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Strymon La Brea Analog Tape Drive porta una delle idee più apprezzate del Deco all’interno di un pedale decisamente più semplice e, soprattutto, completamente analogico. Il nuovo stompbox entra nella Series A del marchio californiano e punta tutto sulla saturazione in stile tape, spaziando da un leggero ispessimento del suono fino a overdrive decisamente pronunciati e territori quasi fuzz.

Niente preset, MIDI, USB o aggiornamenti firmware: La Brea segue la filosofia essenziale già adottata da Strymon per la propria nuova gamma analogica, privilegiando pochi controlli e un circuito dedicato a una precisa identità sonora.

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Strymon La Brea entra nella Series A

La Brea si aggiunge alla famiglia di pedali Series A, la linea con cui Strymon sta esplorando una direzione diversa rispetto ai complessi stompbox digitali per cui il marchio è diventato famoso.

Tra i modelli già arrivati sul mercato troviamo il Strymon Fairfax Preamp, un preamp e drive completamente analogico progettato per ricreare alcuni comportamenti tipici di un piccolo amplificatore valvolare in Classe A, e il Canoga Vintage Silicon Fuzz.

Con La Brea, l’attenzione si sposta invece sulle macchine a nastro e sul modo in cui i loro circuiti reagiscono quando il segnale viene progressivamente spinto verso la saturazione.

L’ispirazione dichiarata è piuttosto evidente: il Strymon Deco, uno dei pedali più conosciuti del produttore e da anni utilizzato proprio per aggiungere saturazione, compressione e colore in stile tape.

La differenza fondamentale è però nell’approccio. La Brea non ripropone l’intera architettura del Deco né la sua sezione Doubletracker, ma prende come punto di partenza il concetto della Tape Saturation e lo trasforma in un effetto analogico dedicato.

Dal calore del nastro fino quasi al fuzz

Il concetto dietro Strymon La Brea è quello di riprodurre il comportamento progressivo di una macchina a nastro portata oltre il normale livello operativo.

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A regolazioni moderate, l’effetto può essere utilizzato per aggiungere calore, compressione e contenuto armonico, modificando il segnale senza trasformarne completamente il carattere.

Aumentando il controllo Tape Saturation, però, il circuito comincia a comportarsi sempre più come un vero drive.

La compressione diventa più evidente, le armoniche aumentano e il suono può passare da un crunch relativamente trasparente a una distorsione più ruvida e aggressiva.

Spingendo ulteriormente il circuito, La Brea può arrivare fino a sonorità fuzz-like, andando quindi ben oltre il semplice ruolo di sweetener “always on” che molti chitarristi associano alla saturazione del Deco.

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Ulteriori informazioni

Gain: due range di saturazione

Uno degli elementi fondamentali del pedale è lo switch Gain, dotato delle modalità Norm e High.

In modalità Norm il circuito lavora su livelli di saturazione più contenuti, risultando particolarmente adatto a chi vuole aggiungere colore al proprio suono o ottenere un crunch dinamico senza modificare eccessivamente l’attacco dello strumento.

Passando su High, il range di guadagno aumenta sensibilmente.

È qui che La Brea mostra il suo lato più aggressivo, permettendo di raggiungere distorsioni molto più pronunciate e texture che possono avvicinarsi al comportamento di un fuzz.

Non si tratta quindi soltanto di un pedale pensato per “scaldare” un segnale pulito. La quantità di gain disponibile permette di utilizzarlo anche come vero e proprio drive principale all’interno della pedalboard.

Shift modifica il carattere del drive

Accanto al controllo Gain troviamo lo switch Shift, pensato per modificare il voicing del circuito.

In base alla posizione selezionata è possibile intervenire sul modo in cui vengono enfatizzate le frequenze medio-alte, passando da una risposta più naturale a configurazioni capaci di rendere il suono maggiormente presente nel mix.

Questo tipo di controllo può essere particolarmente utile quando La Brea viene utilizzato con amplificatori, chitarre o altri pedali caratterizzati da risposte molto differenti.

Con un suono già ricco di basse e medio-basse, ad esempio, una maggiore enfasi sulle frequenze superiori può aiutare a mantenere definizione. Viceversa, altre impostazioni possono dare più corpo al drive quando il segnale di partenza risulta particolarmente sottile.

Tape Saturation, Level e segnale Dry

L’interfaccia principale rimane volutamente semplice.

Tape Saturation determina la quantità di saturazione applicata, mentre Level permette di controllare il volume d’uscita.

