a cura di Edoardo Morena | Tempo di lettura approssimativo: 8 minuti
Guida ai programmer

Guida ai programmer  ·  Fonte: Sequencer.de

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I programmer (o “programmatori”, in italiano) sono originariamente una trovata di Roland, che ha semplicemente iniziato a vendere i potenziometri e i pulsanti dei loro sintetizzatori “separatamente” sotto forma di nuovo hardware. Questo non era ottimale per l’utente medio, ma l’obiettivo era rendere i dispositivi il più economici possibile. Ad oggi il mondo dei programmer non è ancora giunto al capolinea e dispositivi di questo tipo sono ancora presenti sul mercato.

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Sempre più aziende stanno eliminando i parametri di controllo, il MIDI-Thru o l’aftertouch. Purtroppo, questo è vero anche per forme di sintesi più complesse, motivo per cui altri produttori sono chiamati a fornirli. Inizialmente i classici programmer Roland offrivano una connessione dedicata, in seguito si è optato sempre per il MIDI. Ciò ha permesso a Roland di poter lanciare sul mercato un dispositivo, il JD-800, in grado di essere programmato in tempo reale tramite il protocollo SysEx prima di tutti gli altri. Infatti, non era affatto scontato che questi dispositivi potessero rispondere in tempo reale ai comandi.

I programmer dei sintetizzatori storici

Anche se Roland ha mantenuto l’idea dei programmer fino al D-50 (PG-1000), successivamente si è verificata una lunga fase di aumento della complessità delle interfacce, che poi ha influenzato nuovamente i dispositivi dando vita ai sintetizzatori “virtualmente analogici”. Tuttavia, diversi produttori hanno voluto sperimentare con i programmer. Access stessa ha cavalcato quest’ondata con due programmer: uno per il Waldorf Microwave e l’altro per l’Oberheim Matrix 6. Questi erano sintetizzatori molto diffusi e di alta qualità, ma presentavano un’interfaccia utente non proprio friendly. Oggi, il famoso Stereoping Programmer permette addirittura la creazione di wavetable. Tipicamente in un programmer tutti i parametri del sintetizzatore sono resi accessibili su un’interfaccia hardware facile da interpretare. Fare ciò, tuttavia, potrebbe risultare più difficile con dispositivi come il Matrix 6 e ha le sue limitazioni.

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In generale, i sintetizzatori moderni potrebbero essere controllati con dei programmer, purché siano compatibili con i controller MIDI e/o, in caso di necessità, SysEx. Purtroppo però, oggi non è più così scontato, poiché alcuni sintetizzatori potrebbero essere editati con molta difficoltà. I dispositivi precedenti al JD-800 e al Microwave sono compatibili solo con il buon vecchio SysEx, che definisce un’intera impostazione sonora in un solo blocco dati. Il Yamaha Reface DX, sebbene non sia progettato come macchina di editing in tempo reale, offre una user experience molto fluida. Pertanto, potete avvicinarvici senza paura.

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Stereoping Microwave Programmer

Stereoping Microwave Programmer

Programmer FM

Per i programmer FM, non esiste ancora una vera e propria interfaccia completa al 100%. Per questo motivo è stato creato il clone del programmer Jellinghaus per il vecchio DX-7. Tuttavia, dopo che John Chowning ha ceduto il brevetto della sintesi FM a Yamaha, sono stati sviluppati numerosi programmer internamente all’azienda. Questi dispositivi venivano spesso usati per esplorare i suoni e le nuove potenzialità, poiché la sintesi FM era inizialmente una novità sia per Chowning come musicista sperimentale, sia per Yamaha come azienda. Inizialmente, veniva usato un sintetizzatore standard con 2 operatori e senza controlli. Successivamente ne furono costruiti altri, che portarono alla forma odierna con 4 e 6 operatori e con i ben noti preset di collegamento chiamati ‘algoritmi’.

Dei programmer per la sintesi FM

Dei programmer per la sintesi FM

Il programmer Reface Dtronics DX è tornato!

La società olandese DTronics, insieme alla Stereoping, si è dedicata a realizzare i programmer che ancora mancano per i sintetizzatori più datati. Facendo ciò, migliorano quei  sintetizzatori che offrono troppi pochi controlli hardware. Il più noto è e rimane il DX Programmer per il Yamaha Reface DX. Ultimamente è stato riproposto e offerto al prezzo di circa 269 euro. Le prevendite sono già in corso. Puoi dare un’occhiata al sito web di DTronics per ulteriori dettagli. L’annuncio ufficiale, tuttavia, è stato pubblicato finora solo su Instagram.

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Programmer FM? Hanno davvero senso?

Quando vengono utilizzati programmer che non sono stati realizzati dal produttore, è importante tener conto di alcune limitazioni. Per dirne una, il DX non visualizzerà i parametri impostati sul programmer a meno che non si trovi sulla pagina appropriata, ciò succede ad esempio per le curve di envelope quando vengono modificate. Oppure, alcuni sintetizzatori potrebbero non trasmettere i valori dei parametri via MIDI quando vengono modificati tramite un programmer esterno, ma solo quando vengono regolati direttamente sul sintetizzatore stesso. Tuttavia, il beneficio c’è ed è molto. Ne vale la pena per la sintesi FM? Soprattutto quando ci sono 6 operatori ma si hanno solo una fila di potenziometri? E cosa succede se si parte modificando il suono iniziale (Init-Sound), non bisogna comunque riportare  i potenziometri al valore iniziale? In un sintetizzatore FM, consiglierei sicuramente dei controlli hardware dedicati per almeno una curva di envelope e un set di impostazioni di base, selezionabili tramite 6 pulsanti, uno per ogni operatore, come minimo.

