
Polyend presenta Loop, una macchina standalone che combina quattro tracce di looping, quattro tracce di batteria, sequencer e oltre 100 effetti. Può registrare strumenti, segnali line o microfoni dinamici, gestire fino a 1.000 progetti e salvare ogni traccia loop come file WAV separato su microSD.
Polyend lo definisce una “idea machine for musicians” e, guardando le caratteristiche, il nuovo Loop cerca effettivamente di andare oltre il classico looper da pedaliera.
Al suo interno troviamo infatti quattro tracce indipendenti per i loop, una drum machine a quattro tracce, un sequencer hardware, più di 100 effetti, gestione dei pattern e la possibilità di organizzare intere sezioni di un brano in progetti richiamabili durante la performance.
Polyend Loop: quattro tracce mono o stereo
Il cuore del dispositivo sono le sue quattro tracce audio indipendenti.
Ognuna può lavorare in mono oppure stereo e registrare fino a 60 secondi per traccia.
È possibile registrare direttamente uno strumento, una sorgente a livello linea o un microfono dinamico, oppure caricare materiale precedentemente preparato dalla scheda microSD.
L’ingresso TRS stereo permette anche di acquisire un segnale stereo oppure due sorgenti mono contemporaneamente.
Polyend precisa però che l’ingresso microfonico non fornisce alimentazione phantom.

Forward, Reverse e Ping-Pong
Ogni traccia può utilizzare indipendentemente tre modalità di riproduzione:
- Forward
- Reverse
- Ping-Pong
Volume, gain e panorama possono essere regolati separatamente per ciascun loop.
La durata può inoltre rimanere sincronizzata al tempo del progetto oppure essere lasciata libera, rendendo possibile far convivere elementi perfettamente quantizzati con altri meno vincolati alla griglia.
Varispeed: velocità e intonazione possono seguire il tempo
Tra le funzioni più interessanti troviamo anche Varispeed.
Quando viene utilizzato in relazione al tempo del progetto, una variazione del BPM modifica anche velocità e pitch del loop.
È però possibile lasciare il comportamento indipendente dal tempo quando serve una gestione più libera del materiale registrato.
Gearnews sottolinea inoltre che le variazioni di Varispeed applicate ai loop non modificano l’intonazione della sezione drum machine.
Una drum machine completa dentro il looper
La parte ritmica è molto più elaborata del semplice accompagnamento presente su molti looper.
Polyend Loop integra infatti quattro tracce sample-based dedicate alla batteria, con un sample per traccia.
Ogni progetto può contenere 16 pattern, ognuno composto da 16 step.
I pattern possono essere messi in coda oppure concatenati per realizzare sequenze più lunghe.
È inoltre possibile partire dai contenuti inclusi oppure registrare i propri campioni di batteria direttamente nell’hardware.
Più di 2.000 sample e 500 drum kit
La libreria factory è già piuttosto corposa.
Polyend dichiara:
- oltre 500 drum kit
- oltre 350 pattern ritmici
- più di 2.000 drum sample
- oltre 180 loop
Non è quindi necessario costruire tutto da zero prima di iniziare a utilizzare il dispositivo.
Oltre 100 effetti
A completare la struttura troviamo più di 100 effetti integrati.
Gearnews cita tra le categorie disponibili riverberi, delay, modulazioni, distorsioni e filtri.
Ogni traccia loop può utilizzare un effetto selezionabile indipendentemente dalla libreria interna.
Questo rende Loop qualcosa di più vicino a una piccola workstation da performance che a un semplice pedale dedicato alla registrazione ciclica.
Dai loop a una vera struttura del brano
Una delle idee più interessanti riguarda l’utilizzo dei progetti come sezioni di una canzone.
Un progetto può rappresentare, ad esempio:
intro, strofa, ritornello, bridge oppure outro.
Durante l’esecuzione è possibile mettere in coda il progetto successivo o precedente e il passaggio avverrà alla fine della battuta, mantenendo tutto sincronizzato.
Ogni progetto conserva loop, parti di batteria, pattern, tempo, effetti e configurazione della performance.
