Il Tune Bot è un accordatore digitale progettato per misurare con precisione la frequenza dei tamburi e rendere l’accordatura della batteria più pratica, veloce e soprattutto replicabile.
Questa guida è pensata per batteristi principianti, intermedi e per chi lavora in studio di registrazione e vuole un metodo oggettivo per accordare la batteria senza affidarsi esclusivamente all’orecchio.
Cos’è il Tube Bot
Sviluppato dalla Overtone Labs, il Tune bot è diventato uno degli accordatori più utilizzati dai batteristi in ogni ambito. A differenza di altri accordatori, che basano il loro funzionamento sul misurare la tensione della pelle, il principio del tune bot è misurare la frequenza (e quindi la nota) delle singole pelli, e del tamburo in generale. In questo modo il processo di accordatura diventa molto più veloce ed intuitivo.
Attualmente sono disponibili 2 versioni del Tune bot: La versione studio, più completa e include anche una pratica custodia, e la versione gig, che mantiene tutte le funzionalità di base ma ad un prezzo minore.
A cosa serve e come funziona
Quando si colpisce la pelle del tamburo, il dispositivo rileva la frequenza locale generata dalla vibrazione. In pratica misura quanti Hertz produce la pelle del tamburo.
Il primo obiettivo è rendere uniformi tutti i tiranti. Per esempio, possiamo decidere di portare un tom da 12” a 200 Hz su ogni tirante, garantendo equilibrio e riducendo armonici indesiderati.
È fondamentale distinguere tra:
- armonici della singola pelle
- pitch complessivo del tamburo
Gli armonici della singola pelle rappresentano la frequenza misurata vicino a ciascun tirante, cioè la tensione locale della pelle isolata. Il pitch complessivo, invece, è la nota percepita quando si colpisce il tamburo al centro ed è determinato dalla relazione tra pelle battente e pelle risonante e dalle loro rispettive tensioni.
Il Tune Bot può rilevare entrambi: sia la frequenza della singola pelle, sia la nota complessiva del tamburo che nasce dall’interazione tra le due pelli.
Questo lo rende molto utile quando vogliamo accordare un tamburo su una nota precisa.
Va però chiarito un punto fondamentale: tutto questo può essere fatto anche ad orecchio. Il Tune Bot non sostituisce la sensibilità del musicista ma è uno strumento che fornisce un riferimento oggettivo, accelera il processo e permette di replicare un risultato nel tempo.
Usare il Tune Bot per creare dei setup di accordatura
L’accordatura della batteria è un processo particolare: non si limita a definire la nota di un tamburo, ma ne determina in modo sostanziale il timbro, il sustain e la quantità di armonici percepiti.
Il Tune Bot permette di lavorare in modo controllato e replicabile, intervenendo su due livelli distinti: la definizione della nota fondamentale del tamburo e la relazione tra pelle battente e pelle risonante. Ed è proprio questa relazione a modificare radicalmente il carattere sonoro, anche quando la nota percepita al centro del tamburo rimane invariata.
Un metodo molto efficace è ragionare per intervalli musicali. Invece di lavorare solo con numeri in Hertz, possiamo pensare in termini di scala musicale: unisono, terza, quinta. È un approccio più intuitivo e più facile da ricordare: un intervallo rappresenta la distanza tra due note. Se accordiamo la pelle risonante qualche semitono sopra la battente, stiamo creando una relazione precisa tra le due superfici vibranti che avrà un impatto sul suono finale del tamburo.
Per comprendere l’effetto pratico di questo metodo, possiamo analizzare il caso di un tom da 14” Yamaha YD 9000 accordato in tre modi differenti. La nota fondamentale del tamburo rimane la stessa in tutti e tre gli esempi. Ciò che cambia è il timbro, cioè il modo in cui il suono si sviluppa e decade nel tempo.
Nel primo caso, pelle battente e pelle risonante sono accordate sulla stessa nota (unisono). Il risultato è un suono compatto, stabile, con sustain controllato e armonici più contenuti. È una configurazione prevedibile e bilanciata, adatta quando si cerca definizione e controllo.
Nel secondo caso, la pelle risonante è accordata tre semitoni sopra la battente, quindi a distanza di una terza minore. La nota centrale del tamburo resta invariata, ma il comportamento acustico cambia: il suono si apre maggiormente, il sustain aumenta e si percepisce una leggera modulazione nel decadimento. L’interazione tra le due pelli diventa più dinamica.
Nel terzo caso, la pelle risonante è accordata sette semitoni sopra la battente, quindi a distanza di una quinta giusta. Qui l’effetto è ancora più evidente: il tamburo acquisisce ampiezza, il sustain aumenta ulteriormente e si sente anche un decadimento del pitch del tamburo.
Consigli di utilizzo ed errori comuni
Per quanto il Tune Bot sia uno strumento preciso e affidabile, è fondamentale comprenderne il ruolo corretto: rappresenta un supporto all’ascolto, non un sostituto dell’orecchio.
L’accordatura della batteria è influenzata da numerosi fattori che il dato numerico non può completamente interpretare. È quindi normale, anche dopo aver impostato valori precisi in Hertz, intervenire con piccoli ritocchi finali. La misurazione fornisce un punto di partenza oggettivo; la rifinitura resta un processo musicale.
Un altro errore frequente è non isolare correttamente il tamburo durante la misurazione. Le vibrazioni degli altri fusti possono influenzare la lettura, soprattutto in ambienti piccoli o molto riflettenti. È buona pratica smorzare gli altri tamburi mentre si effettua la misurazione e colpire la pelle sempre alla stessa distanza dal tirante.
In ambito professionale, il Tune Bot diventa particolarmente efficace nello studio di registrazione. Quando si lavora su più brani con esigenze sonore differenti, può essere necessario modificare radicalmente l’accordatura tra una traccia e l’altra. Annotare le frequenze utilizzate per ogni setup consente di costruire una vera e propria libreria di suoni.
Questo approccio permette di:
- salvare configurazioni specifiche per generi diversi
- richiamare rapidamente un’accordatura già sperimentata
- mantenere coerenza timbrica all’interno di un progetto discografico
- ridurre i tempi di preparazione in sessione
Infine è possibile creare delle vere e proprie tabelle di accordatura, segnandoci i valori che preferiamo utilizzare per i vari tamburi della batteria, come nella tabella seguente.
| Diametro del Tamburo | Pelle Battente | Pelle Risonante |
| Tom 10″ | ~225 Hz | ~284 Hz |
| Tom 12″ | ~188 Hz | ~237 Hz |
| Tom 14″ | ~150 Hz | ~189 Hz |
| Tom 16″ | ~113 Hz | ~142 Hz |
| Cassa 20″ | ~67.5 Hz | ~101 Hz |
| Rullante 14″ | Variabile 200/400 Hz | Variabile 340/390 Hz |
Negli anni ho maturato l’idea che questo dispositivo, invece di sostituire il mio orecchio, si integra nel mio lavoro agevolando il processo di accordatura, diventando quindi molto comodo in studio di registrazione, dove ogni giorno lavoro a brani ed a sonorità differenti. Non è da sottovalutare anche l’aspetto della ricerca e sperimentazione del suono: con il Tune Bot è facilissimo tenere traccia di tutti gli esperimenti che facciamo, creando quindi uno storico con tutti gli strumenti, le pelli ed i tipi di accordatura utilizzate.
Link utili:
- Tune Bot: guida completa all’utilizzo - 23. Febbraio 2026
- Guida al rullante: materiali, metodi di costruzione e suono spiegati - 11. Febbraio 2026
- Behringer BMX: è finalmente ordinabile - 9. Febbraio 2026