Detto ciò, un programmer si dimostra comunque utile per gli appassionati di sound design? Assolutamente sì! 

Dr. John Chowning e il programmer GS-1

Dr. John Chowning e il programmer GS-1

Utilizzare Reface Programmer live

Il Reface Programmer non ha 4 operatori separati con 4 curve di envelope ciascuno, ma offre un set di curve di envelope per il pitch, uno per ogni operatore. La selezione dell’operatore avviene tramite il tasto “Select” dedicato per ciascun operatore. È possibile modificare contemporaneamente tutte o solo alcune curve di envelope a piacimento. Per disattivare singoli operatori o per ascoltare il loro contributo, sono disponibili altri quattro pulsanti.

Durante le esibizioni live, i risultati più efficaci spesso si ottengono da una combinazione di parametri, e il controllo dei livelli di uscita (Out Levels) insieme alla loro sensibilità alla velocity e ai valori di feedback può già alterare significativamente i suoni, migliorandone la dinamica, poiché questi parametri sono appositamente progettati per tale scopo.

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Yamaha Reface DX
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Come secondo “trucco” si può sfruttare il parametro Rate-2, che spesso corrisponde al Decay. Se non è un segnale portante (detto anche carrier), influisce sul timbro del suono e può essere rapidamente valutato e regolato ascoltando. È sicuramente un parametro che può essere modificato su un sintetizzatore FM per ottenere dei bei risultati durante le esibizioni live. A questo scopo, tenere conto dell’algoritmo corrente e averlo sempre sott’occhio è una buona pratica! 

Quali parametri modificare durante le esibizioni live?

Personalmente, credo che gli LFO, quelli molto veloci, rappresentino un’ efficace e semplice modalità di intervento tramite il programmer, così come passare dalla modalità “Fixed” degli operatori a quella “Ratio” e viceversa. Ciò consente di riadattare gli operatori utilizzati come LFO.

Tuttavia, è consigliabile fare attenzione alle frequenze, poiché rapporti errati possono portare a una disarmonia generale, sempre che non sia quello il vostro scopo. Continuando, cambiare algoritmo mentre si suona live è molto efficace e quasi indispensabile, consente infatti di ottenere rapidamente un carattere sonoro completamente diverso. Questo tipo di approccio alla sintesi FM può sicuramente essere utilizzato per ottenere risultati musicalmente interessanti e col tempo acquisirete una maggiore familiarità e comprensione di ciò che sta accadendo. La sintesi FM è, in realtà, già pronta da tempo per un approccio del genere.

Yamaha Reface DX + Programmer DTX

Yamaha Reface DX + Programmer DTX

Nella demo del DX-Programmer, puoi vedere il display per la visualizzazione diretta dei parametri e un approccio alla ricerca sonora lento e deliberatamente graduale. Il tutto con un autentico DX-5.

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I programmer moderni

I programmer potrebbero venire accoppiati anche a sintetizzatori che non hanno la migliore delle interfacce. Se sei alla ricerca di un po’ di ispirazione la puoi trovare non solo nei vecchi sintetizzatori. Stereoping e DTronics sono attualmente, insieme al non più prodotto “Patch Editor” di Kiwitechnics, probabilmente i produttori più noti di programmer universali o dedicati esattamente a un singolo sintetizzatore. Esistono anche controller in grado di gestire più dispositivi tramite funzioni intercambiabili. Un esempio è Electra One dotato di touchscreen e vari editor per iPad.

Electra One/Martin Pavlas

Electra One/Martin Pavlas

In ogni caso, la rappresentazione grafica è sicuramente utile con i suoni FM, e i programmer vintage non sono sempre perfetti in questo. Il DX-Programmer è comunque un lusso che probabilmente non vedremo più, anche se è già stato realizzato un programmer per l’FS1-R. L’usabilità di un dispositivo può solo migliorare, specialmente se non è entrato nella storia per la sua facilità d’uso. Chi possiede un DX-7 dovrebbe sicuramente approfittarne finché è possibile.

Il futuro dei controller hardware

Un Korg Volca FM con un suo programmer in stile DX potrebbe veramente raggiungere nuove frontiere. Oppure, i programmer potrebbero rendere disponibili agli utenti funzioni totalmente inedite. Attualmente c’è l’LFE (Low Frequency Expander), spesso fornito insieme a sintetizzatori più moderni e ben equipaggiati, che aggiunge LFO e curve di envelope tramite controller MIDI. Anche questa è una buona trovata, dato che ancora oggi esistono fin troppi sintetizzatori con un solo LFO.

Yorick LFE Low Frequency Expander

Yorick LFE Low Frequency Expander

I grandi produttori, hanno l’opportunità di poter raggiungere una grande numero di utenti. Coloro che sviluppano controller box per i softsynth (come Soundforce) potrebbero almeno valutare l’idea di aggiungere l’equivalente SysEx. Diventerebbero quindi dispositivi di controllo più versatili e non più mono-uso. 

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