annuncio

Oggi lo slap basso elettrico è una delle tecniche più riconoscibili, spettacolari e imitate nella storia dello strumento. È sinonimo di funk, groove, energia, controllo ritmico e, in molti casi, anche di virtuosismo. Ma come spesso accade nella storia della musica, la nascita dello slap non ha nulla di “accademico” e molto di pratico.

La domanda è semplice: qual è stato il primo brano mai inciso con una linea di basso in slap?
La risposta ci porta alla fine degli anni ’60, a una delle band più rivoluzionarie del periodo e a un nome fondamentale per la storia del basso elettrico: Larry Graham.

annuncio

Larry Graham e la nascita dello slap

Per raccontare l’origine dello slap basso elettrico dobbiamo parlare proprio di Larry Graham, bassista dei leggendari Sly and the Family Stone. La band è stata una vera pietra miliare per la diffusione di funk, soul e rock contaminato, e secondo molti ha gettato anche alcune delle basi ritmiche e culturali di quello che sarebbe diventato il linguaggio dell’hip hop moderno.

Ma la cosa più interessante è capire perché Larry Graham abbia iniziato a suonare in quel modo.

Prima di diventare uno dei bassisti più influenti di sempre, Graham suonava organo e chitarra nella band di sua madre. A un certo punto, però, si ritrova a dover passare al basso per necessità: l’organo si rompe e, come se non bastasse, il batterista abbandona la band.

Niente batteria, quindi.
Ma il groove doveva andare avanti.

Il basso come sezione ritmica

È proprio in questo contesto che Larry Graham sviluppa un approccio totalmente nuovo allo strumento. Inizia a suonare il basso in modo percussivo, colpendo le corde basse con il pollice per simulare la cassa e tirando quelle più acute con l’indice per richiamare il rullante.

L’obiettivo non era stupire il pubblico con una tecnica spettacolare, ma sostituire la batteria e mantenere solida la sezione ritmica.

annuncio

Quella che oggi chiamiamo slap nasce quindi come una soluzione pratica, non come un esercizio di stile. Non nasce per essere veloce, appariscente o virtuosistica, ma per risolvere un problema musicale concreto: far funzionare il groove anche senza batterista.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della storia dello slap basso elettrico. Una tecnica oggi associata a velocità, precisione e showmanship nasce, in realtà, da un’esigenza molto semplice: far ballare la musica.

L’ingresso negli Sly and the Family Stone

Quando Larry Graham entra negli Sly and the Family Stone, porta con sé questo modo di suonare così poco convenzionale. Ed è qui che avviene il passaggio decisivo: lo slap smette di essere soltanto una necessità e diventa un vero linguaggio musicale.

La band di Sly Stone era qualcosa di completamente nuovo per l’epoca. Uno dei primi gruppi mainstream a essere razzialmente integrato, con musicisti neri e bianchi sullo stesso palco, uomini e donne con ruoli centrali e non marginali.

In un’America ancora profondamente segnata dalle divisioni razziali, Sly and the Family Stone rappresentavano un messaggio di unità, libertà e cambiamento. Non solo attraverso i testi, ma anche attraverso la musica, il look, l’energia dal vivo e il modo di fondere generi diversi.

In questo contesto, il basso slap di Larry Graham trova finalmente il suo spazio naturale. Anche con un batterista presente, quel suono percussivo non perde efficacia: al contrario, dialoga con la batteria, rafforza il groove e diventa uno degli elementi distintivi del sound della band.

Il primo brano inciso con lo slap

Nel 1969, Sly and the Family Stone incidono un brano destinato a entrare nella storia:

“Thank You (Falettinme Be Mice Elf Agin)”

Questo pezzo è comunemente considerato il primo brano mai registrato con una bass line in slap.

Ascoltandolo oggi, col senno di poi, colpisce quanto la linea di basso sia essenziale, asciutta e profondamente funk. È lontana dall’idea moderna di slap iper-virtuosistico, fatto di raffiche di note, ghost notes velocissime e passaggi solistici.

