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La D’Addario XPND è una di quelle soluzioni pensate per una categoria molto precisa di musicisti: chitarristi e bassisti che non hanno mai una pedaliera davvero definitiva. C’è chi cambia spesso pedali, chi riduce il setup per le prove, chi lo amplia per il live, chi viaggia leggero e chi, semplicemente, non sa mai quanti stompbox porterà con sé fino al momento di uscire di casa.

Nel video di oggi, la protagonista è proprio una pedalboard espandibile, pensata per adattarsi alle esigenze reali del musicista moderno. Non una semplice base su cui fissare pedali, ma un sistema che prova a rispondere a più problemi insieme: spazio, trasporto, alimentazione, rumori di fondo, cablaggio e praticità sul palco.

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L’idea di fondo è semplice, ma molto interessante: avere una pedaliera che può diventare più piccola o più grande in base al setup del momento. Una soluzione che può fare comodo tanto al chitarrista quanto al bassista, soprattutto se abituati a lavorare con configurazioni diverse a seconda della situazione.

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Ulteriori informazioni

Una pedalboard espandibile per setup sempre diversi

Il punto più interessante della D’Addario XPND è già nel nome: la pedalboard si espande. Questo significa che non obbliga il musicista a scegliere una dimensione fissa una volta per tutte, ma permette di adattare lo spazio disponibile al numero di pedali che si vogliono usare.

È un dettaglio tutt’altro che secondario. Chi suona con i pedali sa bene quanto sia difficile trovare la misura giusta. Una pedaliera troppo piccola diventa subito limitante: basta aggiungere un compressore, un accordatore o un pedale di ambiente e lo spazio finisce. Una troppo grande, invece, può risultare scomoda da trasportare, eccessiva per i setup essenziali e poco pratica quando bisogna muoversi velocemente tra casa, studio, prove e live.

La XPND prova a risolvere questo compromesso con una struttura modulare. Da chiusa, secondo quanto mostrato nel video, arriva a una misura minima molto compatta, circa 35 cm, abbastanza contenuta da poter entrare anche in uno zaino piccolo. Quando serve più spazio, invece, si può estrarre la parte aggiuntiva e aumentare la superficie utile per accogliere altri pedali.

È una soluzione molto coerente con il modo in cui molti musicisti usano davvero i propri effetti: non sempre tutti insieme, non sempre nello stesso ordine e non sempre nello stesso contesto.

Perché una pedaliera modulare può cambiare il modo di organizzare il setup

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La pedaliera per chitarra e basso viene spesso vista come un oggetto statico: una volta montata, resta così. In realtà molti musicisti cambiano configurazione di continuo. C’è chi ha una pedalboard da casa, una da live, una da studio, oppure chi smonta e rimonta tutto in base al progetto.

Una pedalboard espandibile come la D’Addario XPND nasce proprio per questo tipo di approccio. Il vantaggio non è solo avere più o meno spazio, ma poter ragionare in modo più flessibile sul proprio setup. Per una prova veloce può bastare accordatore, compressore e overdrive. Per un live più strutturato si possono aggiungere modulazioni, delay, riverberi o pedali dedicati a funzioni specifiche.

Nel video viene mostrato un setup molto pratico, con alcuni pedali già montati e cablati: accordatore, compressore, octave down e distorsore. Una configurazione semplice ma credibile, che permette di capire bene il senso del prodotto. Non siamo davanti a una pedaliera enorme da collezionista di effetti, ma a una soluzione concreta per chi vuole tenere tutto ordinato senza rinunciare alla possibilità di espandere.

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Alimentazione pedalboard: il problema dei rumori di fondo

Un altro tema centrale del video riguarda l’alimentazione pedalboard. Chi ha usato pedali per un po’ sa che l’alimentazione può diventare una delle fonti principali di problemi: ronzii, rumori di fondo, interferenze, cavi in eccesso e alimentatori che occupano spazio o complicano il setup.