Polyend dichiara la possibilità di mantenere fino a 1.000 progetti sul dispositivo.
I loop vengono salvati come WAV separati
Loop non obbliga a completare tutto direttamente nell’hardware.
Ogni traccia audio viene infatti salvata come file WAV individuale sulla microSD.
È quindi possibile trasferire successivamente le registrazioni in una DAW per continuare editing, arrangiamento e mix.
La microSD viene utilizzata anche per progetti, sample, loop, firmware e trasferimento dei file.
Controllo anche senza mani
Il dispositivo è pensato chiaramente anche per musicisti che stanno contemporaneamente suonando uno strumento.
Secondo Polyend, tramite i controlli a pedale è possibile gestire praticamente tutte le operazioni principali, con l’eccezione dell’editing dei valori dei parametri e della programmazione delle sequenze di batteria.
È inoltre presente un ingresso TRS per expression pedal, al quale possono essere assegnati parametri destinati al controllo durante la performance.
Connessioni audio
Sul fronte audio troviamo:
- 1 ingresso TRS da 6,3 mm stereo/mono
- uscita Left/Mono da 6,3 mm
- uscita Right da 6,3 mm
- ingresso TRS per expression pedal
- USB-C
- slot microSD
L’ingresso accetta segnali instrument, line e microfoni dinamici.
Una nota importante sul MIDI
Qui vale la pena segnalare una discrepanza tra le fonti disponibili al lancio.
Gearnews e Thomann riportano MIDI In e MIDI Out su mini-jack TRS, oltre al MIDI via USB, con supporto per clock, transport, CC e Program Change.
La scheda tecnica pubblicata attualmente sul sito ufficiale Polyend indica invece, alla voce MIDI, “USB-C with bidirectional USB MIDI only”.
Finché Polyend non uniformerà le proprie informazioni, quindi, chi considera indispensabili le connessioni MIDI TRS farebbe bene a verificarne la presenza sul modello destinato alla vendita prima dell’acquisto.
USB-C non sostituisce la microSD per i file
Un altro dettaglio da tenere presente è che l’USB-C non viene indicata come sistema per il trasferimento dei file.
La pagina ufficiale specifica infatti che la porta USB-C viene utilizzata per il MIDI USB bidirezionale, mentre progetti, sample, loop e WAV vengono trasferiti tramite microSD.
È proprio questo uno degli aspetti criticati da Gearnews: nel 2026 sarebbe stato certamente più comodo poter accedere ai file direttamente tramite USB-C, senza dover estrarre fisicamente la scheda.
Dimensioni e alimentazione
Polyend Loop misura: 180 × 120 × 57 mm e pesa circa: 0,93 kg.
L’alimentazione richiesta è compresa tra 9 e 18 V DC, con almeno 500 mA.
Polyend specifica che il dispositivo accetta sia polarità center-negative sia center-positive.
L’alimentatore non è incluso.
Un looper pensato anche per costruire canzoni
La caratteristica che distingue maggiormente Polyend Loop non è quindi il numero di tracce preso singolarmente.
È il modo in cui loop, batteria, pattern, effetti e progetti vengono integrati nello stesso ambiente.
Si può iniziare registrando una chitarra o un synth, costruire una base ritmica, aggiungere altri layer e trasformare successivamente le diverse configurazioni in sezioni di un arrangiamento.
E alla fine le singole tracce possono comunque essere portate in DAW come normali WAV.
È questa struttura a spiegare perché Polyend preferisca descriverlo come una macchina per sviluppare idee anziché come un semplice looper.
Prezzo e disponibilità di Polyend Loop
Polyend Loop viene proposto da Thomann a 599 euro.
Per 599 euro troviamo quindi un dispositivo che unisce quattro loop track, quattro drum track, sequencer, oltre 100 effetti e una gestione dei progetti pensata anche per la performance live.
Non è il looper più semplice per chi vuole soltanto registrare una frase e ripeterla.
L’obiettivo di Polyend Loop è decisamente più ampio: trasformare il looping in uno strumento di composizione, arrangiamento e performance.
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