Eppure, è proprio da qui che tutto ha inizio.

Il basso non è solo accompagnamento, ma diventa motore ritmico del brano. Non riempie semplicemente lo spazio armonico: lo scolpisce. Il suono del pollice sulle corde dà al pezzo una spinta diversa, più fisica, più diretta, quasi percussiva.

È uno di quei momenti in cui una tecnica cambia il modo stesso di percepire uno strumento.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

L’evoluzione dello slap dopo Larry Graham

Da quella registrazione del 1969, lo slap basso elettrico ha avuto un’evoluzione impressionante, influenzando generazioni di bassisti e adattandosi a contesti musicali molto diversi tra loro.

Negli anni ’70, Bootsy Collins porta lo slap su un altro pianeta, trasformandolo in puro funk cosmico e rendendolo una componente identitaria del suo stile. Il basso diventa elastico, psichedelico, teatrale, sempre al centro del groove.

Negli anni ’80, Mark King lo rende iper-ritmico e protagonista assoluto, mentre Louis Johnson ne enfatizza l’esplosività, la potenza e l’impatto fisico. In quegli anni lo slap diventa anche linguaggio pop, radiofonico, immediatamente riconoscibile.

Nello stesso periodo, Marcus Miller raffina la tecnica, rendendola elegante, orchestrale e perfettamente integrata in contesti pop, jazz e fusion. Con lui lo slap non è solo energia: diventa fraseggio, arrangiamento, dinamica e identità sonora.

In ambito fusion e jazz-rock, bassisti come Stanley Clarke, Alain Caron e Tetsuo Sakurai ampliano ulteriormente il vocabolario dello slap, arricchendolo con bending, strumming, accordi e soluzioni armoniche avanzate.

Negli anni ’90, lo slap entra con forza nel rock alternativo e nei linguaggi più estremi grazie a figure come Flea e Les Claypool, mentre Victor Wooten lo trasforma in un linguaggio completo, che va ben oltre la tecnica in sé.

Oggi, bassisti come Henrik Linder, MonoNeon, Federico Malaman, Vincen García e molti altri continuano a spingere lo slap in territori nuovi, dimostrando che non si tratta di una moda, ma di una vera e propria voce espressiva del basso elettrico.

Perché lo slap è ancora così importante

Il successo dello slap non dipende soltanto dal suo impatto spettacolare. Certo, è una tecnica scenica, immediata, capace di attirare l’attenzione anche di chi non suona il basso. Ma il suo valore reale sta nella capacità di unire melodia, ritmo e percussione in un solo gesto.

Con lo slap, il bassista non si limita ad accompagnare. Può costruire groove complessi, creare accenti, dialogare con la batteria, riempire spazi e dare al brano una pulsazione molto più marcata.

È una tecnica che, se usata bene, non serve a “fare vedere quanto si è bravi”, ma a dare alla musica una direzione ritmica precisa.

Ed è forse proprio questo il motivo per cui la sua origine è così significativa. Larry Graham non stava cercando di inventare una tecnica iconica. Stava semplicemente cercando un modo per far funzionare la musica.

Conclusione

La storia dello slap basso elettrico ci ricorda una cosa fondamentale: le innovazioni più importanti spesso nascono da limiti, problemi e imprevisti.

Un basso, un pollice, una band senza batteria e una nuova pagina della storia della musica viene scritta.

Da “Thank You (Falettinme Be Mice Elf Agin)” di Sly and the Family Stone in poi, il basso elettrico non è più stato percepito soltanto come uno strumento di accompagnamento. È diventato anche percussione, groove, identità e linguaggio.

E voi lo sapevate qual è stato il primo brano inciso con lo slap? Qual è stato il primo riff in slap che avete imparato sul basso?

Continuate a seguire Passione Strumenti per altre storie, strumenti e curiosità dal mondo della musica.

Roberto De Rosa
HOT
or not?

Come valuti questo articolo?

Valutazione: Tuo: | ø:
annuncio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *