MOTU aggiorna finalmente la sua storica DAW con Digital Performer 12. Dopo circa cinque anni dalla versione 11 arrivano mixing Dolby Atmos integrato, Stem Separation basata su AI, la nuova Arrangement Strip e numerosi miglioramenti pensati per velocizzare il workflow.
Ci sono DAW che ricevono nuove major release praticamente ogni anno.
Digital Performer appartiene decisamente a un’altra categoria.
MOTU ha lasciato passare circa cinque anni dall’arrivo di Digital Performer 11, ma ora la versione 12 è finalmente disponibile e porta con sé alcune novità decisamente importanti.
Non si tratta soltanto di piccoli ritocchi all’interfaccia.
Digital Performer 12 introduce strumenti che rispondono direttamente ad alcune delle tendenze più importanti della produzione musicale contemporanea: audio immersivo, separazione degli stem tramite intelligenza artificiale e arrangiamento non distruttivo delle sezioni di un brano.
MOTU Digital Performer 12: Dolby Atmos dentro la DAW
Una delle novità principali riguarda il supporto completo a Dolby Atmos.
Digital Performer 12 permette ora di creare, mixare, monitorare, renderizzare ed esportare progetti immersivi direttamente dalla DAW.
È possibile posizionare strumenti, effetti, dialoghi e altre sorgenti all’interno di uno spazio tridimensionale, compresa la dimensione verticale, utilizzando le automazioni già disponibili nel mixer di DP.
Il software supporta configurazioni di monitoraggio fino a 9.1.6.
Chi non dispone di una stanza equipaggiata per l’audio immersivo può comunque utilizzare il monitoraggio binaurale attraverso normali cuffie stereo.
MOTU integra inoltre un Dolby Atmos Renderer interno, evitando quindi la necessità di utilizzare un renderer esterno per completare il workflow.
Mix immersivi pronti per Apple Music e Tidal
L’integrazione Atmos non è pensata soltanto per il cinema o la post-produzione.
Digital Performer 12 permette infatti di preparare contenuti immersivi destinati anche alle piattaforme musicali che supportano Dolby Atmos.
Questo significa poter passare dal progetto al mix immersivo finale all’interno dello stesso ambiente di lavoro.
È una funzione particolarmente coerente con il pubblico storico di Digital Performer, software da sempre molto utilizzato anche nel mondo della composizione per immagini, scoring e post-produzione.
Stem Separation: arriva l’intelligenza artificiale
Naturalmente nel 2026 non poteva mancare una funzione basata sull’AI.
Digital Performer 12 introduce una nuova Stem Separation capace di analizzare un mix completo e dividerlo automaticamente in più elementi.
Il sistema può isolare:
- batteria
- basso
- voce
- chitarra
- archi ensemble
- ottoni ensemble
È inoltre possibile scegliere quali stem generare oppure creare una versione del mix dalla quale vengono rimossi determinati elementi.
Remix, backing track e materiale senza multitraccia
Gli utilizzi possibili sono numerosi.
Si può isolare una voce per realizzare un remix, rimuovere la chitarra da un brano per creare una backing track oppure recuperare singoli elementi da materiale del quale non sono più disponibili le tracce originali.
Particolarmente interessante è la possibilità di separare anche sezioni di archi e ottoni, andando quindi oltre la classica suddivisione voce-batteria-basso-resto offerta da molti sistemi di source separation.
Naturalmente la qualità effettiva dipenderà sempre dal materiale originale, ma integrare questa funzione direttamente nella DAW elimina diversi passaggi intermedi.
Arrangement Strip: spostare un intero ritornello con un gesto
Un’altra delle novità più interessanti è la nuova Arrangement Strip.
La funzione compare sotto la timeline nelle finestre Tracks Overview e Sequence Editor e permette di definire le diverse sezioni di un progetto.
Intro, strofa, ritornello, bridge e altre parti possono quindi essere rappresentate attraverso barre colorate.
A quel punto basta trascinare una sezione per spostare contemporaneamente tutto il materiale contenuto nelle tracce sottostanti.
Non è quindi necessario selezionare manualmente decine di regioni prima di modificare la struttura di un brano.
Duplicare, tagliare e riordinare le sezioni
Arrangement Strip non serve soltanto a spostare i blocchi.
Le sezioni possono essere:
duplicate, riordinate, tagliate, eliminate o separate.
Con Option/Alt + drag, ad esempio, è possibile duplicare rapidamente un’intera sezione.
Le diverse parti possono agganciarsi tra loro oppure lasciare spazi vuoti, una possibilità particolarmente utile quando si lavora con musica sincronizzata alle immagini.
È una funzione semplice dal punto di vista concettuale, ma che può velocizzare enormemente la fase in cui si stanno ancora sperimentando differenti strutture del brano.
Track Freeze finalmente più immediato
MOTU ha rivisto anche il funzionamento del Track Freeze.
In Digital Performer 12 è possibile congelare direttamente una traccia con un click, senza dover creare una nuova traccia separata contenente l’audio renderizzato.
Le tracce congelate possono continuare a essere gestite durante il mix.
È inoltre disponibile una funzione Flatten che permette di trasformare definitivamente il risultato del freeze in audio.
Un aggiornamento meno appariscente rispetto ad Atmos o all’AI, ma probabilmente uno di quelli che verranno utilizzati più spesso nel lavoro quotidiano.
