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Ci sono strumenti che nascono per riempire uno spazio. E poi ce ne sono altri che nascono per raccontare una storia.

L’incontro tra Roberta Sammarelli, storica bassista dei Verdena e oggi anima pulsante del progetto Si! Boom! Voilà!, e Cristian Bona, liutaio bresciano con una visione precisa e profondamente artigianale dello strumento musicale, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Quella delle storie che non si limitano al suono, ma lo attraversano.

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Il basso come linguaggio, non come esercizio

Chi conosce Roberta Sammarelli sa che il suo rapporto con il basso non è mai stato accademico. Nessuna ossessione per il virtuosismo, nessuna corsa alla tecnica fine a sé stessa. Il basso, per lei, è sempre stato un mezzo espressivo diretto, quasi fisico. Energia, impatto, urgenza.

«Ho sempre vissuto il basso più come uno strumento energetico che tecnico», racconta. «Un’estensione emotiva, più che un esercizio di stile».

Un approccio che inevitabilmente evolve nel tempo, soprattutto quando cambia il contesto umano e musicale. Con Si! Boom! Voilà!, Roberta si trova immersa in una dimensione nuova, più corale, dove il basso non è protagonista isolato ma parte viva di un organismo collettivo. Un progetto ancora in divenire, proprio come lo strumento che lo accompagnerà.

Quando nasce l’esigenza di uno strumento “giusto”

È qui che entra in scena Cristian Bona. Il loro rapporto nasce in modo naturale, quasi inevitabile: manutenzioni, restauri, conversazioni in laboratorio. Finché da un dialogo tra musicista e liutaio emerge un’esigenza chiara.

Uno strumento più leggero, più comodo, ma che non rinunci a carattere, tensione, presenza.

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Un basso che tenga testa a un suono rock deciso, spesso suonato con il plettro, senza perdere identità.

La scelta cade su una scala corta da 30 pollici, apparentemente controintuitiva per certi contesti, ma perfettamente coerente con la visione condivisa: suonabilità immediata, risposta fisica, controllo. Non una scorciatoia, ma una scelta consapevole.

«Non volevo uno strumento neutro», spiega Roberta Sammarelli. «Molti bassi di liuteria sono splendidi, ma raccontano una storia che non è la mia. Io avevo bisogno di qualcosa che parlasse la mia lingua».

Carattere prima della versatilità

Cristian lo dice chiaramente: col tempo ha abbandonato l’idea dello strumento “che fa tutto”, per concentrarsi su strumenti con un carattere preciso. Meno compromessi, più personalità.

Un approccio che guarda a certi strumenti del passato, anche meno celebrati, ma capaci di lasciare un’impronta immediatamente riconoscibile. Perché, come sottolinea lui stesso, la vera magia nasce quando musicista e strumento si incontrano nello stesso punto emotivo.

«Lo strumento migliore è quello che piace a chi lo suona. Ma quando riesci a costruirlo attorno a una persona specifica, allora diventa qualcosa di vivo».

Orgoglio, fiducia e identità

Per Roberta Sammarelli, questo basso rappresenta prima di tutto orgoglio. Non tanto per il valore dell’oggetto, quanto per l’essere stata compresa fino in fondo.

Il progetto prende forma anche recuperando parti di uno storico Rickenbacker rosso, lo strumento con cui ha attraversato momenti fondamentali della sua carriera. Un gesto simbolico, ma anche concreto: passato e presente che si incontrano nello stesso corpo sonoro.

Il risultato è uno strumento che riflette perfettamente la sua dualità: aggressivo e saturo quando serve, ma capace di aprirsi a momenti più morbidi, melodici, quasi cantati. Esattamente come il brano Pinocchio di Si! Boom! Voilà!, che Roberta stessa indica come perfetta metafora di questo basso.

Un punto di partenza, non di arrivo

Alla domanda finale, la risposta è unanime: questo strumento non è un traguardo, ma un inizio.

Per Roberta, è l’inizio di un nuovo percorso espressivo che crescerà insieme a lei.

Per Cristian Bona, è la nascita di un’identità progettuale che potrà evolversi, trasformarsi, dialogare con altri musicisti.

Per entrambi, è la conferma che il rapporto tra liutaio e musicista non è un dettaglio romantico, ma una forza creativa reale, capace di influenzare il presente e il futuro di chi fa musica.

E in un mondo sempre più standardizzato, questa è forse la nota più rivoluzionaria di tutte.

Se volete vedere e ascoltare questa storia prendere forma, vi consigliamo di guardare il video completo dell’intervista sul canale YouTube di Passione Strumenti: una chiacchierata autentica, senza filtri, tra suono, legno e visioni condivise.

Ulteriori Informazioni:

Roberto De Rosa
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Roberta Sammarelli & Cristian Bona - Intervista
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