Nel sistema mostrato, D’Addario affianca alla pedalboard un alimentatore compatto, descritto nel video come una sorta di power supply per pedalini a 9 volt. La particolarità più interessante è la possibilità di sganciarsi dalla rete elettrica, utilizzando una soluzione a batteria. Questo può aiutare a ridurre alcune problematiche legate ai rumori di fondo e, soprattutto, rende il setup più indipendente.

Per chi suona dal vivo, questa è una caratteristica potenzialmente molto comoda. Non sempre sul palco le prese sono dove dovrebbero essere. Non sempre la corrente è pulita. Non sempre si ha voglia di gestire ciabatte, alimentatori, prolunghe e cavi che attraversano la zona dei piedi. Una pedalboard alimentata in modo più ordinato e autonomo può semplificare molto il lavoro.

Power Gateway e gestione dell’alimentazione

Nel video viene mostrato anche un accessorio fondamentale del sistema: il Power Gateway. Il suo compito è collegare la batteria al resto della pedalboard, permettendo di distribuire l’alimentazione ai pedali.

L’aspetto interessante è che il sistema sembra pensato non solo per alimentare i pedali, ma anche per integrarsi fisicamente con la pedalboard. L’alimentatore può essere sistemato nell’alloggio sotto la pedaliera, mantenendo la parte superiore più pulita e ordinata. In questo modo il musicista non si ritrova con componenti sparsi, cavi in vista e alimentatori appoggiati dove capita.

C’è anche una soluzione di emergenza: se la batteria dovesse scaricarsi, si può comunque alimentare il sistema tramite alimentatore collegato alla corrente. Questo dettaglio rende il sistema più credibile per un uso reale. L’alimentazione a batteria è comoda, ma sul palco serve sempre un piano B. Sapere di poter tornare alla rete elettrica in caso di necessità è un punto importante.

Cablaggio più pulito con cavi regolabili

Un altro aspetto affrontato nel video riguarda il cablaggio. Chiunque abbia montato una pedalboard sa quanto i cavi possano diventare rapidamente un problema. Troppo lunghi, troppo corti, troppo rigidi, disordinati, difficili da sistemare sotto o tra i pedali.

D’Addario propone anche dei cavetti di alimentazione regolabili in distanza, pensati per ottimizzare il wiring della pedaliera. Sembra un dettaglio piccolo, ma in una pedalboard compatta può fare molta differenza.

Un cablaggio pulito non è solo una questione estetica. Significa meno ingombro, meno rischio di scollegare qualcosa accidentalmente, meno confusione durante il montaggio e più facilità nel capire dove intervenire se qualcosa non funziona. Una pedaliera ordinata è anche più veloce da usare e da correggere in caso di problemi.

Nel video, il setup assemblato appare proprio orientato a questo obiettivo: pochi pedali, alimentazione ben gestita, cavi ordinati e la possibilità di spegnere tutto rapidamente quando si finisce di suonare.

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Montaggio semplice e accessori pratici

La fase di montaggio è molto semplice: poche viti, una chiave a brugola inclusa nel kit e una struttura che non sembra richiedere competenze particolarmente avanzate.

Questo è un punto importante, perché non tutti i musicisti hanno voglia di trasformare il montaggio della pedaliera in un’operazione da banco tecnico. Una pedalboard deve essere solida, ma anche facile da assemblare. Deve permettere di arrivare rapidamente al punto: montare i pedali, alimentarli, collegarli e suonare.

Interessante anche la presenza dei topper, accessori da montare a pressione sui footswitch. Niente brugole, niente viti da stringere, solo un sistema semplice da applicare. I topper possono rendere più comodo l’uso dei pedali, soprattutto dal vivo, quando bisogna colpire lo switch con precisione e rapidità.

Una pedalboard pensata per chitarristi e bassisti “indecisi”

La parola “indecisi”, usata nel video con tono ironico, descrive bene una categoria ampia di musicisti. Non si tratta davvero di indecisione, ma di versatilità. Molti chitarristi e bassisti non hanno un solo suono, un solo progetto o un solo modo di usare i pedali.