MusicXML ora funziona in entrambe le direzioni
Digital Performer è storicamente molto legato al mondo della composizione e dell’orchestrazione.
Con la versione 12 viene quindi ampliato anche il supporto a MusicXML.
La DAW poteva già esportare in questo formato, ma ora può anche importare file MusicXML.
Questo consente un vero scambio bidirezionale con software di notazione come:
Dorico, Sibelius e MuseScore.
Per compositori e arrangiatori che passano frequentemente dalla DAW alla partitura si tratta di un’aggiunta particolarmente utile.
Nuovi Track Preset
Arrivano inoltre i Track Preset, con i quali è possibile salvare configurazioni complete delle tracce.
I preset possono comprendere impostazioni di I/O, EQ, virtual instrument e catene di plugin.
È quindi possibile preparare configurazioni ricorrenti e richiamarle rapidamente in altri progetti.
Per chi lavora con template complessi, grandi orchestrazioni virtuali o configurazioni di mixing ricorrenti, questo può ridurre parecchio il tempo necessario per impostare una sessione.
Import dei comandi da altre DAW
MOTU ha lavorato anche sull’accessibilità per chi proviene da altri software.
Digital Performer 12 permette di utilizzare configurazioni dei comandi ispirate ad altre DAW, facilitando il passaggio per utenti abituati a software come Pro Tools, Cubase, Nuendo, Logic o Ableton Live.
È una funzione meno spettacolare rispetto alla Stem Separation, ma può abbassare notevolmente la curva di apprendimento.
Cambiare DAW significa infatti spesso dover ricostruire anni di memoria muscolare legata alle scorciatoie da tastiera.
Ricerca e organizzazione più evolute
Migliora anche la gestione dei progetti più complessi.
Le Tag possono essere utilizzate come parole chiave assegnabili a tracce e Chunks.
Le nuove funzioni Search permettono poi di effettuare ricerche utilizzando nomi, tag e commenti.
È un’aggiunta che diventa particolarmente utile quando le sessioni contengono centinaia di tracce o quando si utilizzano le caratteristiche Chunks di Digital Performer per gestire più sequenze all’interno dello stesso progetto.
Drag and drop più intelligente
È stato migliorato anche il sistema di importazione tramite drag and drop.
Trascinando file audio esterni o Standard MIDI File all’interno della timeline è ora possibile decidere con maggiore precisione dove inserirli.
Il materiale può essere trascinato su una traccia esistente oppure nello spazio tra due tracce, facendo creare automaticamente a Digital Performer una nuova traccia nella posizione corretta.
Piccoli cambiamenti come questo contribuiscono a rendere la DAW più veloce senza modificare radicalmente il workflow esistente.
Un’interfaccia più reattiva
MOTU introduce anche nuovi Hover Effects e animazioni contestuali.
L’obiettivo è rendere più chiaro quali elementi dell’interfaccia possono essere selezionati o modificati mentre il mouse passa sopra di essi.
Non è un redesign completo di Digital Performer, ma contribuisce a rendere l’interfaccia più moderna e reattiva.
Digital Performer resta una DAW molto particolare
Digital Performer continua a distinguersi dalle DAW più orientate esclusivamente alla produzione musicale.
Accanto alle normali funzioni di registrazione, editing e mix troviamo strumenti pensati specificamente per:
film scoring, post-produzione, live performance, orchestrazione e gestione di grandi progetti MIDI.
La funzione Chunks, ad esempio, permette di mantenere più brani, sequenze e configurazioni V-Rack all’interno dello stesso progetto.
Thomann indica inoltre fino a 256 ingressi e uscite, 198 bus mono o 99 stereo, 20 send per canale e supporto MPE e Articulation Maps.
Digital Performer 12 non cerca quindi necessariamente di diventare un clone di Logic, Cubase o Ableton Live.
L’aggiornamento modernizza soprattutto quegli aspetti nei quali la concorrenza si era mossa più velocemente negli ultimi anni.
Compatibilità di MOTU Digital Performer 12
Digital Performer 12 è disponibile per macOS e Windows.
La versione attuale richiede almeno macOS 12.7 oppure Windows 11 24H2 secondo i requisiti dichiarati al lancio.
Thomann indica inoltre almeno 4 GB di RAM, circa 20 GB di spazio disponibile e, su Windows, un’interfaccia audio compatibile ASIO.
La licenza consente due attivazioni simultanee.
Prezzo e disponibilità
MOTU Digital Performer 12 è già disponibile.
Il prezzo ufficiale negli Stati Uniti rimane di 499 dollari per una nuova licenza, 395 dollari per il competitive crossgrade o l’upgrade da Performer Lite e 195 dollari per l’aggiornamento da una precedente versione di Digital Performer.
Su Thomann Italia la versione completa Digital Performer 12 EN viene proposta al momento a 491 euro, con consegna elettronica immediata.
Dopo cinque anni di attesa, MOTU non ha completamente reinventato Digital Performer.
Ha però aggiunto alcune delle funzioni che mancavano maggiormente a una DAW professionale moderna: Dolby Atmos integrato, separazione degli stem tramite AI e un sistema molto più rapido per ripensare l’arrangiamento di un progetto.
Per gli utenti storici di DP, il salto dalla versione 11 alla 12 è quindi decisamente più sostanzioso di un semplice aggiornamento di manutenzione.
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