventò il rock, poi lo rinnegò: perché arrivò a definirlo “la musica del diavolo” - 23. Luglio 2026
- Liam Gallagher demolisce l’Halftime Show dei Mondiali - 21. Luglio 2026