Un bassista potrebbe usare un setup minimale per funk e pop, ma aggiungere distorsione, octaver e compressore per contesti più moderni. Un chitarrista potrebbe usare pochi pedali in studio e una catena più lunga dal vivo. Chi suona in più band, poi, sa bene che la pedaliera perfetta per un progetto può essere completamente sbagliata per un altro.

La D’Addario XPND entra proprio in questo scenario: non promette di scegliere al posto tuo quali pedali usare, ma ti dà una base più flessibile per organizzarli. È una differenza importante. La pedaliera non deve sostituire il gusto del musicista, ma accompagnarlo.

Mic Mute: la chicca finale del sistema D’Addario

Ritorna anche un accessorio diverso dalla pedalboard, ma comunque molto interessante: il Mic Mute. Si tratta di uno strumento pensato per chi usa un microfono in contesti live, prove o situazioni di comunicazione interna.

L’idea è semplice: quando ci si allontana dal microfono, il segnale viene chiuso automaticamente, evitando che il microfono resti aperto in modo indesiderato. È una funzione molto utile per chi usa un talkback interno alla band, per chi comunica con tecnici o musicisti sul palco, o semplicemente per chi vuole evitare rumori, respiri, parole fuori contesto e rientri indesiderati nel microfono.

Anche qui emerge la stessa filosofia vista nella XPND: risolvere problemi pratici. Non si tratta di effetti creativi o accessori “da vetrina”, ma di strumenti pensati per rendere il setup più ordinato, controllabile e professionale.

Abbiamo anche una recensione approfondita, la trovate a questo link!

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D’Addario XPND: a chi conviene davvero?

La D’Addario XPND può essere una soluzione molto interessante per diversi tipi di musicisti. Può piacere a chi cerca una pedalboard compatta da portare facilmente in giro, ma anche a chi vuole una base che possa crescere quando il setup diventa più complesso.

È particolarmente adatta a chi cambia spesso configurazione, a chi suona sia in casa sia dal vivo, a chi vuole ridurre il numero di cavi visibili e a chi cerca un sistema più ordinato per alimentare i propri pedali. Il fatto che possa arrivare a una dimensione molto compatta da chiusa la rende interessante anche per chi viaggia leggero o non vuole portare con sé una pedaliera ingombrante in ogni occasione.

Naturalmente non tutti hanno bisogno di una pedalboard espandibile. Chi usa sempre gli stessi due o tre pedali potrebbe essere già soddisfatto da una soluzione fissa e minimale. Chi invece vive la pedaliera come uno spazio in continua evoluzione può trovare nella XPND un’idea molto più vicina alle proprie esigenze.

Conclusioni: una pedalboard smart, ma soprattutto concreta

La forza della D’Addario XPND non sta solo nel fatto di essere espandibile. Sta nel modo in cui prova a mettere insieme più esigenze reali: trasportabilità, modularità, alimentazione, ordine e praticità. È una pedalboard pensata per chi non vuole sentirsi bloccato da una misura fissa e per chi cerca un sistema più intelligente per organizzare pedali e accessori.

La XPND non è presentata come un oggetto complicato o rivoluzionario a tutti i costi, ma come una soluzione pratica per musicisti che hanno bisogno di adattarsi. Una pedaliera che può stare in uno zaino, ma che può anche espandersi quando il setup lo richiede. Un sistema che può funzionare a batteria, ma che mantiene la possibilità di essere alimentato dalla rete. Una struttura pensata per ordinare il cablaggio e semplificare la gestione quotidiana dei pedali.

Se sei un chitarrista o un bassista con una pedaliera sempre in movimento, la D’Addario XPND merita sicuramente uno sguardo. Guarda il video completo sul canale YouTube di Passione Strumenti per vedere da vicino montaggio, alimentazione, cablaggio e accessori del sistema. E se vuoi altri contenuti dedicati a strumenti, effetti e setup reali per musicisti, iscriviti al canale e continua a seguire Passione Strumenti.

Luca Angelici
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D’Addario XPND: la pedalboard per chi cambia sempre setup
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