Particolarmente interessante è però il controllo dedicato al Dry, che consente di miscelare nuovamente il segnale pulito con quello processato.

Questa possibilità diventa importante soprattutto utilizzando quantità elevate di saturazione.

Quando un circuito drive viene spinto molto, infatti, parte dell’attacco originale e della definizione sulle basse frequenze può andare persa. Reintroducendo una porzione del segnale dry è possibile mantenere maggiormente intatti transienti e low-end, lasciando contemporaneamente al circuito saturo il compito di aggiungere armoniche e carattere.

È una caratteristica che rende La Brea potenzialmente interessante anche al di fuori dell’utilizzo tradizionale con la chitarra elettrica, ad esempio con basso, sintetizzatori e drum machine.

Circuito analogico a 24 volt

Uno degli aspetti tecnici più interessanti dello Strymon La Brea riguarda la tensione operativa interna.

Il pedale viene alimentato normalmente a 9 V, così da poter essere integrato senza particolari problemi in una pedalboard tradizionale, ma internamente il circuito lavora a 24 V.

La maggiore tensione permette di ottenere più headroom e un range dinamico più ampio, mantenendo basso il rumore anche quando il circuito viene spinto verso livelli di saturazione elevati.

È un approccio che Strymon ha già utilizzato nella propria gamma analogica: il già citato Fairfax, ad esempio, sfrutta a sua volta una tensione interna elevata per cercare di ottenere una risposta più vicina a quella di un circuito da amplificatore.

  • Strymon La Brea
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La Brea contro Deco: cosa cambia?

Il paragone con Strymon Deco è inevitabile, ma i due prodotti non sono realmente sovrapponibili.

Deco rimane un pedale decisamente più articolato, costruito attorno alla ricostruzione delle caratteristiche delle registrazioni su nastro e dotato anche della sezione Doubletracker, con cui ottenere effetti di doubling, slapback, chorus e flanging.

La Brea prende invece un solo concetto e lo porta in una direzione differente: la saturazione.

L’obiettivo è offrire un pedale drive immediato e completamente analogico, senza preset o funzioni secondarie, ma con un range di guadagno molto ampio.

Per chi utilizza principalmente il lato Tape Saturation del Deco come overdrive o sweetener, il nuovo La Brea rappresenta quindi una proposta particolarmente interessante. Chi sfrutta invece Deco soprattutto per le sue modulazioni e per il double tracking continuerà a trovare nel modello originale uno strumento molto più completo.

Un pedale volutamente semplice

La scelta di rinunciare a MIDI, USB, preset e software è probabilmente uno degli aspetti che definiscono maggiormente La Brea.

Negli ultimi anni Strymon ha costruito parte della propria reputazione proprio attorno a pedali digitali estremamente potenti e programmabili. La Series A segue invece una filosofia quasi opposta.

Si collega il pedale, si regolano Level e Tape Saturation, si sceglie il range di gain e il voicing e si suona.

È una scelta che rende La Brea particolarmente diverso da prodotti come BigSky MX o TimeLine MX e che avvicina Strymon al mondo dei classici produttori di overdrive e fuzz analogici.

Prezzo e disponibilità

Il nuovo Strymon La Brea Analog Tape Drive è già ordinabile.

Il prezzo europeo indicato è di circa 229 euro, collocandolo nella fascia medio-alta del mercato dei pedali drive analogici.

È possibile ordinare Strymon La Brea su Thomann.

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Strymon La Brea: meno funzioni, più carattere?

Con La Brea, Strymon continua quindi a sviluppare un lato del proprio catalogo molto diverso rispetto ai grandi pedali digitali che hanno reso celebre il marchio.

La formula è volutamente essenziale: circuito completamente analogico, saturazione in stile tape, due range di gain, voicing selezionabile e possibilità di miscelare il segnale dry.

Il legame con Deco rende immediatamente comprensibile il punto di partenza, ma La Brea sembra voler andare oltre il semplice effetto di saturazione, trasformandosi progressivamente in un overdrive e arrivando, alle regolazioni più estreme, fino a sonorità vicine a un fuzz.

Una proposta che potrebbe risultare particolarmente interessante per chi apprezza il carattere della saturazione da nastro, ma preferisce un pedale più diretto e completamente analogico.

E voi utilizzereste La Brea come sweetener sempre acceso o preferireste spingerlo fino ai territori fuzz? Fatecelo sapere nei commenti.

Francesco Di Mauro
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